Letture schizofreniche?

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Gli anni ’90 sono stati gli anni del fast, per il cibo ma non solo. È stata l’epoca dei primi veri computer e delle agendine elettroniche, della musica che spariva dai CD per finire su ingombranti scatole nere (che oggi ricordano più un multimetro che un iPod) e anche dei primi ebook (o meglio, della prima letteratura elettronica).

Il nuovo millennio ha preferito navigare controcorrente, e così è diventato – giustamente – famoso lo slow food, sono tornate di moda cassette e vinili, c’è addirittura chi aggiorna il blog con una macchina da scrivere. Solo per i libri non è cambiato nulla, perché il fast e lo slow della lettura c’entrano ben poco con l’avanzamento della tecnologia. C’è sempre qualcosa di compulsivo.

Dicesi “lettura schizofrenica” quel comportamento per cui finito un libro si salta immediatamente a un altro che non ha nulla in comune con quello che si è appena riposto in libreria. “Schizofrenico” in senso figurato, sia chiaro, e sia anche chiaro il fatto che non c’è nulla di male. Le letture schizofreniche fanno meglio degli hamburger di McDonald.

I salti più lunghi sono provocati dalla noia, spesso dopo aver finito quel tomo da 1.200 pagine rimasto in attesa per un anno; quelli più brevi sono invece i sentieri che poi consiglieremo ad altri di percorrere. Chiedete ad amici, controllate su aNobii, vedrete che una lettura schizofrenica è ciò che ci porta a conoscere gli autori migliori. Più lontano saltiamo, più è incredibile ciò su cui atterriamo. «Non avrei mai letto [autore], e invece…»

Chi non salta ma zompetta, finisce per sperimentare i periodi di magra, quando tutto annoia e tutto disgusta perché non abbiamo il coraggio di tornare sui nostri passi e prendere una biforcazione che avevamo prima snobbato.

Da questo punto di vista, il lettore non è molto differente da uno squalo: ingollamo tutto ciò che ci capita a tiro per avere energie e non fermarrci.

 

Jacopo Donati

 

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Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

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