Samantha Jones: riflessioni metasexuali

Facilissimo dimenticarsi che Sex and the city è prima di tutto un libro, l’omonimo best sellere di Candance Bushnell del 1997.

La Bushnell mette in fila una serie di articoli/mini saggi, attingendo dalla propria rubrica su The New York Observer: Proprio come Sara Jessica Parker, impersonandola, fa sullo schermo.

Le differenze tra libro e serie sono tante: Charlotte, uscita dalla penna una ninfomane inglese d’origine mentre sullo schermo americanissima puritana, Miranda pezzo grosso della tv e non avvocatessa come Cinthya Nixon, Stanford Blatch artista gay assai più presente nella vita delle ragazze rispetto alla versione televisiva.

Non cambia Carrie, protagonista e voce narrante, non cambiano le dinamiche, sempre tanto sex e poca city.

Non cambia nemmeno Samantha Jones – la sorellona sfiduciata fino al midollo dall’universo maschile, ma non per questo meno devota al sesso in tutte le sue forme (legali).

Ora, se c’è una cosa che rimane allo stesso modo immutata è la profonda capacità di immedesimazione messa in atto sia nel libro, soprattutto nel libro, sia nella serie. Chiudendo le pagine della Busnhell non si può essere rimaste intoccate dal pensiero:

Oh, è esattamente come me!

Via alle danze dunque con i:

I’m a Carrie

Miranda tutta la vita!

Mi sento molto Charlotte in questa situazione…

Beh, ma Samantha, la meno citata, dove la mettiamo? Insomma, lei alza ogni tipo di standard.

Bisogna dare credito alla Bushnell per aver creato con Sam un personaggio ancora inesplorato dalla letteratura, che mette insieme schiere di stereotipi femminili, frullati e finalizzati in un’eroina che di anti- non ha più niente. Una portatrice sana ed equilibrata – la più equilibrata delle quattro – di vizio, di puro e sanissimo vizio, ma anche di saggezza.

Sam è la stronza in fondo buona, colei con la quale ridiamo ma non ridicola, quella con le spalle larghe e le gambe anche. Nessun anfratto del sesso lecito con è rimasto con lei inesplorato: threesome versione rosa e versione azzurra, oldies, lesbo, fino ai banalissimi atti orali o anali.

E lei ne esce sempre, ma sempre, vincitrice. Troppo  banale dire che è una “con le palle”, anche se come quelli con le palle, se scopa tanto, vince.

Nella vita vera ancora non ci sono i presupposti per essere fotocopie di Samantha. A parte qualche maldestro tentativo, che conferma la regola. E ci fa passare per sceme, tutte quante: Carrie, Miranda o Charlotte che scegliate.

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

7 Commenti
  1. “Nella vita vera ancora non ci sono i presupposti per essere fotocopie di Samantha. A parte qualche maldestro tentativo, che conferma la regola. E ci fa passare per sceme, tutte quante.”. saggia Donna la Michela… =)

  2. io, quando mi si cita, vado in brodo di giuggiole, quasi come samantha nella foto 🙂

  3. Questo articolo offre un interessante spunto per parlare delle donne molto libere nel vivere la propria sessualità…
    Ho spesso pensato di somigliarle, perché so concepire il sesso senza amore e non ho paure nell’affrontare la mia sessualità con libertà e onestà ma devo ammettere che questo, comunque, non mi avvicina alla mentalità del personaggio e credo di aver capito che non può esistere una donna come lei.
    Samantha è, il più delle volte, come gli uomini e – anche se in molti frangenti la vediamo assumere dei connotati caratterialmente femminili, come è normale che sia – c’è qualcosa che la rende “impossibile” da ritrovare nella realtà…
    Credo, insomma, che lei sia l’unico personaggio davvero inventato e meno credibile di tutti.
    Sia chiaro, io adoro Samantha e le sue uscite, compreso il suo atteggiamento… ma mi pare di constatare una realtà quando affermo che non c’è speranza che una donna possa essere come lei: libera da ogni sensazione di essere stata usata da un uomo, quando esso si accontenta di un incontro senza il minimo seguito, se tale incontro è stato accettabile. Non penso, insomma, esista una donna che faccia sesso con un uomo e si accontenti di solo quella volta (a meno che quell’incontro sia stato disastroso), non c’è donna che fa sesso solo per liberarsi del prurito per poi passare oltre… se la cosa è stata di suo gusto e non vuole una relazione, c’è da aspettarsi, almeno, che lei lo voglia come trombamico.
    Un uomo, invece, può anche dimenticare tutto e passare oltre… è nei suoi geni, come non è nei geni femminili essere come Samantha.
    C’è qualcuno che lo ritiene sbagliato o, in fondo, ho ragione?

  4. Kisal, esattamente la riflessione che volevo portare a galla: grazie!
    Sono stata un filo più ottimista dicendo che “al momento non ci sono i presupposti”, magari un domani, in un mondo migliore… ecc. ecc. ecc. 🙂
    poi le generalizzazioni non vanno mai bene secondo me, ma di norma la tipa del link (il maldestro tentativo) conferma il trend generale di coloro che provano a portare il samanthiano esempio live. io comunque non dispero sull’opportunità do incontrarne una genuina, chissà.
    no, però per il fatto dei geni dissento: è una cosa così di pancia che non saprei argomentarti logicamente ora!

  5. L’argomento mi piace e mi coinvolge, Michela 🙂 perché è veramente poco affrontato (anche se poi nei miei post cerco sempre di girare attorno all’argomento “donna. oggi” analizzando varie dinamiche e tematiche della vita di coppia e di come le viviamo) e perché ci sono sempre troppi equivoci dietro il comportamento di una donna che è libera dalle paranoie che ci hanno sempre inculcato “Una donna cerca l’amore e non fa mai sesso per il solo piacere fisico” che non è errato ma nemmeno così tanto esatto!

    La mia idea, esposta un po’ meglio e con meno riferimenti alla genetica, è che – in fondo – la donna e l’uomo sono esseri diversi e, anche volendo, c’è una sorta di muro che li separa, col quale va fatta la “pace”. Assodato questo principio che, secondo me, è la base per capire che non ci verremo mai davvero incontro (a meno che si sia intelligenti e fini entrambi, in una coppia, e si accetti il compromesso costante), c’è da dire che l’argomento sesso senza amore è, anch’esso, visto in modo differente da due esseri che si somigliano, ma di sesso opposto.

    La donna che fa sesso senza sentimento, che non vuole legarsi in una relazione, che ama divertirsi, vivere e ama la sua condotta di vita da single per il 90% del tempo, è colei che predilige il trombamico piuttosto che un fidanzato.
    Il trombamico non è uno con cui si fa sesso, ma non c’è alcun legame, è un amico – appunto – di partenza, col quale passare del tempo insieme – cena, cinema, aperitivo, sesso, qualche uscita – ma che non è un fidanzato.
    Un amico con il quale c’è una stima e un attrazione tali da permettere il proseguimento, per un determinato lasso di tempo, di una relazione di questo tipo.
    La donna, perché sia stimolata piacevolmente ad avere una relazione di sesso che non si fermi alla prima e unica volta, ha necessità di una frequentazione di un certo tipo.
    Il che non esclude che una donna non possa avere un incontro di sesso occasionale unico con un uomo con cui ha un’attrazione forte e poi non va avanti…

    Quest’ultimo esempio mi collega all’immagine di Samantha. Lei non è quella che in un incontro di sesso occasionale unico ci si ritrova. lei lo ricerca anche e, addirittura, quando un uomo non le interessa e piace dal punto di vista psicologico, è facile nel dirgli “Zitto e scopa” che è l’aspetto meno realistico del suo personaggio, in quanto donna.
    Una donna che non ha una leggera attrazione, motivata da una stima o da un semplice gioco di sfida, con il partner cui si sta apprestando ad avere un incontro sessuale non c’è speranza che abbia comunque lo stesso desiderio sessuale di prima di aver perso la “stima” nei suoi confronti.
    Che non significa che ci deve essere un sentimento importante dietro il sesso, ma una certa considerazione del lui della situazione assolutamente sì.
    L’uomo, invece, può non avere nessunissima stima della donna che si ritrova davanti, ma se questa lo eccita come un cane (e scusatemi il francesismo) non c’è blocco che tenga.
    Per quell’occasione è tutto ok, dopo di che, fine dei giochi.
    L’equivalente femminile di questo sarebbe Samantha ma, ripeto, costei non esiste… 🙂

    Spiegato meglio o continuo a non convincere nessuno?? 😀

  6. no no kisal, seguo e in parte condivido il tuo ragionamento. anzi, devo dire che mi piace davvero molto la sua base: c’è da fare pace.
    è vero e tra l’altro è una pace reciproca e multidirezionale: le donne con un proprio lato di essere donna, gli uomini con un lato istintuale di essere uomini, oltre che una pace tra i sessi.
    riconoscerai con me che è davvero una fatica epica andare verso questa direzione 😉 l’unica cosa in cui fatico a ritrovarmi è l’implicare che abbiamo un’ossatura in parte del tutto differente e in parte non modificabile, la stessa che comporterebbe i comportamenti sociali che hai ben spiegato. questi sono veri, reali e realistici, ma non so se finisce tutto lì, se siamo davvero così archiviabili.
    ripeto, tolgo malvolentieri della ragione al tuo percorso di cui sopra, perché molto equilibrato e delicato, davvero sottile nelle sue considerazioni.
    io però sono ancora un po’ lontano dal far pace con me stessa e dunque stento a imbrigliarmi in una tendenza preponderante di comportamento: sono poi in coppia da tempo sufficiente per sentirmi arrugginita sulle dinamiche di caccia nuda e cruda!

  7. Stasera mi è venuta in mente un’illuminazione, riguardante questo discorso, che spiegherebbe molto semplicemente la differenza dell’approccio al sesso di una donna e di un uomo.
    Chiacchieravo di un argomento un po’ scottante, con un uomo, e cercavo di essere sincera e onesta nonostante la delicatezza della cosa (e nonostante il fatto che, quando parli con un uomo con una certa trasparenza e spavalderia, pensa sempre che c’è un’allusione dietro, rivolta a lui).
    Partiti dall’argomento “una donna guarda o non guarda i film porno? e, se lo fa, prova un certo gusto o sono cose puramente da uomini?”.
    Io mi sono ritrovata a dire “Beh, ne ho visto, e non è che sto indifferente davanti a quelli ma… cioè… da quando, in vita mia, ho iniziato a fare sesso mi sono sempre ritrovata a procurarmi il sesso piuttosto che un filmino scaricato per provare del piacere”.
    I ragazzi con cui parlavo erano due e uno dei due mi diceva “Vabbè, certo che non preferisco un porno ad una donna, ma quando non ho una relazione con una donna, se sono solo… è capitato mi accontentassi di guardare un porno per provare piacere”.

    Questo scambio di idee spiega la differenza tra un uomo e una donna.

    Una donna è passionale, animale e ha il richiamo sessuale nella stessa frequenza che ce l’ha un uomo… con la differenza che un uomo ha la necessità fisiologica di avere un orgasmo, laddove una donna non ha – invece – alcuna necessità di svuotarsi, bensì di vivere un atto completo!
    Quando affermo “ma quale porno, io preferisco fare sesso” sto proprio dicendo che io me ne frego dell’orgasmo in se, mi interessa tutto ciò che vi ruota attorno, come nasce, come si svolge, come va in crescendo… un uomo, invece, se proprio è in fase di magra, deve comunque buttar fuori qualcosa…
    Noi donne desideriamo avere un uomo per le mani, nella sua totalità, anche quando è solo sesso e non proviamo un sentimento per lui mentre l’uomo, quando fa sesso, lo sa fare anche ciecamente…

    Dunque tornando alle donne Samantha e agli uomini Samantha.
    Samantha, quando fa sesso, lo fa come un uomo… come dovesse svuotarsi. Il che lo trovo fisiologicamente irreale.
    Una donna non cerca l’uomo che le provochi l’orgasmo da mille punti, ma un uomo che le regali due ore di sesso di qualità, da brivido.
    Per un sesso da brivido, non c’è porno che tenga… solo ragionando su questo argomento scemo mi è venuto in mente come spiegare quale sia per me la differenza fondamentale tra donne e uomini che fanno “solo-sesso”.