Le librerie più indie d’Italia

Noi di Finzioni non ci fermiamo mai e oggi lanciamo una nuova rubrica che si intrufola nelle stradine più sconosciute e nei meandri più nascosti delle nostre/vostre città alla ricerca delle librerie indipendenti che in piena epoca di digitalizzazione fanno ancora battere il nostro cuore di lettori old style.

Riprendete fiato, perché tra poco saremo a Milano, e poi Roma, Bologna, Firenze, Venezia… e poi ancora aspettiamo le vostre opinioni e le vostre proposte. Scriveteci qui, su Facebook, su Twitter e riportateci le vostre impressioni, se siete già stati nelle librerie di cui vi parleremo. Oppure segnalateci le librerie preferite della vostra città; quelle più belle, quelle che odorano di libri vecchi, quelle in cui c’è il wi-fi libero dove potete fermarvi a sfogliare un libro e a bere un caffè per tutto il tempo che volete… insomma, le librerie più indie per cui vale la pena di prendere la macchina, il treno o la bicicletta pur di trascorrevi un pomeriggio o anche solo un paio d’ore.

Se vi sentite particolarmente audaci, avete perfino la possibilità di intervistare il libraio della vostra "libreria del cuore". Spediteci la vostra intervista e noi la utilizzeremo come punto di partenza per un nuovo articolo!

E se siete dei librai o dei commessi di librerie, beh, noi ci terremmo a sentire anche le vostre opinioni. Come sempre potete commentare qui, su Facebook o su Twitter.

Cosa resta da aggiungere?! Non molto… ora tocca a voi. Con la vostra collaborazione potremo fare una lista – ma che dico lista! – potremo realizzare un vero e proprio reportage sulle librerie indipendenti più belle del nostro già bel paese.

La Redazione

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

24 Commenti
  1. Venezia ce ne sono un bel po', a me piace quella che sta prima di Campo S.Margherita, giretto fuori dai stereotipi turistici. E a Thiene (Vi) ce n'era una splendida, vetrine curate come la selezione dei libri, però purtroppo non lavorava tanto causa boicottaggio e/o sabotaggio culturale da parte di tutta l'area. La + bella di tutte nella zona.

  2. La Libreria Riminese di Rimini. Un gioiellino. E una libraia fantastica dotata di una cultura (e di una simpatia) fuori dalla norma.

  3. A Sarzana in provincia di La Spezia c'è la libreria "Il Terzo Luogo". E' situata nel centro storico della città, ti ci puoi fermare a sfogliare un libro in santa pace mentre bevi qualcosa di caldo, c'è il wi-fi e soprattutto ci sono spesso incontri con gli autori, gruppi di lettura e laboratori di scrittura. Il personale è amichevole e competente. I miei libri, li compro o ordino solo lì. 

  4. Quando si hanno figli e l'immenso desiderio che, come mammà e papà, crescano amando storie e il moltiplicare per mille la propria vita attraverso i libri, si deve affrontare l’imprevisto problema di quale strategia adottare. Non è semplice, checché ne dicano pediatri e psicologi, appassionare un pupo alla lettura nell’era videocratica. Che faccio? Me lo piazzo al fianco sul divano, in poltrona, a letto, in spiaggia, mentre lo privo della mia preziosa attenzione, perché mi perdo in un romanzo, ma almeno così capisce che sto facendo qualcosa di bellissimo e ipnotico? Lo stordisco di racconti drammatizzati, tutti vocine in falsetto e colpi di scena, già dalla culla? Lo trascino in qualche supermercato libresco, liberandolo, piccola preda da marketing, tra best-seller del settore e libri che assomigliano più a giocattoli che ad altro? Oppure, appena sa leggere, lo obbligo a finire almeno un libro a settimana, pena niente paghetta? Poi capita… Capita che, passeggiando per strada, t'imbatti in un negozietto essenziale. Due vetrine e un'insegna. "Il Mondo delle Meraviglie". Non espone ultime novità, ma un tema. La Paura. E vedi, adagiati su tulle nero e stelline luccicanti, tutti i libri che hai divorato da piccola e non credevi esistessero più. Maurice Sendak al centro (e ancora "Nel paese dei mostri selvaggi" non era un film). Ma anche il Gruffalò, l’orrendo bestione inglese che parla in rima, disegnato con la cura maniacale e pirotecnica di un certosino. Accanto un pupazzo in gesso che lo ritrae, fatto a mano, ma perfetto. E poi i cataloghi iperbolici dei mostriciattoli ironici e timidi di Claude Ponti, un gigantesco volume, “Mostri ammalati”, grande quanto un bimbo di due anni, un mini teatro delle ombre, con streghe e zucche e una torcia piccina-picciò, e ancora idre, grifoni, centauri, licantropi, vampiri, draghi, in decine di edizioni e stili. Un libro nero-nero-nero sul buio… E tuo figlio è lì, a bocca aperta, anche se è piccolo e non sa bene di cosa si tratti, concentrato e altrove, come davanti a un negozio di giocattoli e caramelle e lecca-lecca, tutto insieme. Pensi: “Oddio, sarà il nome della libreria, ma sembra davvero Alice sull’orlo della tana di Bianconiglio”. Così entri e non esci più. Due signore in scarpe da ginnastica salutano tuo figlio (solo per seconda, e frugalmente, te), se lo portano nel reparto 0-3 anni e gli piazzano in mano libri e libri (“Ma se li distrugge???” “Fa niente: sono lì apposta”), confessandogli storie in un orecchio, sedute per terra con lui. Intanto ti guardi attorno e scopri che sei finita in un libreria vera, come nemmeno per adulti ne esistono quasi più. Perché sugli scaffali sono disposti pensieri, idee, consigli, progetti di lettura, non solo quel che offre il mercato. Noti che i best-seller spazzatura, tipo “Il meraviglioso mondo di Gorm”, sì, ci sono, ma un po’ nascosti, nei ripiani più alti. C’è anche un reparto di pedagogia, con testi super raffinati, che hai cercato per anni, ma mai trovato. Raccogli una briciola di discorso. “Buongiorno! Mio nipote di 3 anni è un bambino sveglissimo, intelligentissimo. Ha già iniziato a leggere qualche parola da solo. Cosa mi può consigliare per aiutarlo?” “Un’altra libreria” “Scusi?” “Sì, un’altra libreria. A tre anni, certo, tutti i bambini possono fisiologicamente imparare a leggere, ma è giusto? Secondo noi, no. A tre, quattro, cinque anni si esplora in libertà, si gioca. Anche e soprattutto coi libri. Ma si gioca”. Wow! Non ci credi. Sei finita in un gap spazio-temporale. Allora esistono! Strappi la libraia di mano a tuo figlio e parli per un’ora di cosa e perché leggano i bambini di oggi, di cosa piaccia a loro libraie, di come far nascere con naturalezza l’amore per la lettura. Poni semplici domande da mamma e – meraviglia – arrivano risposte sagge, pratiche, trasudanti passione. Capti una formazione pedagogica, plasmata da anni di contatto diretto con la realtà e condita dalla consapevolezza di aver un ruolo di piccola guida, che vuole sapere di te, del tuo bambino, per confrontarsi e trovare soluzioni vis-à-vis. Non ci sono clienti e bottegai qui, ma gente che vive coi bambini e ha fiducia in quello che si può fare con e per loro attraverso la cultura.
    Questo succedeva sei anni fa. “Il Mondo delle Meraviglie” è diventata la seconda casa dei miei figli, così come la loro stanza si è trasformata in una sua rigogliosa succursale. Spesso, dopo scuola, mi chiedono di andarci. Perché è un posto accogliente, a misura di bambino, divertente e dove – oh, oh! – s’impara, anche a essere gentili ed educati con le persone e gli oggetti. E’ anche un po’ la mia seconda casa (i libri per me li ordino solo qui), come quella di tanti altri adulti, inclusi scrittori ed illustratori, che accompagnano i loro figli, nipoti e amici, fermandosi per un caffè e parlare di libri, politica, educazione. E si diventa una specie di comunità.
    E poi ci sono gli incontri con autori, psicologi e pedagogisti, le letture a voce alta per le scuole ed il progetto “Nati Per Leggere”.
    “Il Mondo delle Meraviglie” è a Torino. Oggi è anche una casa editrice, specializzata in iBooks ed eBooks per l’infanzia.
    E’ un posto speciale, di quelli che credi siano svaniti nel nulla, assassinati da book-store seriali, ed invece, con la forza di una pianta, hanno scavato sotto l’asfalto tunnel e gallerie di collegamento. E noi, minuscoli o meno, ci sentiamo un po’ radici.

  5. a milano io conosco la libreria scientifica di via visconti di modrone  (in centro). francamente non so se è indie, però mi sa tanto di sì, su internet non ce n'è traccia se non indirizzo e numero di telefono. all'interno è una normale libreria, neanche tanto old style,  ma ti ci senti bene, non è molto grande. io non ho mai molto tempo per starci quanto vorrei (aspetto di andare in pensione!) ed è per questo che prenoto i libri per e-mail o per telefono. ma soprattutto mi piace prenotarli LI'! e il perché è presto detto: c'è uno dei tre (almeno mi sembrano tre) librai che dà una ricevuta del libro prenotato dove ha scritto alla maniera antica, con svolazzi e ghirigori. sembra che ci debba aver messo un'ora a scrivere il titolo del libro, il tuo nome e poco altro, e invece ci mette un attimo. una meraviglia! ma tutta l'atmosfera è molto tranquilla. inoltre fanno il 15 o 20% su tutti i libri e a tutti!

  6. Vi segnalo la libreria BECCO GIALLO nel bello e intatto centro storico di Oderzo, piccola cittadina in provincia di Treviso. La libreria è punto di riferimento per l'intero territorio e sede di appuntamenti culturali e di costume. Un libraio davvero libraio il cui figlio ha sviluppato l'attività con la omonima casa editrice specializzata nel graphic novel d'impegno. Fateci una capatina se passate da quelle parti.

  7. Ad Avellino, la libreria di Tonino Petruzziello è accanitamente resistente nella diffusione della cultura, attaccata ai valori del territorio dell'arcadica incognita (o non mai abbastanza "cognita") Irpinia, come lo sono i fossili alle rocce di questa regione. Visitarla è un piacere, in un' oasi di tranquillità sotto i portici di via Fratelli Del Gaudio, com'è un piacere ascoltare i sottovociati consigli e aggiornamenti del suo titolare su fatti antefatti e misfatti di autori ed opere. Inoltre, dopo l'orario scolastico, i clienti più fortunati possono avere il privilegio di vedere i complessi disegni di macchine, insetti ed invertebrati vari eseguiti sul momento dal piccolo Raffaele, il figliolo di Tonino, il quale, all'uscita dell'aula (di quarta elementare), può non infrequentemente essere incontrato nella libreria del papà.
     
    hanno il privilegio

  8. Grazie a tutti per le segnalazioni!
    Continuate a scriverci che abbiamo già cominciato a contattare le librerie!

  9. A Torino segnalo la libreria Trebisonda: è in una zona molto viva della città, fa spesso presentazioni e i librai ci sanno fare

  10. Segnalo la Libreria Valdese di Torre Pellice. Piccola ma molto valida, e no: non è solo per i valdesi (ad esempio io sono incredulo).

  11. Complimenti per la bella iniziativa. E’ sempre un piacere avere una mappa aggiornata delle piccole librerie presenti nelle grandi e piccole città d’Italia. Da parte mia voglio segnalare la libreria “Risvolti” del quartiere Tuscolano di Roma di Barbara ed Alessandro a cui ho fatto delle domande.

    D: Perché avete scelto di essere una libreria indipendente?
    R: Da questa domanda se ne possono tirar fuori due: 1) perché una libreria? 2) perché indipendente? Una libreria semplicemente per assecondare una nostra grande passione pur sapendo che non sarebbe stato facile; indipendente perché volevamo creare qualcosa di diverso, decidere noi cosa avere in libreria, decidere noi quanto tempo dedicare al cliente, decidere noi quali libri presentare e avere anche la possibilità di sbagliare per potersi correggere e migliorare. Per quanto riguarda le presentazioni cerchiamo di dare spazio a piccole realtà editoriali e a scrittori esordienti, che normalmente nella grande distribuzione hanno poca visibilità.

    D: Dopo due anni provate a fare un bilancio dal titolo: “Tra sogno e realtà!”
    D: Cosa può dare una libreria come la vostra a questo quartiere e cosa può
    dare il quartiere alla libreria?
    CREDIAMO CHE LA RISPOSTA CHE SEGUE VALGA PER ENTRAMBE LE DOMANDE
    R: La realtà non ha ancora fagocitato il sogno! Il bilancio personale è estremamente positivo, la libreria si sta trasformando sempre più in quello che volevamo…un punto di aggregazione e di riferimento. Ci sono sempre persone nuove che scoprono la nostra esistenza, molte altre che ci hanno dato fiducia sin dall’inizio e continuano a sostenerci nella nostra avventura, tra le quali molti giovani ai quali speriamo di riuscire a trasmettere la nostra passione. Sin dall’inizio abbiamo cercato di instaurare con tutti un rapporto di scambio e molto probabilmente chi ci ha guadagnato di più finora siamo proprio noi, grazie alla curiosità e alla voglia di condivisione che caratterizza la maggior parte delle persone che varca la soglia della nostra libreria. Detta così sembra una bella favola ma la realtà è comunque dura, fatta di numeri e conti che sono sempre lì a tenerci con i piedi per terra. La concorrenza delle grandi catene, dei supermercati e quant’altro è spietata, il numero dei lettori è da sempre stazionario, se non in calo e anche le modalità di comunicazione del mondo attuale (internet, reality show, il linguaggio degli sms, ecc.) non aiutano. Per assaporare un libro ci vuole tempo e ciò mal si concilia con la rapidità dei tempi moderni.

    D: Quali iniziative sono in programmazione nell’immediato futuro?
    R: La stagione è ormai in dirittura d’arrivo, vista la prossimità dell’estate. Abbiamo in programma due eventi per il mese di Maggio: il 14 Maggio presenteremo il libro “Come tessere di un puzzle” di Teresa Castellani edizioni Era Nuova; il 21 invece ci sarà un dibattito condotto da un insegnante di Storia e Filosofia per approfondire il tema della Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. Come tutti i mesi, inoltre, ci sarà l’appuntamento con il nostro club del libro, il cui sottotitolo è “quattro chiacchiere tra amici”, un’iniziativa che riscuote sempre maggior successo. Si sceglie un libro da leggere (uguale per tutti) e poi ci si incontra in libreria per discuterne e condividerne le sensazioni. Non si tratta di un gruppo chiuso; pur essendoci uno zoccolo duro di partecipanti, sempre nuove persone si aggregano.

    D: Cosa si può fare per avvicinare i più giovani alla lettura?
    R: Il discorso è complesso in quanto riguarda più strutture sociali che devono impegnarsi allo scopo. Ci riferiamo in particolare alla famiglia e alla scuola.
    Oltre alla naturale propensione di ogni singolo individuo alla lettura, crediamo ci siano dei fattori facilitanti necessari affinché crescano sempre nuove generazioni di lettori.
    Uno di questi fattori è dato dall’avere libri in casa. Un genitore che nel tempo libero legga un libro, è sicuramente un buon esempio, ancora di più se lo condivide con il figlio. Stimolarli sin da piccoli con libri adatti alla loro età, portarli in libreria e scegliere insieme a loro, non può far altro che accrescere la loro curiosità e la voglia di scoprire sempre cose nuove. Spesso parliamo con genitori che si lamentano del fatto che i loro figli non leggono, salvo poi confessare che loro stessi non prendono in mano un libro dai tempi del liceo.
    Anche la scuola gioca un ruolo fondamentale; la maggior parte degli insegnanti è “sensibile” al fascino dei libri e proprio per questo riesce a trasmettere ai più giovani la propria passione consigliando libri “giusti” per l’età e in molti casi suggerendo titoli specifici per ogni singolo alunno dimostrando così di dare grande valore ai libri e alle persone. I più giovani sembrano apprezzare comportamenti del genere e si avvicinano ai libri e alla lettura con maggiore entusiasmo.
    Purtroppo altri insegnanti, pur amando i libri partono scoraggiati, già convinti di non riuscire nell’intento di “incuriosire” e stimolare i ragazzi; assegnano libri da leggere ma spesso lo fanno “meccanicamente” perdendo un po’ la loro funzione di “consiglieri” e finendo col sortire l’effetto contrario nei ragazzi. Noi cerchiamo di seguire i nostri “piccoli” clienti così come seguiamo i grandi, consigliandoli e cercando di avviarli alla carriera di lettori.

    Libreria “Risvolti”
    Via Lucio Papirio, 31-33
    00174 – Roma
    Tel./Fax. 0689537244
    e-mail:info@libreriarisvolti.it

  12. La libreria già citata ” Ultima Spiaggia ” di Ventotene, è presente ora con lo stesso nome anche a Camogli (GE). Premiate l’amore che ci mette Fabio Masi!