Leggere con l’ansia da prestazione

Devo proprio complimentarmi con Adele perché ogni settimana trova una capra più bella dell'altra. 

 

Ansia da prestazione. Brutta roba. Roba da nuova ignoranza. Sì perché oggi siamo circondati da libri, cose nuove da leggere e non puoi stare tranquillo un attimo che c'è sempre qualcuno che te lo ricorda. Un amico su Facebook, un articolo su Finzioni, una classifica fighissima dei migliori romanzi erotici di sempre… e allora che fai? Se resti indietro sei uno sfigato e quanto ti rendi conto che non puoi leggere tutto quanto… ansia.

 

E ti domandi: sono io che leggo troppo poco? Sono una persona brutta e sbagliata?

 

Prima di dare risposte azzardate, considera alcune questioni.

 

Questione 1. Ci sono troppissimi libri da leggere. Massimo Troisi diceva: «Io non leggo perché io a leggere sono uno solo, loro invece a scrivere sono assai, non li raggiungo, è inutile». Allora sono andato a fare un giretto nel sito dell'AIE (Associazione Italiana Editori) giusto per trovare conforto nei numeri e i numeri mi stanno schiacciando sotto il loro peso: 63.800 titoli pubblicati. Fa paura, lo so.

 

Questione 2. I social network. Sei a casa, cominci a leggere, e ti arriva una notifica su facebook, poi una su twitter e poi ancora foursquare ti segnala che un tuo amico ha fatto check in in un ristorante indiano. I social ci mettono di fronte a tantissime cose da leggere e da conoscere (alcune più, altre meno interessanti), ma anche a tantissime cose da scrivere, perché ci invitano e ci invogliano a condividere con il mondo il nostro pensiero. E allora leggi e scrivi e leggi e scrivi e poi non ci stai più dentro e sei fuori. Dio che ansia.

 

Questa è la nuova ignoranza del giorno. E ignoro la soluzione. Datemi una mano, che possiamo fare? Leggere di più e scrivere di meno? Ci mettiamo il cuore in pace e leggiamo solo quallo che riusciamo a leggere senza invidiare quelli che leggono molto di più? Cancellarsi dai social network? E poi con chi condividiamo le nostre letture?

 

Io per esempio preferisco parlarne al bar con gli amici, fare delle gran chiacchierate sui libri, e poi parlarne in radio con Adele, che ci divertiamo sempre un sacco.

 

E voi cosa ne pensate? Come fate? Soffrite di ansia da prestazione?

 

Alla prossima e buona Pasqua!

 

Adele e Michele

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

13 Commenti
  1. Tantissimo. Una volta mi facevo meno problemi, ma forse perché riuscivo a leggere di più.. Oggi tra Facebook, università e distrazioni varie riesco a leggere poco… e il mio guaio è che gestisco un sito di recensioni di libri, quindi sono sempre a contatto con gente che legge millemila libri al mese… Ma come fanno?
    Ormai cerco di non pensarci e accontentarmi di ciò che riesco a fare, e faccio sempre del mio meglio.. 😀
    (Hai mai pensato a una tabella di marcia?)

  2. Eh Lorenzo, la tabella di marcia è un bel rischio. In primo luogo ho paura che non mi gusterei più il momento della lettura, ma soprattuto, se non dovessi rispettarla… non ci voglio neanche pensare. 😉

  3. Il mio rimedio è essere estremamente selettivo, e selezionare attraverso criteri assolutamente personali, e questo richiede prima di tutto migliorare la conoscenza di me stesso e dei miei interessi e tutelarli dagli attacchi esterni. Poi se mentre io rimango su uno stesso autore o mi spulcio una sola pagina facebook hanno pubblicato altri 70.000 libri e postato 1.000.000 di altre cose, fanculo. L’appetito vien mangiando, ma se per mangiare ogni cosa alla fine mi ingozzo come un porco e non mi ricordo nessun sapore allora no. Rimane sempre attuale il poco ma buono per me, con la differenza, rispetto a prima, che in questo mare in tempesta bisogna rimanere più saldi al timone, e inoltre tra l’ansia e il rimanere indietro (che poi è tutto da vedere) molto meglio rimanere indietro ma a modo mio.

  4. Lorenzo S, giuste osservazioni, ma così sembra che leggere sia come andare in guerra! 🙂

  5. Io i social network li uso pochissimo. Giusto facebook, senza loggarmi tutti i giorni e con un numero di amici virtuali inferiore a quello degli amici reali (cosa più unica che rara, sembra). X me lo dirà a voce se gli è piaciuto il ristorante y, che leggere milioni di notifiche di questo tipo mi interessa davvero poco.
    Per il resto, sono un lettore molto forte e dai gusti variegati, ma seguo comunque percorsi ed interessi miei. Non è che se tutti leggono, per dire, Limonov io senta il bisogno di mettermi in pari. Quando si tratta di autori che non ho mai letto in precedenza devo comunque trovare qualcosa che stimoli la curiosità o mi dia sensazioni buone nei confronti di quel libro. Moltissime recensioni positive hanno un effetto controproducente, se mi sembrano superficiali o banali. Poi eventualmente se apprezzo un dato autore posso interessarmi agli autori che lui/lei trova interessanti o importanti, che magari sono molto più di nicchia, e così mi allargo.

    e il mio guaio è che gestisco un sito di recensioni di libri, quindi sono sempre a contatto con gente che legge millemila libri al mese…

    Quale?

  6. Ci provano a farla diventare una guerra, e viene l’ansia, ti bombardano e tu vuoi salvarti, camminare sicuro in un campo minato dove a destra hai una notizia di cronaca e a sinistra un articolo di gossip e intanto il papa con la croce di legno in televisione e un libro di Cortazar sul comodino e poi lo stato di twitter e le nuove parole come tag e hashtag e se non ne fai uso, tu lentone, magari te ne vai su wikipedia a dare un’occhiata e lì scopri che nuove sono per te, perché già esistono da diverse settimane, forse addirittura mesi, dinosauro che non sei altro, e allora ti rendi conto che il bombardamento non lo stai evitando ma lo stai subendo e l’ansia cresce, come ti salvi? già il solo fatto di chiedertelo significa che il bombardamento è reale e nessuna guerra fa bene, quindi la faccenda qui è far tornare la lettura al suo stato originario, quello di lettura per piacere personale, l’unico sentiero percorribile e sicuro.

    Per la condivisione non lo so, spesso faccio fatica a parlare di letture con altri lettori, sono più il tipo -mi faccio i miei viaggi e non so dirteli a voce-, però alcuni social network come Anobii mi sono venuti molto in aiuto. Lì ho trovato spesso un buon paletto a cui aggrapparmi per non essere travolto. Hai tutto quello che serve per respirare profondamente e sceglierti la tua lettura. Anche lì accade di visitare la libreria di qualcuno che possiede 3000 libri e ne ha letti già 2678 e io con i miei 300 scarsi mi chiedo, che cosa?!, come si fa? e l’ansia eccola che in agguato mi guarda, ma il discorso è poi sempre lo stesso, sono tipo da 3000 libri? sono quel tipo di lettore? molto probabilmente no.

    “Datemi una mano, che possiamo fare?”

    Dare retta a se stessi e fidarsi del proprio istinto. Essere più bibliofilo che bibliomane.
    Essere più letturofilo che letturomane.

  7. Penso che la tua stessa proposta di soluzione “Ci mettiamo il cuore in pace e leggiamo solo quello che riusciamo a leggere senza invidiare quelli che leggono molto di più?” si quella giusta, almeno per me.

    A dire il vero, non mi sono mai posta il problema. Leggere per me e’ un vero piacere e se comincio a paragonarmi agli altri, in particolare quelli che leggono molto di piu’, allora diventa una competizione. Ho sempre ritenuto che quello che fanno gli altri e’ affare loro e non mi riguarda, conta quello che faccio io.

    Quindi leggo un libro alla volta, e lo leggo bene, pian piano, assorbendo ogni frase, immaginando cosa quell’autore voleva comunicare in quel momento, perche’ a volte non e’ del tutto ovvio. Il problema e’ che magari anziche’ metterci una settimana a leggere un libro, ce ne metto due, o anche tre, ma pazienza, la qualita’ e’ piu’ importante della quantita’, almeno per me 🙂

  8. La soluzione è una sola: selezione, sempre più selezione, anche se naturalmente anche questa sarà efficace solo se sarà molto ristretta, cioè sostenibile, quindi comporterà la perdita di qualcosa, anzi di molte cose. Ma un vantaggio lo avrà, se sappiamo farla bene: la coerenza, cioè sla coerenza dei percorsi di lettura che faremo (possibili anche delle deviazioni, di tanto in tanto, naturalmente). Perché I libri “si parlano”, cioè non sono mai nati isolati, mai figli unici, ma sempre con parenti nella famiglia ideale in cui sono nati, prima grazie al loro autore, che scrive sempre relazionandosi a qualcuno, anzi a molti altri scrittori, e poi la famiglia che gli hanno creato I loro lettori e gli autori che sono stati influenzati. Per questo abbiamo sempre più bisogno di poter contare su aiuti per selezionare bene: sia pareri bene informati, sia librerie indipendenti che non siano supermarket ma vere librerie e non rivendite, dove si fa selezione, e di periodici o blog che recensiscono bene.

  9. @Pierfranco: sono piuttosto d’accordo. C’era chi parlava di rifiuto aprioristico, nel senso: pre-definisco il mio campo d’azione per agire bene (e poi al massimo lo allargo).

    @Lorenzo S e Martina: sul piacere della lettura non ci piove. Leggere come intrattenimento, rimando alle prime pagine di “Mappe e leggende” di Michael Chabon 🙂

  10. Per motivi anagrafici, ma non solo, l’ansia da prestazione non mi caratterizza. E’ importante selezionare, certo, e seguire un percorso proprio (con opportune deviazioni, si capisce). Apprezzo i blog letterari, trovo utili le recensioni. I social network no; riducono la lettura a un chiacchiericcio, appunto. Pratico un’ Adele anch’io: meglio telefonare a lei!

  11. Dimenticanza imperdonabile: W i gruppi di lettura! Con Adele e altre (/i rari, i maschietti sono meno propensi) da un paio d’anni ne abbiamo organizzato uno. Il giudizio è molto positivo. L’esperienza solitaria diviene collettiva e socializzante, si fa esercizio di democrazia – poiché esperti e principianti si confrontano da uguali- , avviene spesso che i primi si sentano proporre chiavi di lettura acute e originali

  12. Provo tantissima ANSIA quando giro per i blog e vedo che c’è gente che posta recensioni ogni giorno, io ogni tanto e solo per i libri che mi hanno colpita. Ho sempre la sensazione di restare indietro.