Eri un nano, non annuire

Il titolo è un palindromo, si legge uguale da entrambi i lati. Ed è quello che faremo in questo lettualità, rovesceremo la realtà, ma solo per leggerla allo stesso modo.

In Mattatoio n°5 o La crociata dei Bambini, del nostro padrino Kurt Vonnegut, il protagonista, Billy Pilgrim, è uno spastico del tempo, ovvero non riesce sempre a controllare il tempo in cui si trova: si trova in uno bosco durante la seconda guerra mondiale, poi, attraversando una porta, capita in uno stadio negli anni '60, per finire poi su di un pianeta alieno, poi ritorna a Dresda (prima, sbagliando, ho scritto Destra, laspus calami!) sotto i bombardamenti alleati. Un libro magnifico che narra degli orrori della fine della seconda guerra mondiale, con tanto di autocritica, ma riuscendo ad essere tenero, sfacciato e molto divertente. Il protagonista, nel passaggio che segue, sta guardando un film e lo vede scorrere al contrario:

Era un film sui bombardieri americani durante la Seconda guerra mondiale e sui loro coraggiosi equipaggi. Vista al rovescio, la storia è questa: (…) Quando i bombardieri tornarono alla base, i cilindri d’acciaio furono tolti dalle rastrelliere e rimandati negli Stati Uniti, dove c’erano degli stabilimenti impegnati giorno e notte a smantellarli, a separarne il pericoloso contenuto e a riportarlo allo stato minerale. (…) I minerali venivano poi spediti a specialisti in zone remote. Là dovevano rimetterli nel terreno e nasconderli per bene in mondo che non potessero mai più fare del male a nessuno. Gli aviatori americani lasciarono l’uniforme e diventarono ragazzi. E Hitler, pensò Billy, divenne un bambino. (Feltrinelli, pag 74-75)

Bella immagine, no? L’idea che lo scorrere a ritroso del tempo riporti tutto alla normalità, o, addirittura, migliori la situazione è tanto infantile quanto letterariamente fruttuosa. Quindi, mi sono detto, perché non applicare lo stesso metodo al periodo buio della nostra storia recente? Da questa sera ci preoccuperemo di come si comporta Monti, ma ora, almeno fino alla fine di questo post, lasciatemi sognare. E, se vi pare, chiudete gli occhi con me.

Vista al rovescio, la storia è questa: Silvio Berlusconi, un vecchio politico corrotto, si redime un passo alla volta, entrando in politica per trarre l’Italia fuori dalla crisi economica, riscattando l'immagine internazionale della nazione. Il tutto mentre combatte demoni personali: prostituzione minorile, infedeltà coniugali e viziose serate tra ritmi africani e starlette disinibite.

Richiamando una sempre più grande maggioranza, riuscendo a sganciarsi dai capricci di alcuni Scilipoti, riesce a riportare in RAI Biagi, Santoro e Luttazzi, ma anche Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Freccero e molti altri epurati in anni troppo bui per sembrare veri. Impuntandosi per cancellare una legge che gli concedeva il monopolio televisivo, un’altra che rendeva il mercato del lavoro pari ad un mercato di schiavi, abrogando immediatamente una legge razzista sull’immigrazione e un’altra proibizionista sulla detenzione delle droghe leggere. Ritirando le truppe da una guerra coloniale e criminale (Iraq) e da una della NATO (Afghanistan).

Allontandosi, infine, dal potere, rimettendo in sesto la giustizia italiana, (non pagando Previti perché corrompesse Squillante, non corrompendo Mills) per poi uscire dal Parlamento, nel marzo del 1994 con un discorso storico “L’Italia è il paese che amo…”. Ma non sazio, si dissocia dalla P2, vendendo una dopo l’altra le sue tv, licenziando Emilio Fede, Raimondo Vianello ed Ezio Greggio. Demolendo uno ad uno i quartieri che ha costruito con fondi dalla dubbia provenienza, cacciando e denunciando uno stalliere mafioso e rinnegando il suo amico siciliano ammanicato con certi ambienti malavitosi. E tutto questo per tornare alla prima vera passione: suonare sulle navi da crociera.

E Berlusconi, mi piace pensare, divenne un bambino. Buona settimana!

Andrea H. Sesta

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

12 Commenti
  1. Postilla: da stanotte occorrerà ahinoi preoccuparsi del minacciato raddoppio di sforzi del porno-nano per “riformare il paese”, più che di come si comporta Monti….

  2. Anche ne “La vita davanti a sé” di Gary c’è una riflessione sulle scene viste al contrario, che riportano tutto alla normalità, libro bellissimo per altro. Ah, adorabile il palindromo. Ultimamente passo le giornate ad inventarne di nuovi, ma temo di aver sbagliato ambizione. (‘Odi, cani in acido’ è l’unico che sono riuscita a formulare per ora. Ed è pure privo di senso). Complimenti complimentissimi!

  3. Eccezionale davvero!!! Hai applicato questo procedimento narrativo prima spiegandolo egregiamente – traendo spunto da un libro spettacolare – e poi lo hai utilizzato da romanziere consumato. Finzioni!!! La realtà (purtroppo) è un’altra cosa…