Quando le librerie chiuderanno i battenti

A differenza di altri paesi europei, in Italia non si fa nulla per tutelare i librai indipendenti. Finzioni sta cercando di scoprire le librerie più belle d’Italia attraverso una nuova rubrica, Indie per cui, e ogni libraio intervistato ci convince sempre di più del fatto che perdere i librai indipendenti significa molto di più che perdere un negozio di libri.

Per alcuni, la rivoluzione digitale ha dato l’ennesima mazzata a una categoria che definire “precaria” è un eufemismo. Non solo è possibile acquistare libri a prezzi ancora più bassi (con tutte le eccezioni e considerazioni del caso), ma non serve neppure più uscire di casa o attendere l’arrivo del corriere. Due click e in venti secondi il libro è pronto da leggere. Le considerazioni del caso sono molto semplici: spesso si paga meno del prezzo di copertina, ma non è difficile trovare titoli la cui versione digitale costa qualcosa di più dell’edizione tascabile. E se anche si considerano quei libri che in digitale costano un frazione del cartaceo, dobbiamo ricordarci che stiamo acquistando una manciata di bit, qualcosa che, di fatto, non esiste.

Quali sono, allora, la probabilità che le librerie diventino l’analogo libresco dei negozi di dischi, piccoli ritrovi per collezionisti e cultori? A pensarci bene, non è molto differente da ciò che spesso sono oggi le librerie indipendenti: la quasi totalità dei librai delle grandi città riesce infatti a sopravvivere occupando una nicchia di mercato ancora libera. C’è chi tratta libri quasi introvabili nelle catene e chi si specializza in un settore editoriale ben preciso; chi ha imparato a conoscere i gusti dei clienti affezionati e chi va a caccia di libri usati ed edizioni rare. Le librerie indipendenti sono già l’analogo libresco del negozio di dischi.

In realtà, è più probabile che i primi a perdere clienti siano le grandi catene, non gli indipendenti. La grande catena viene scelta soprattutto per il forte sconto che può praticare non solo sui titoli in classifica, ma virtualmente su ogni prodotto venduto; i ritmi differenti di rado permettono ai clienti di instaurare un vero rapporto con il libraio (rapporto che, bisogna ammetterlo, non tutti i lettori cercano); e per quanto certi addetti siano molto preparati, troppo spesso vengono impiegati come meri commessi. Quando gli ebook saranno diffusi come i libri attuali, quale pensate sarà il vantaggio di acquistare libri in una catena? Nessuno.

Chissà, forse l’ebook sarà l’arma vincente per la rinascita delle piccole librerie.

Jacopo Donati

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Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

6 Commenti
  1. Deduzione che potrebbe rivelarsi esatta. Baricco definiva queste operazioni “villaggi saccheggiati” come il calcio, il vino, la musica, e altro che capiterà ; toglierci l’essenza, la sua sacralità. Modificare le esperienze, tramutarci in altri uomini, mutazione, libri come sequenze di altri mondi, la tv, l’attore famoso, il gossip. Ha indovinato, intelligente e perspicace assai il Baricco.

  2. Come dici tu le piccole librerie hanno un valore aggiunto di difficile emulazione. Dovranno essere in grado di sfruttare la tecnologia a loro favore, fornire libri rari e difficili da reperire insieme agli e-book.

  3. @efFFe : il resto sarebbe ?
    @mozzie : per gli e-book io lascerei perdere, serve tempo e quotidiana applicazione togliendo tempo agli aspetti che caratterizzano implicitamente le librerie indie, quali la selezione delle novità tra tutte le promozioni continue settimanali delle case editrici. Scegliere bne per personalizzare il negozio e non stare dietro al ritmo dettato da altri.

  4. @mazingazeta: si ora come ora hai pienamente ragione tu. Il mio era un discorso applicato al futuro, a quando gli e-book (se mai accadrà) avranno un potere tale da rischiare di sostituire i libri fisici.
    Sinceramente, preferisco ancora odorare le pagine ingiallite di carta e inchiostro.