Tre ragazzi, Milano e il lago

L'ultima onda del lago, il primo romanzo di Stefano Paolo Giussani, è stato pubblicato nel 2011 da una piccola casa editrice a vocazione ambientalista ed è divenuto in poco tempo un piccolo caso editoriale. Un romanzo storico “sulla strada” (un road novel?) abbastanza atipico, sia per l'ambientazione sia per la scelta dei temi affrontati, che narra le vicende di tre antieroi in fuga da Milano verso il finire della seconda Guerra Mondiale. Dopo l'arresto dei genitori, una ragazza ebrea decide di abbandonare il capoluogo lombardo e di portare in salvo il piccolo fratello sordocieco con l'aiuto dell'unica persona che le è rimasta leale, un giovane omosessuale di nome Sebastiano, che per mano nazifascista ha perso il proprio compagno, un partigiano socialista, con il quale viveva anacronisticamente more uxorio.

Con la città assediata alle spalle, i tre protagonisti si incamminano verso nord, decisi a raggiungere la Svizzera attraverso il lago di Lugano. Un viaggio fatti di silenzi, di nascondigli di fortuna, di solidarietà tra esclusi e partigiani, che li porta a incontrare un altro eroe altrettanto poco canonico, un ragazzo che insegue un sogno molto ambizioso, quello di costruire un sommergibile a pedali per commerciare di contrabbando al riparo dalle truppe naziste che assediano la zona. Il sommergibile finirà per rappresentare una disperata e precipitosa via di salvezza, ma solo per alcuni di loro.

Poche mitologie moderne resistono alla decostruzione di genere quanto quella della Resistenza italiana. Seppure animata da ottimi ideali e da condivisibili propositi, la grande narrazione di questo nostro secondo Risorgimento affonda le proprie radici in una struttura chiusa, manichea, che non lascia spazi alla sovversione. Il godibilissimo romanzo di Stefano Paolo Giussani, seppure presentando personaggi che per indole o identità sono poco diffusi nella letteratura italiana, e raccontando vicende minime e di provincia, non sfugge a questo schema narrativo fondativo.

Incorniciato da un’appendice cinematografica, infatti, il libro si chiude con una scenetta molto rassicurante e consolatoria, di ricostruzione familiare eteronormativa che non lascia spazio, se non nella memoria, alla differenza, alla devianza. Di Sebastiano non resta perciò che un pensiero lontano, un vuoto che è lo spazio bianco di una pagina ancora non scritta, ma che è anche un monito agli omosessuali italiani a ricordare che per loro non c’è spazio nella società nata da quell’esperienza tragica che fu la Resistenza, se non nel sacrificio estremo.

GP Leonardi

Figlio illegittimo di Virginia Woolf e Morrissey, e separato alla nascita dalla sorella gemella Adrienne Rich, gp è una lesbica intrappolata nel corpo di un gay.

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