Contro lo stress da rientro

Settembre è iniziato da una manciata di giorni e siamo tutti un po' in crisi a causa del famigerato stress da rientro. Per questo abbiamo deciso di prepararvi cinque rimedi omeopatici per affrontare e (si spera) sconfiggere il trauma del ritorno alla vita quotidiana e, soprattutto, alla vita lavorativa (se siete tra i fortunati che ne hanno una). Della serie: consolatevi, c'è chi sta messo peggio. 

  • La metamorfosi di Franz Kafka. La storiala conosciamo tutti: tale Gregor Samsa un bel giorno si sveglia e si ritrova scarrafone. E lui che fa? Come prima cosa pensa «Oddio arriverò tardi a lavoro! Il capo si arrabbierà moltissimo!». Be', non credo ci sia molto da aggiungere. Va bene l'attaccamento al lavoro (e che lavoro: commesso viaggiatore, mica pizza e fichi), ma anche un po' meno. 
  • La vita agra di Luciano Bianciardi. Il titolo racchiude già tutto il senso. Libro autobiografico in cui il giovane protagonista arriva dalla provincia toscana a Milano pieno di ideali e voglia di riscatto. Inizia a lavorare nell'editoria, soprattutto come traduttore dall'inglese, ma ben presto anche questo lavoro in teoria creativo diventa una trappola alienante a causa della necessità di denaro. E gli ideali e la voglia di riscatto se ne vanno a ramengo, ça va sans direUn libro ad alto tasso di immedesimazione per ogni freelance o aspirante tale. Propedeutico.
  • Il diavolo veste Prada di Lauren Weisberger. Vessati da capi e capetti? Ridotti a compiere le più bieche mansioni per tenervi stretto il posto? Nessuno vi biasima, visto i tempi che corrono. Consolatevi pensando alle povere assistenti di Miranda Priestly e tenete duro: un giorno anche voi potrete congedare i vostri sottoposti con un lapidario «That's all». 
  • Bartleby lo scrivano di Herman Melville. Arrivare a farsi arrestare per vagabondaggio e a morire di inedia forse è un po' eccessivo, ma ogni tanto rispondere alle richieste del capo con un bel «Avrei preferenza di no» dà le sue soddisfazioni. Provare per credere. 
  • Lavorare stanca di Cesare Pavese. Come dare torto a quel gran genio di Pavese? Perché se proprio butta male, ci rimane sempre la poesia. E il naufragar ci sarà dolce…

Che ne dite? Avete altre cure omeopatiche da suggerirci?

Alessandra Ribolini

Traduttrice e teacher, ma soprattutto wannabe finta bionda senza averne l'aria

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