Allucinazioni Invocate

(Photo credit: http://conversazionisulfumetto.files.wordpress.com/2011/05/neonomicon-1.jpg)

"Non son più carabiniere" diceva Alberto Tomba. "Fanno notizia non fanno notizia" esclamava. Ma soprattutto: "Chi mi conosce lo sa." Ecco, chi mi consce sa che Alan Moore fa parte dello squadrone degli eroi personali, insieme a gente tipo Jimmy Page, Philip K. Dick, Zinedine Zidane, Kafka e via dicendo, quindi, parlando del Necronomicon, non posso che esaltarmi come Pippo Inzaghi dopo una tripletta.

Diciamolo subito, la musica che ci accompagna nella lettura è prodotta dallo stesso autore: lunghi drone oscuri e psichedelici, spoken word raggelante e atmosfere gotiche sono le caratteristiche principali del suo suono, che lo ha portato a collaborare, tra gli altri, con uno dei moderni guru del genere, quello Stephen O'Malley ormai noto ai più.

Il volume di Neonomicon in mio possesso, pubblicato dalla Bao Publishing, comprende anche la storia Il Cortile, adattamento di un racconto (e prequel di N.) del nostro da parte di Antony Johnston, disegnato – come la novella che dà il titolo al libro – da Jacen Burrows e colorato da Juanmare.

Il Cortile è una storia allucinata, con un agente federale – sorta di Marlowe psichedelico – incagliato e sprofondato in un (oltre)mondo ben più grande e pericoloso di lui.

Neonomicon (evidentemente da H.P. Lovecraft, un altro dello squadrone) uscito in origine in quattro volumi, parte con la ricerca delle ragioni della follia dell'agente, autore SPOILER per chi deve ancora leggere Il Cortile, di quattro misteriosi e brutali, quanto metodici, omicidi. Da qui in poi, è un viaggio metafisico alla scoperta di esistenze ancestrali, presenze inimmaginabili, perversioni varie (significativa la dipendenza da sesso dell'agente Brears, poi costretta all'orgia con il mostro) e universi lontani.

Un'indagine che diventa un'epifania, costantemente tinta di nero e basata sui miti lovecraftiani, tangibili e concreti ai massimi livelli: una grazia per i fan dell'occulto e della narrazione fantastica.

Stefano Fanti

Stefano Fanti è fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica e letteratura. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e la psichedelia in ogni sua veste.

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