Astronavi con gli speroni

Il Weird West – in italiano conosciuto come Fantawestern – è, per il sottoscritto, una sorta di universo parallelo dove rifugiarsi a intervalli regolari. Film, fumetti, romanzi e serie tv in cui il fantastico, in particolare la fantascienza, germoglia in ambientazioni da vecchio West, creando tempi e luoghi alternativi all'orizzontale scorrere del tempo.

Gli esempi sono infiniti: dal fumetto – poi film – Cowboys and Aliens, all'albo della DC Comics Weird Western Tales; da quella gran figata di Cowboy Bebop (anime di fine anni '90) fino alla Dark Tower saga di King: tutti casi di fusione tra ieri e domani, in cui il luogo d'ambientazione è proiettato in verticale e quasi mai guarda dritto davanti a sé. 

Visto che in questa rubrica si parla di serie tv, è fin troppo semplice trovare in Firefly  la massima espressione seriale del genere. In onda da fine 2002 a fine 2003, questa gemma donata agli uomini da sua maestà Joss Whedon, è composta da una sola stagione di 14 episodi (più il film che conclude la storia, Serenity, sempre di Whedon), sufficienti per spazzare via buona parte della programmazione di SyFy dalla sua nascita ad oggi.

La vicenda è incentrata sul viaggio interplanetario dell'astronave Serenitity, occupata dal sergente Raynolds (un personaggio epocale interpretato da Nathan Filion), dal suo equipaggio e da alcuni ospiti (tra cui spicca una giovane e destabilizzante Moren Baccarin nei panni di Inara Serra). L'intento dei nostri, stringendo il più possibile, è vivere al di fuori della sistema fornito dall'Alleanza – che controlla l'intero sistema stellare – commerciando più o meno legalmente.

Non spoileriamo ulteriormente, ma consigliamo con il cuore in mano questa meraviglia, scritta magistralmente e dotata di un'atmosfera unica.

E i libri? Inutile scegliere un solo volume, se vogliamo accostare una realtà letteraria a questa serie, basta il nome di un autore: Joe R. Lansdale. Western? C'è! Fantascienza? C'è! Ironia tagliente, situazioni paradossali, personaggi memorabili? Ci sono!

Sia con i più incasellabili nella squadra del fantawestern Dead in the West o Zeppelins West, sia con tutto il resto della sua produzione, compreso il ciclo del Drive-In, i lavori del texano dagli occhi di ghiaccio sono la summa di uno spirito costruito sulla voglia, genuina, di evasione, in cui una navicella alimentata ad antimateria o i terreni cavallo e speroni sono solo i mezzi per un'esplorazione senza navigatore. Bon voyage.

Stefano Fanti

Stefano Fanti è fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica e letteratura. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e la psichedelia in ogni sua veste.

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