I meglio inizi (2013)

Torna il nuovo anno e torna la Top 5 dei migliori incipit della storia della letteratura.

Dopo un 2012 iniziato con tanti buoni propositi, vogliamo ricominciare il 2013 in bellezza, con alcuni degli inizi più appassionanti, coinvolgenti, intriganti, commoventi che siano mai stati scritti. Sì, è proprio bello iniziare coccolando alcuni dei propri libri preferiti!

Come sempre si tratta di una classifica molto personale e molto striminzita, perciò datemi una mano! Scrivete i vostri incipit preferiti: come l'anno scorso, faremo un sondaggio su facebook e i più votati finiranno nella Top 5 della settimana prossima.

1. Sappiano le mie parole di sangue, Babsi Jones. Questo libro mi ha folgorato, così come deve aver folgorato la sua autrice, che dopo averlo scritto ha scelto il silenzio. Inizia così: «Direttore, dovrei dirti che è l'ultimo giorno, ma non so di che cosa: di qualcosa che va a terminare, un finale di partita che finisce per persa. Quello scatto ottocento per seicento che mi resta prima che il display mi bruci lo sguardo, quello scatto, io lo spreco sul foglio: il ritratto di righe non scritte, questo bianco di carta che avanza. Se sconfitta e scadenza hanno forma e colore, sarà questo: le parole che non riesco a trovare». Una poesia.

2. Murphy, Samuel Beckett. Lo so, è un po' triste cominciare così il nuovo anno, quando tutti si aspettano grandi cambiamenti e augurano felicità e prosperità. Ma a volte le cose non cambiano, e dobbiamo essere pronti ad affrontarle. «Splendeva il sole, non avendo alternative, sul niente di nuovo. Al riparo da questo, quasi fosse libero, se ne stava Murphy in un vicolo nel West Brompton. Lì, in una muda di medie dimensioni esposta a nord-ovest che dava su una serie ininterrotta di mude di medie dimensioni esposte a nord-est, per circa sei mesi aveva mangiato, bevuto, dormito, e messo e levato abiti».

3. Underworld, Don DeLillo. L'anno scorso l'ho tenuto ai margini della classifica, ma quest'anno eccolo, in tutto il suo splendore: «Parla la tua lingua, l'americano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza. È un giorno di scuola, naturalmente, ma lui non c'è proprio, in classe. Preferisce star qui, invece, all'ombra di questa specie di vecchia carcassa arruginita, e non si può dargli torto – questa metropoli di acciaio, cemento e vernice scrostata, di erba tosata ed enormi pacchetti di Chesterfield di sghimbescio sui tabelloni segnapunti, con un paio di sigarette che sbucano da ciascuno».

4. Affetto (in Sillabari), Goffredo Parise. Scelgo l'incipit di un racconto contenuto nei Sillabari di quel grande scrittore così poco conosciuto (o almeno, io credo che sia poco conosciuto) che è Goffredo Parise. Ringrazio molto Enrico MA Beltrame per avermi regalato questo libro. «Un giorno un uomo molto ricco ma "per bene" che conosceva la vita anche grazie alla mondanità e alle cose futili e costose entrò nell'immensa casa di famiglia con l'intenzione di "far capire" alla moglie che non l'amava più pure amandola moltissimo».

5. Lunar Park, Bret Easton Ellis. «"Sei una perfetta caricatura di te stesso". Questa è la prima fase di Lunar Park, e nella sua brevità e semplicità doveva essere un ritorno alla forma, un'eco, della frase iniziale del mio primo romanzo, Meno di zero». Menzione d'onore anche per il finale, commovente [SPOILER!!! forse…]: «Così, se per caso vedeste mio figlio, salutatelo da parte mia, ditegli di fare il bravo, ditegli che lo penso, che so che sta vegliando su di me dal luogo in cui si trova, e di non preoccuparsi: perché mi troverà sempre qui, quando vorrà, proprio qui, le braccia pronte ad accoglierlo, tra le pagine, dietro la copertina, alla fine di Lunar Park». Brividi.

Ora attendo numerosi i vostri commenti e ancora una volta vi auguro tanti buoni inizi!

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

7 Commenti
  1. Il primo capitolo di Underworld è una delle cose più belle che esistono in letteratura e tutti dovrebbero avere la fortuna di leggerlo.

  2. @Michele Marcon e @Lorenzo Castelli: Underworld tutta la vita. Il primo capitolo e anche i successivi sono una delle cose più belle che esistono in letteratura.

  3. Concordo nel sottolineare l’incipit di Underworld.Spettacolare!Ne esistono tanti altri altrettanto belli.Me ne vengono in mente due.Le correzioni di Franzen e il Teatro di Sabbath di Roth.Buon anno!

  4. Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
    Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

  5. «Il risveglio comincia con due parole, sono e ora. Poi ciò che si è svegliato resta disteso un momento a fissare il soffitto, e se stesso, fino a riconoscere Io, e a dedurne Io sono ora. Qui viene dopo, ed è, almeno in negativo, rassicurante; poiché stamattina è qui che ci si aspettava di essere; come dire, a casa.
    Ma ora non è semplicemente ora. Ora è anche un freddo promemoria; un’intera giornata più di ieri, un anno più dell’anno scorso. Ogni ora ha un’etichetta con una data, che rende obsoleti tutti gli ora passati, finché prima o poi, forse – no, non forse, di sicuro – succederà.
    La paura contorce il nervo vago. Un malsano ritrarsi the ciò che, the qualche parte là fuori, ci sta aspettando.».
    ‘A Single Man’ di Christopher Isherwood: per me, il miglior incipit di sempre.