l’Addio Monti

Guardare la storia recente sottraendosi all'ingordigia del presente è un esercizio salutare. Cambiare punto di vista e prendere un po' di distanza a volta aiuta a capire meglio i contorni di ciò che stiamo vivendo. Ecco come il mio amico Augusto ha riassunto una storia d'amore:

1. Casini: “Monti è una risorsa, sarà difficile rinunciarvi” (5-4-12)
2. Ferdinando Casini sta con Mario Monti: “Non si può tornare indietro” (29-7-12)
3. E Casini sta con Monti: ha evitato il disastro. (8-8-12)
4. Casini difende Monti tra rigore e serietà. (24-11-12)
5. Casini contro Monti: "E' rissoso". (18-10-13)

 

Con le storie d'amore è così: va tutto bene finché tutto non peggiora irrimediabilmente. Ma ora facciamo una pausa e parliamo di un altro senatore. Forse non ve lo ricordate, ma Alessandro Manzoni è stato un senatore del Regno d'Italia. E come sapete Mario Monti si è dimesso da presidente di Scelta Civica. Rileggiamo sotto questa luce l'Addio monti (I promessi sposi, capitolo 8):

Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. (…)

Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera (…). Addio, chiesa, (…) dov'era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! (…)

Alessandro Manzoni era un senatore, dicevo. Anche Casini è un senatore, così come Monti. E poi non venite a dirmi che non era tutto previsto. Se poi proprio vi piace gingillarvi con questi pensieri, vi basterà ricordare che l'Addio Monti rappresenta il pensiero di Lucia-Casini quando abbandona il suo paese prima di andare a rifugiarsi nel convento a Monza. Ma il bello viene qui: quello che leggiamo non è il pensiero di Lucia, è la sua approssimazione poetica.:

Di tal genere, se non tali appunto, erano i pensieri di Lucia, e poco diversi i pensieri degli altri due pellegrini, mentre la barca gli andava avvicinando alla riva destra dell'Adda.

Lucia era analfabeta, non scordiamolo. Povera lei. Poveri noi. Buona settimana.

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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