Gli ingranaggi del viaggio

Non è proprio una notizia recente, ma è un bel passo in avanti per la tecnologia: dei cavi elettrici formati da nanotubi di carbonio inizieranno a sostituire quelli in rame. Grazie alle ultime scoperte i microtubi in carbonio riescono a trasportare tanta elettricità quanto i buoni vecchi fili in rame. La notizia sarebbe abbastanza banale, se non sapessimo che le catene di carbonio sono alla base di tutti gli organismi viventi. E con un piccolo sforzo d'immaginazione, se ne potrebbe dedurre che, un giorno, non sapremmo dirvi quando, i computer e le macchine avranno un’anima. Cose che un alfista già sa, direte voi.

Insomma, questi tubi "trasportano" informazione, che poi è come dire che trasportano forme del linguaggio e quindi, in fondo in fondo, trasportano parole. Tecnologia, mezzi e messaggi: McLuhan ha scritto un bel po' di roba a riguardo; roba che, come ci ricorda Woody Allen, non è stata del tutto compresa dai più. Ma è roba importante, proprio perché, in fondo in fondo, parla di parole. E i lettori creativi lo sanno da un pezzo che è importante, perché per loro le parole disegnano le traiettorie di un viaggio, uno splendido voyage a lume di lampada.

 

Ma nei viaggi, si sa, anche i mezzi di trasporto sono importanti. Un giorno anche loro magari avranno un'anima, dicevamo, ma da sempre trasportano anime sognanti da una parte all’altra del pianeta: abbattono distanze, espandono orizzonti, varcano confini… Tutto questo per dire che la rubrica Pendolibri ci aveva abituato bene. Ricordate? Con Luca e Stefano abbiamo iniziato a conoscere tutto quello che c’era da sapere sui viaggi in treno e quando hanno deciso di smettere abbiamo versato qualche lacrimuccia. Ora è arrivato il momento di ampliare il respiro: di un viaggio importa non solo la meta ma anche il percorso, la compagnia ma anche le pensierose solitudini, i panorami ma anche i finestrini, o gli oblò, o i cristalli liquidi.

 

Pensiamo alla mongolfiera di cui si è servito Phileas Fogg per fare il suo giro del mondo: un segno dei tempi, una tecnologia asservita ad un sogno ed un’esperienza di per sé. Oppure ricordiamoci della Folgore, la nave pirata del Corsaro Nero: molto più che un mezzo di trasporto, è lo spirito stesso della ciurma, è il cuore di legno che batte nel petto degli uomini del mare.

 

A proposito, sapete una cosa? Non c’è nessuna mongolfiera in Giro del mondo in 80 giorni: il caro Phileas Fogg non sale su nessun pallone gonfio d’aria calda, nel libro scritto da Jules Verne. Ve la siete immaginata tutti, però. Beh, poco importa, il lettore creativo ha anche questo diritto.

 

Ma questo elemento vi dimostra una cosa: questa è la rubrica che fa al caso nostro (di noi lettori creativi). Zainetto in spalla, partiremo per numerosi viaggi, non importa con che mezzo di trasporto, l 'importante è andare. Un post ogni due settimane, ognuno dei quali sarà una stazione: punto di arrivo e punto di partenza. Tramutiamo un non-luogo geografico in un luogo elettronico in cui conoscere le lettere e le parole del movimento, ovvero gli ingranaggi del viaggio.

 

Si parte!

 

Michele Marcon e Andrea H. Sesta

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

7 Commenti
  1. Non sono le molecole di carbonio ad avere un’anima, altrimenti ci avrebbero già mandato fanculo da tempo. Poi, se vogliamo pignolare, quale vantaggio avrebbe l’anima in un computer quando a manovrarlo c’è gentaglia senz’anima? Ah già, farebbe tutto da solo… e sarebbe una ben meritata fine per un’umanità di anime già morte. 😀

  2. ovviamente era una battuta, eh! e poi… mai provata un’alfa?!
    in ogni caso, anche quando (se) i computer avranno un’anima, una storia ci salverà (e magari un bel viaggetto extraterrestre)

  3. Io le Alfa le aggiustavo, Insieme a mio padre avevo un’officina di riparazioni auto specializzata proprio nel marchio AlfaRomeo perché mio padre era il capo reparto esperienza di quella ditta. Lui, in ditta, costruiva da zero le auto mancanti al museo. L’unica anima che riconosco a quelle vetture ora si trova nella fucina del settimo girone infernale, a urlare espiando il peccato di essersi venduta alla FIAT. Ovviamente non è una battuta… 😀

  4. Non le molecole di carbonio, ma le catene di atomi di carbonio.

    Quanto al resto, Fiat volutas tua.

  5. Avrei voluto intendere le molecole di carboidrati che condividono la natura del carbonio analogamente al modo in cui l’Alfa non condivide nulla con la Fiat

  6. Ecco che il dialogare leggero induce a un’importante considerazione: se la quantità è facilmente misurabile la qualità, inversamente a quella, non lo è o, almeno, sono in pochi a poterlo fare. La qualità è determinabile attraverso l’orientamento spaziale degli atomi e delle molecole conseguenti alla loro aggregazione, quando ci si riferisce agli elementi, mentre se si guarda agli esseri nei loro prolungamenti spirituali, e a discendere anche psichici… sarà la direzione che dà senso alle loro intenzioni che li caricherà di valenze e responsabilità.