Audiolibri: sì o no?

 

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Per Stephen King i libri sono una malattia – o meglio, sono una medicina da somministrare in continuazione. Lui legge nelle sale d’attesa e sull’autobus, ma anche a tavola (bon ton e passione non sempre vanno a braccetto) e in macchina. In On Writing dice che di tutti i libri che legge ogni anno, almeno una decina sono audiolibri. C’ho provato, ma non sono mai e poi mai riuscito a “leggere” un audiolibro.

Il primo fu alla radio. Chi è solito ascoltare Radio Tre in tarda serata saprà bene che esiste una trasmissione intitolata Il terzo anello: ad alta voce, in cui un lettore in carne e ossa legge un libro (per lo più classici) in varie puntate. Nulla a che vedere con le voci robotiche che spesso si sentono in certi audiolibri di bassa qualità, anzi, ogni frase è letta alla perfezione e le scene sono intervallate da brevi stacchetti strumentali che arricchiscono l’atmosfera. È davvero una bella esperienza ed è tutto gratis (per chi fosse curioso, sul sito della trasmissione si possono ascoltare/scaricare le varie puntate prive degli intermezzi musicali). Per quanto le voci siano sempre piacevoli e la qualità sempre ottima, dopo qualche minuto mi sono ritrovato perso e mi sono accorto di non aver seguito molto la storia. Per quanto mi riguarda, chi riesce a seguire fumetti e audiolibri si guadagna la mia invidia: la mia scarsa concentrazione mi impone di seguire le curve di una strada o la storia narrata in un audiolibro – non entrambe le cose.

Negli Stati Uniti esiste un mercato vastissimo di audiolibri, soprattutto per quei libri che aiutano a risolvere i propri problemi, i cosiddetti self-help. L’audiolibro sembrava essere il futuro della lettura per una società come la nostra che non ha tempo di dedicarsi a una cosa per volta, ma qui da noi sono sempre rimasti un po’ una nicchia. Ciò che scoraggia i più è la scarsa qualità della lettura e non li si può biasimare: se il mercato anglosassone ha collane di audiolibri recitati bene, da noi la maggior parte viene letta con toni pomposi e voci irritanti. Il resto dei titoli, invece, viene letto dagli stessi autori (il che porta spesso a risultati tragicomici).

Potrei leggere molto di più se riuscissi a seguire un audiolibro, ma ho scoperto che per molti sono più che un surplus. A parte chi compie lunghi tragitti in automobile e non vuole rinunciare alla lettura (se di “lettura” si può parlare), gli audiolibri sono una manna dal cielo per chi ha problemi di vista o per chi, sforzando gli occhi al lavoro, una volta tornato a casa vuole riposarsi.

Se non avete mai provato un audiolibro, dategli una chance: magari ascoltando uno di quelli offerti da Radio Tre o comprandone uno in libreria (se li acquistate da iTunes, avete la possibilità di sentirne una piccola parte e giudicare la qualità della recitazione). Chissà che non riusciate finalmente a leggere quel libro per il quale pensavate di non avere abbastanza tempo.

 

 Jacopo Donati

 

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Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

4 Commenti
  1. Ho appena visto in libreria l’audiolibro di “Hanno tutti ragione” (Paolo Sorrentino) letto da Toni Servillo. Il mio sogno si è avverato.

  2. ho ascoltato Accabadora di Michela Murgia letto da lei, e mi ha dato la possibilità nn solo di “vedere” i posti e i volti che vengono descritti in quella bella storia, ma a volte ho avuto l’impressione di sentire pure il profumo delle cose. un libro in mano è una cosa, l’audiolibro può dare qualcosa di più, se fatto molto bene. e cmq credo che uno non sostituirà mai l’altro.

  3. @eFFe:
    Ecco, Toni Servillo non potrà che essere uno splendido lettore!

    @lalla:
    Di sicuro l’audiolibro può dare qualcosa in più, il problema è trovare dei buoni lettori. Tu lo consiglieresti Accabadora?