E se scrive pure Schwarzy…

Come dicevamo nella nuova ignoranza della settimana scorsa, Totti ha scritto un nuovo libro e a me la cosa non mi dispiace, perché uno che legge Totti ha sei gradi di separazione da un premio Nobel per la letteratura, perciò ben venga.

Il vero problema, in Italia, è che si legge poco e che quasi tutto scrivono o ambiscono a scrivere. Ormai lo dicono tutti, ogni anno vengono pubblicati 60.000 libri o giù di lì (l'80% circa dai grandi gruppi editoriali!!!). E di molti, diciamolo, faremmo volentieri a meno. Ma non tutto il male vien per nuocere, così, un po' per sollazzo personale e un po’ per curiosità sono andato in cerca di altri "libri zucconi" usciti nell'ultimo periodo.

 

Bè, per cominciare c'è il nuovo libro del Papa, che uscirà a breve. A parte che rabbrividisco di fronte ad un giornale che si chiama Vatican Insider… ma vabbè, il libro si chiama L'infanzia di Gesù, ed è il terzo volume di una serie che racconta i primi anni del Messia. E la cosa mi fa sorridere perché è un prequel, un po' come Batman Begins… Non aggiungo altro, ma se volete sapere come la pensa Adele sul Papa… cliccate qui!

 

Poi c'è la biografia di Mister Universo Arnol Schwarzenegger aka Schwarzy, che ha un titolo meraviglioso: Muscoli e tradimenti. Probabilmente la leggerò solo per il titolo.

 

A questi capolavori si aggiungono i libri di giornalisti più o meno buoni, da Vespa a Gramellini, quelli dei politici, con Veltroni in prima fila (ma non dimentichiamo Una storia italiana, il meraviglioso exploit del Cavaliere) e poi c'è la Parodi, che quando pubblica qualcosa finisce sempre prima in classifica.

 

A proposito, sono andato a vederla, la classifica: al primo posto c'è una delle sfumature, poi irrompe la Parodi (come volevasi dimostrare) con Mettiamoci a cucinare, mentre Totti è già 15esimo. In cinquantesima posizione la Bibbia, un evergreen.

 

Sembra quasi che la gente, spinta da un istinto di nuova ignoranza, faccia a gara per scrivere un libro: «Tanto che ci vuole, a scrivere un libro…». Eh sì, che ci vuole… Ma in fondo, oggi, come si fa a non scrivere?! Tra microeditori a pagamento e self-publishing come se piovesse, andrà a finire che uno leggerà solo i libri che scrive! E tanti saluti.

 

Perciò scrivere un libro è la nuova ignoranza

 

Uno scrive un libro, si sente figo e fa lo sborone con gli amici: «Guarda che sei più figo se leggi!», gli direi. E gli direi anche una cosa che diceva il nostro caro Borges:

 

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il mio orgoglio sta in quelle che ho lette.

 

Adele & Michele

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

3 Commenti
  1. D’accordo con tutto, però ai papi concediamoli, i libri. Se posso dare un consiglio, propongo la lettura di “preferisco la coppa”, di Carlo Ancelotti. Non è recentissimo ma l’ho appena letto e merita.