Biondissimi

I biondi, si sa, hanno sempre avuto un gran fascino. Le chiome dorate che brillano alla luce del sole e gli occhi azzurri come il cielo che conforta o come il ghiaccio che attanaglia. Un fascino che nasce nell’ambivalenza. Studi comprovati dimostrano infatti che i biondi attizzano maggiormente il desiderio dei possibili partner proprio perché uniscono in un sol corpo l’innocenza e la perversione, sono simbolo di purezza e di erotismo.

In letteratura di biondi ne sono passati, eccome, ma riuscite a ricordarli? Cioè, ricordate i passaggi in cui è accertato che i personaggi fossero realmente forniti di fulve chiome? La nostra immaginazione ci può ingannare (così come i remake cinematografici). Io, per esempio, quando ero piccolino e lessi per la prima volta Il Signore degli Anelli (ebbene sì, l’ho letto più di una volta..), immaginavo che Sam Gamgee fosse nero. Preferirei tralasciare il tipo di suggestione che mi indusse a tale slancio della fantasia, quel che conta è che così non vale.

Allora qui non c’è spazio per i biondi immaginari e immaginati. Questa è la Top 5 dei biondi biondi, neppure tinti, quelli duri e puri, quelli che ci fanno battere il cuore.

1. Dorian Gray (Il ritratto di Dorian Gray, O. Wilde): «Lord Henry lo osservò. Sì, era davvero meravigliosamente bello con quella labbra rosse ben disegnate, i franchi occhi azzurri e i riccioli biondi. C’era nel suo volto qualcosa che ispirava immediatamente fiducia: tutto il candore della gioventù e, insieme, della gioventù l’appassionata purezza».

2. Principe Myskin (L’idiota, F. Dostoevskij): «Il proprietario del mantello col cappuccio era un giovane anch'egli sui ventisei o ventisette anni, di statura un po' più alta della media, i capelli biondissimi, folti, le guance infossate e una leggera barbetta a punta quasi completamente bianca».

3. Raperonzolo (Fiabe, F.lli Grimm): «Raperonzolo aveva infatti capelli lunghi e bellissimi, sottili come oro filato. Quando la maga chiamava, ella scioglieva le sue trecce, annodava i capelli in alto, al contrafforte della finestra, in modo che essi ricadessero per una lunghezza di venti braccia, e la maga ci si arrampicava.».

4. Achille (Iliade, Omero): «… quando veloce dal ciel Minerva accorse, a lui spedita dalla diva Giunon, che d’ambo i duci egual cura ed amor nudrìa nel petto. Gli venne a tergo, e per la bionda chioma prese il fiero Pelìde, a tutti occulta, a lui sol manifesta».

5. Alice (Le avventure Alice nel paese delle meraviglie, L. Carrol): Alice è l’unica che nel testo non ha una precisa descrizione del colore della chioma (o, almeno, mi è sfuggita), ma qui mi vengono a supporto le illustrazioni originali di John Tenniel che ne ha fatto una bella biondina. *Sappiamo però che Alice Liddell (la vera Alice, quella in carne ed ossa cui Carroll si ispirò per scrivere il suo romanzo) aveva in realtà i capelli castani.

E a voi vengono mente altri biondi, biondine, biondissimi? Potete provarlo?

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

17 Commenti
  1. Don Fabrizio, Principe di Salina.
    “I raggi del sole calante ma ancora alto di quel pomeriggio di maggio accendevano il colorito roseo, il pelame color di miele del Principe; denunziavano essi l’origine tedesca di sua madre, di quella principessa Carolina la cui alterigia aveva congelato, trenta anni prima, la Corte sciattona delle Due Sicilie. Ma nel sangue di lui fermentavano altre essenze germaniche ben più incomode per quell’aristocratico siciliano, nell’anno 1860, di quanto potessero essere attraenti la pelle bianchissima ed i capelli biondi nell’ambiente di olivastri e di corvini: un temperamento autoritario, una certa rigidità morale, una propensione alle idee astratte che nell’habitat morale molliccio della società palermitana si erano mutati rispettivamente in prepotenza capricciosa, perpetui scrupoli morali e disprezzo per i suoi parenti e amici, che gli sembrava andassero alla deriva nei meandri del lento fiume pragmatistico siciliano”.

    Quanta complessità dietro la biondità di Don Fabrizio.

  2. Il Principe Myskin fa battere il mio (saltuariamente) biondo cuore più di tutti gli altri. Ma oggettivamente la classifica mi pare perfetta. Grande Michele!

  3. @Brunhilde @piernicioso: vogliamo le prove!! 🙂
    @V. i bruni arriveranno presto..
    @Maria: grande, questo proprio non me lo ricordavo
    @Margherita: grazie!
    P.S. Ci sarebbe anche Luna Lovegood in HP…

  4. chi: l’Aura?
    Erano i capei d’oro a l’aura sparsi

    che ‘n mille dolci nodi gli avvolgea,
    e ‘l vago lume oltre misura ardea
    di quei begli occhi ch’or ne son sì scarsi;
    e ‘l viso di pietosi color farsi.
    non so se vero o falso, mi parea:
    i’ che l’esca amorosa al petto avea,
    qual meraviglia se di subito arsi?
    Non era l’andar suo cosa mortale,
    ma d’angelica forma, e le parole
    sonavan altro che pur voce umana;
    uno spirito celeste, un vivo sole
    fu quel ch’i’ vidi, e se non fosse or tale,
    piaga per allentar d’arco no sana.

    non la leggevo dal liceo!

  5. Lo Svedese. Philip Roth, Pastorale americana.

    Incipit:

    “Lo Svedese. Negli anni della guerra, quando ero ancora alle elementari, questo era un nome magico nel nostro quartiere di Newark, anche per gli adulti della generazione successiva a quella del vecchio ghetto cittadino di Prince Street che non erano ancora così perfettamente americanizzati da restare a bocca aperta davanti alla bravura di un atleta del liceo. Era magico il nome, come l’eccezionalità del viso. Dei pochi studenti ebrei di pelle chiara presenti nel nostro liceo pubblico prevalentemente ebraico, nessuno aveva nulla che somigliasse anche lontanamente alla mascella quadrata e all’inespressiva maschera vichinga di questo biondino dagli occhi celesti spuntato nella nostra tribù con il nome di Seymour Irving Levov.”

  6. Io sono una voce fuori dal coro. Per me i biondi non hanno nessun fascino, non li degno di uno sguardo. E nella mia fantasia sono tutti mori, anche Dorian.

  7. bene, abbiamo top 5 assicurate per i prossimi mesi! in arrivo mori, albini, calvi e chi più ne ha più ne metta! 😉

  8. Tenniel fece diventare bionda Alice perché era banalmente l’unica opzione come incisiore, se avesse preparato delle lastre con un’Alice dai capelli neri le stampe sarebbero risultate troppo cariche di inchiostro e piene di sbavature.