Jonathan Livingston Seagull

Dal corvo di Poe all'albatros di Baudelaire, passando per il nibbio depravato di Freud, la letteratura pullula di pennuti, ma in definitiva quello più antipatico e saccente è senza dubbio il buon vecchio iperbolico gabbiano Jonathan Livingston.

Sarà perchè è un gabbiano che parla come un umano che parla come un gabbiano che, però, non vuole essere un gabbiano e neanche un umano, ma una specie di Gesù Cristo super veloce, con poteri telecinetici e telepatici.

Sarà soprattutto perchè il libro è stato letto e amato da quella generazione che per la libertà ha fatto un gran casino, divertendosi pure, salvo poi, una volta ottenuto un briciolo di potere e qualche privilegio, metterlo tra le chiappette delle generazioni successive che, per inciso, delle puttanate new age del gabbiano Livingston avrebbero fatto volentieri a meno. 

 

 

 

Enrico Beltrame

Era meglio prima, quando non c'eravamo. Adesso sono sempre stanco, ho il mal di testa, le occhiaie, il ginocchio gonfio. Se alzo la mano è per gioco (mi sembra che muoversi sia quasi inutile). Meglio allora non farsi del male. Meglio, adesso, non fare.

3 Commenti
  1. Grande come sempre…
    io appena ho visto l’asteroide chissà perchè me lo sono immaginato con la faccia di Vendola sopra… 🙂

  2. @Vincenzo: Avrei votato Vendola in quel caso, giuro!!! 😀

    Hahaha la vignetta è geniale e incarna alla perfezione quello che IO avrei voluto fare a quel dannato gabbiano quando l’ho preso in mano per la prima volta al liceo. Si noterà che non mi è MAI piaciuto questo libro! 😀