Librerie fisiche o virtuali?

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Uno dei motivi principali per cui la gente non legge — questa, almeno, è la loro scusa — riguarda il costo dei libri. Spendere 20€ per un’ultima uscita che, con ogni probabilità, non rileggeremo mai più è una cosa che dà fastidio a tutti. Perché allora non risparmiare qualcosa comprando su internet?

I negozi online sono come laFeltrinelli sotto steroidi. Dal punto di vista economico, i negozi online portano all’estremo la politica di sconti che ha distrutto i piccoli librai. Non avendo molto personale né una serie di negozi fisici, siti come IBS e BOL (e da poco anche Amazon) possono permettersi collane deprezzate e una nuova promozione ogni mese. Parliamo di sconti del 20% e oltre, mica bruscolini. E se poi fate un ordine consistente, vi dimenticate anche delle spese di spedizione.

Da anni i librai indipendenti chiedono leggi precise che impediscano la vendita di libri a prezzi inferiori a quelli di copertina, ma fino a quando esisteranno catene influenti come LaFeltrinelli e Mondadori, i librai possono mettersi il cuore in pace e sperare di trovare un modo per uscire da quel cul de sac imprenditoriale che li sta strozzando. (I librai indipendenti sono i panda della carta stampata.) Al contrario, invece, il lettore medio – che non ci tiene a instaurare un rapporto fraterno con il proprio libraio e che riesce a scegliere i libri da sé – è in brodo di giuggiole perché ha l’illusione di comprare libri a prezzi stracciati, mentre l’editore riesce a mettere in copertina il prezzo che vuole sapendo che tanto ci penseranno catene e Web a rendere digeribile quella doppia cifra.

Ma quando conviene acquistare su internet? Conviene in due occasioni: quando sappiamo già cosa acquistare perché Tizio, Caio e Sempronio (e Finzioni, ovviamente) hanno sprecato valanghe di parole nel lodarci questo o quell’altro libro; o se cerchiamo un titolo o un’edizione ormai fuori commercio. Spesso, infatti, nei cataloghi online si trovano libri che vendono poco e che il libraio normale non ha modo di tenere sugli scaffali. Alcuni librai indipendenti hanno cominciato a vendere ile edizioni più rare attraverso aNobii e i loro siti (e grazie a uno di loro ho trovato quell’edizione delle Vie dei Canti che l’Adelphi non stampava più).

Ma la libreria fisica (grande distribuzione o indipendente che sia) è lungi dal morire: per camminare distrattamente tra file di libri ordinati o per sfogliare un libro che ci ha attratto con la sua copertina colorata – e per altro ancora – non c’è virtuale che tenga.

Jacopo Donati

 

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Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

2 Commenti
  1. Questa la capisco poco:
    "ha l’illusione di comprare libri a prezzi stracciati, mentre l’editore riesce a mettere in copertina il prezzo che vuole sapendo che tanto ci penseranno catene e Web a rendere digeribile quella doppia cifra"
    In cosa consisterebbe l'illusione?
    Il cimitero di Praga di Eco (cartaceo) costa:
    € 19,50 in libreria
    € 15,60 su lafeltrinelli.it
    € 13,65 su IBS
    € 11,90 su Amazon.it (con spese gratuite)
    Sarà un illusione ma sull'acquisto di 20 libri (la mia media annuale) sono CENTOCINQUANTADUE EURO.
    I librai protestano.
    Sveglia! C'è la crisi! Dalla Cina arrivano lettori mp3, che dopo essere rimarchiati Majestic costano 20 euro! Negli USA vendono best seller in epub a 1,90 euro!
    E comprare libri a caso passeggiando amabilmente in libreria è il modo migliore per buttar via soldi e tempo.

  2. L’illusione, renzo, sta nel fatto che pagare 15,60€ (o 13,65€) un malloppo di carta ruvida e spessa è sempre un furto. Anche perché dieci anni fa un libro del genere ti costava molto meno. Parliamo di quelle che dieci anni fa erano 40.000 lire.
    Se l’editore mette 20€ di prezzo e tu, su IBS, lo trovi a 15, subito pensi all’affarone (in fin dei conti sono 5€ in meno), mentre in realtà stai pagando oro. Il prezzo di Amazon lo trovo già più onesto (molto più onesto).  Vedi l’illusione? Se IBS lo facesse a 20€, probabilmente non lo acquisteresti o dei 20 libri che compri ogni anno ne acquisteresti la metà.  Così facendo, però, l’editore si intasca i suoi soldi e tu credi di aver fatto un affarone.
    In tutto questo balletto di baconote e carte di credito, tu paghi sempre di più, IBS risparmia sempre di più ed Einaudi ci guadagna di più. Il libraio indipendente, invece, ha le braghe calate. (e, diciamocelo, fino ad oggi non hanno fatto granché per tirarsele su)