Franzen mi annoia (gli uccelli pure)

Franzen mi annoia. Ecco, l'ho detto.

La nuova ignoranza, oggi, senza peli sulla lingua.

Come ha spiegato bene Adele stamattina su Controradio, tutto comincia con Camilleri che smentisce qualsiasi sua presenza sul web, dopo che un fake ha postato su Facebook una sorta di testamento: «Dopo di me, soltanto una persona a me cara potrà portare avanti Montalbano».

A parte che l'unico erede di Camilleri non può essere che lui (clicca qui), l'idea del fan burlone divertitosi a lanciare la falsa notizia mi sa tanto di nuova ignoranza. Ma ti pare che uno scrittore debba scegliersi anche un erede? Ma non ce ne sono già abbastanza? E poi, l'eredità di uno scrittore consiste solo e solamente nei suoi libri*.

Poi c'è la questione Facebook. Camilleri dice: «Un profilo sui social network? Non sia mai!», ma in fondo lui è vecchissimo e ci può anche stare, ma di scrittori che con i social network hanno un cattivo rapporto ce ne sono un bel po'.

E ripenso a Franzen, appunto. Alla sua vecchia passione per gli uccelli e al suo atavico odio per il povero passerottino di Twitter, definito «la versione stupida di Facebook». Prendersela con il gabbiano Jonathan Livingston, come ha fatto oggi il Beltrame, è un conto, ma il povero passerottino… Franzen, che cosa ti ha fatto di male?

Eccola la vera nuova ignoranza del giorno! Basta con questi scrittoroni e questi criticoni noiosissimi che continuano a pensare che i social network siano dannosi per la società. Ma quanto è più bello parlare di letteratura in maniera veloce e leggera, oggi, specie quando puoi fare due chiacchiere, che so, con il bot di Einaudi?! Secondo me, è tanto più bello.

Ora potete anche dirmi che sono un ignorantone perchè non ho letto Franzen, ma a me Franzen mi annoia. Così, a pelle. E come direbbe Boris Vian, bisogna rifiutare aprioristicamente un po' di cose per poter (pre)definire meglio i propri limiti.

Che sono sempre espandibili, eh. Magari un giorno lo leggerò, sto benedetto Franzen.

Oppure mi darò al birdwatching.

Adele & Michele

* Ora mi contraddico e fantastico un po'. Pensate che bello… tipo, se avessi conosciuto Vonnegut prima che morisse, se fossi entrato nelle sue grazie, e prima dell'ultimo respiro lui mi avesse detto: «Tu sei il mio erede. La mia scrittura ora è tua, fanne buon uso»… Ok, basta.

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

26 Commenti
  1. Franzen ti annoia? De gustibus non disputandum est. Credi che parlare di letteratura su Twitter sia fantastico? Niente da eccepire; ma permettimi un appunto “a me mi” (mi riferisco alla frase “Ora potete anche dirmi che sono un ignorantone perchè non ho letto Franzen, ma a me Franzen mi annoia. “) è sì da ignorantoni 😀

  2. ma che ignorantoni 😀 “a me mi” è ormai entrato nell’uso comune, e potremmo anche giustificarlo come una specie di modo più intenso per dire “mi piace”… comunque è vero che i gusti sono personali ma è pure vero che franzen è un po’ noioso (ho letto solo “libertà). Quanti scrittori anche classici e acclamati o studiati a scuola sono noiosi! io, per esempio, non sono mai riuscito a finire “la luna e i falò” (linciatemi)

  3. Hai ragione CR, è che ogni tanto mi scatta la passione per il parlato. Sapessi che anacoluti mi vengo fuori certe volte!

  4. @Paolo: grazie per il sostegno! 🙂
    Insomma… Franzen è noioso anche dopo la lettura… che faccio? Lo leggo o non lo leggo?

  5. io ho letto “Le Correzioni”. Mah. Quei libri che non interrompi non perchè ti piacciano, ma perchè per tutto il libro ti chiedi: “dove sta andando a parare questo qui?”

  6. ti consiglio di leggerlo per farti la tua opinione che potrebbe essere agli antipodi della mia, e magari poi mi farai sapere 😉

  7. Franzen è uno scrittore da leggere assolutamente. Non fosse altro per la sua scrittura al contempo articolata, chiara ed armoniosa. “Le correzioni” e “Libertà” sono tra i miei romanzi preferiti.
    Credo che del buon Johnny se ne parlerà per molto

  8. E’ vero che la sua è una scrittura chiara. Armoniosa non condivido tanto. Ma forse, de Le Correzioni, ho solo trovato antipatia per i suoi personaggi…

  9. Matita rossa per il ragazzo con gli occhialiii???!!! 🙂
    Condivido pienamente le perplessità di Marcon! Mi bastano il titolo “Come stare soli” e l’immagine di copertina del romanzo Libertà…per buttarmi decisamente sull’avifauna italiana!
    R.

  10. @eddilo, considerando che articola periodi anche piuttosto lunghi e strutturati, non vedo come possa risultare chiaro ma non armonioso.
    Ad ogni modo sono pareri, ed io forse sono di parte 🙂

  11. Michele Marcon, ti sostengo su tutta la linea. Refusi compresi. E poi, diciamolo, che voce suadente!

  12. Come si puo’ criticare Franzen senza nemmeno averlo letto?Almeno prima leggi e poi critica.Ritieniti fortunato perche’ c’e’ un bel sito come ‘finzioni’ che pubblica quello che pensi.A priori.

  13. @cristian: non mi permetterei mai di criticare la scrittura di Franzen senza averlo letto. Dico che mi annoia, a pelle. E forse per questo non l’ho mai letto. Se un giorno mi dovesse capitare di leggerlo, chissà, magari potrei cambiare idea!
    Mi ritengo fortunato per Finzioni e per tante altre cose, ma credo di meritarmela, almeno un po’, questa fortuna.
    @francesa: grazie! 🙂
    @ilSesta: e dal vivo è ancora meglio, lo sai

  14. Io non direi ‘mi annoia,a pelle’,perche’ evoca un sottile filo di pregiudizio.Ma questo e’ solo un mio parere.Io ho letto quasi tutto franzen e lo consiglierei.Anche l’ultimo saggio ‘Piu’ lontano ancora’ e’ godibilissimo.Tanti consigli su tanti bei libri.Restano opinioni.Del resto non discuto 🙂 Buon week end!

  15. Allora lo leggerò, senza troppi pregiudizi, e poi ci risentiamo! 🙂
    Grazie del consiglio e buon weekend a te.

    PS. Però non è proprio Mr. Simpatia, dai… 😉

  16. Signori, ma c’è talmente tanta di quella roba da leggere in cielo e in terra che se non si riesce a scremare un po’ lasciandosi guidare ogni tanto dal proprio istinto (dalla propria “pelle”) e si dà una possibilità a qualsiasi autore tanto vale non mettere proprio più il naso fuori di casa.

    O si finisce come me, che ho finito col DOVER leggere TUTTA l’opera omnia di Fabio Volo prima di potermi azzardare a dire con una mia amica sua grande fan che NON mi piaceva come autore e mai mi sarebbe piaciuto quando già lo sapevo dalla prima riga del primo libro che presi in mano. Ma anche un po’ prima, via. Perchè io mi conosco. Viviamo la lettura in maniera un po’ più tranquilla, dico io.

  17. Non sono d’accordo con Christian. Data la finitezza della vita e quindi del nostro tempo a disposizione è necessario avere dei pregiudizi. Senza pregiudizi dovrei leggere qualsiasi cosa, col rischio di investire il mio tempo (finito) nella lettura di libri che non lo varrebbero (il mio tempo). È solo grazie ai pregiudizi quindi se decido di non leggere un autore — tra l’altro, ho letto Le Correzioni e mi è piaciuto — e preferirne un altro. Che si tratti di Franzen, DeLillo, Bolano, Calvino o Coelho. Il fattore “a pelle” non è solo importante ma fondamentale.

  18. Elisabetta come si fa a darti torto? Se paragoniamo Volo a Franzen scarto il primo e tengo il secondo.E’ facilissimo 🙂 Io invece sono d’accordo con te Lorenzo,non bisogna leggere tutto nella vita,anzi,basta non essere troppo critici su quello che non si e’ letto.Sarebbe come criticare una persona solo per i propri difetti fisici….Pero’ che bello confrontarsi!!!Ciao

  19. Dite quello che volete ma io un inizio così lo inserisco nella mia personalissima lista dei 480 migliori incipit di sempre: “Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell’aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. ” Comunque le Correzioni è uno dei libri più belli che abbia mai letto, a pari merito con Amore 14, che forse ha una trama un po’ più fragile, ma è sicuramente più illuminante: “Abbiamo sempre un gran bel rapporto d’amore, fatto di poche parole e grandi silenzi, di quelli che parlano però, che ti fanno capire che ti hanno capito insomma.”

  20. Rabbrividisco e leggo i commenti (hysteron proteron state of mind).
    Michele, il tuo pezzo solleva almeno due questioni, ma qui si parla solo di una delle due. Una riguarda la distinzione su meri fattori preconcettuali di ciò che vogliamo leggere e ciò che no, l’altra le modalità d’interazione contemporanee come veicolo ulteriore per conversazioni letterarie.
    Se sulla seconda non credo ci siano dubbi, poiché è nella sezione commenti di un sito web che stiamo discutendo, sulla prima mi pronuncerei così — Seneca, sii la mia guida: la vita è breve e il tempo per leggere ancor meno, pertanto è meglio capitalizzare e ottimizzare le nostre ore libere investendole in qualcosa di degno d’esser letto. Su questo siamo d’accordo, mi pare.
    Quel che non condivido sono i vostri criteri di discernimento: non crediate che autori storici siano molto più simpatici di me. I romanzi non si scrivono con la simpatia. Non solo, almeno. Non leggo Volo, Moccia e Coelho poiché, se si è abituati a leggere Hemingway, Fitzgerald e Conrad, certa vacuità la si trova intollerabile. Passi il paradosso: non è ch’io non legga Volo per il suo pizzetto o Moccia per il suo look da parcheggiatore abusivo; David Foster Wallace, che qui spesso vedo incensato e idolatrato senza aver atteso il battesimo del tempo, non era mica tanto più bello con quel capello lungo da nerd fasciato da una bandana tamarra.

    Sono noioso. Forse avete ragione voi. Ma adesso non ho altro tempo: devo portare a lavaggio le cinque station wagon che ho comprato con gli incassi di Freedom.

    Ah, leggetevi Alice Munro.

  21. @Elisabetta: tanta stima! 🙂
    @Lorenzo&Cristian: allora siamo d’accordo!
    @Tamburini: quando fai così mi disarmi. Leggerò le correzioni!
    @Jonathan (che onore!): i romanzi non si scrivono con la simpatia, è vero, ma non avendoti mai letto, non ho altri elementi a disposizione se non il mio istinto (“a pelle”) e i consigli di altri lettori. Qui emerge che alcuni ti trovano noioso e altri un gran fico. Metto tutto sul piatto della bilancia e ribadisco: ok, leggerò le correzioni!
    PS. La bandana tamarra di DFW mi ha fatto tentennare a lungo, ma poi mi son detto che l’abito non fa il monaco, l’ho letto, e non me ne pento! 😉