“The answer, my friend, is blowing in the wind”

Sono anni che ci sentiamo dire che la nascita di internet ha reso possibile la connessione a qualunque luogo da qualunque luogo. Peccato che quel 'da qualunque luogo' dal sapore esotico rappresenti, in realtà, il posto di sempre. Scommetto che la maggior parte di quelli che stanno leggendo queste righe si trovano nel solito ufficio o casa, alla scrivania, a occuparsi delle stesse cose di cui si occupano da che hanno memoria.

La cosa curiosa è che la vicinanza delle ferie è inversamente proporzionale alla pazienza che si ha nell'aspettarle e direttamente proporzionale alla voglia di scappare e di mollare tutto senza preavviso.

In questo periodo dell'anno il famoso "disagio della civiltà" ci fa venir voglia di una lunga fuga lontano da casa. Bjorn Larsson aveva deciso che non poteva esserci solo una gita ogni tanto per riprendersi da una routine che solitamente non gli piaceva e fu così che il viaggio ed il movimento divennero la sua vita, almeno fino ai 40 anni. Ognuno ha un mezzo di trasporto preferito: il suo era la barca a vela, ma le sue mete non erano mai i porti turistici più famosi. La scelta non era dettata dal caso: quale altro mezzo gli avrebbe permesso di raggiungere luoghi inaccessibili ad una velocità che non fosse una corsa, ma un cammino che lasciasse il tempo di guardarsi dentro e intorno? Ad alcuni potrebbe sembrare pazzesco volersi spingere, come lui, verso isole da cui ci si terrebbe alla larga per la loro famosa inospitalità climatica e paesaggistica, ma questi erano i luoghi in cui sentiva di poter vivere un sogno che nessun racconto avrebbe mai potuto dargli e che nessun luogo troppo abitato gli avrebbe garantito. Con la disapprovazione di gente "tutta concretezza e buonsenso", ha così trasformato la sua barca a vela nella sua casa ed il mare nel suo indirizzo.

Chi conosce i suoi romanzi, sa che i protagonisti sono ritratti magistrali di esseri in ricerca pronti, seppure con qualche diffidenza, all'incontro con l'altro. Leggendo le pagine scritte durante le lunghe traversate, troviamo gli stessi protagonisti: pensieri e sensazioni che sono ancora in attesa di diventare marinai, locandiere e gente comune. Storie che sembrano suggerite all'orecchio dello scrittore direttamente dalla natura che gli sta intorno.

Se anche a voi capita di aver voglia di partire per un viaggio nella natura più incontaminata (lasciando a casa tutto tranne, da bravi Finzionici, qualche libro e altre due o tre cose di primaria necessità) sappiate che, se un giorno deciderete di realizzare il vostro sogno, vi ritroverete ad un certo punto del vostro percorso a sentire la mancanza della musica. Ci saranno dei momenti in cui vi accorgerete che avete voglia di ascoltare un brano ben preciso perché, nonostante vi ruberebbe il silenzio che vi circonda, sarete convinti che quella canzone vi farebbe assaporare ancora più profondamente quel momento ed il paesaggio che vi sta intorno. È lì che vi affezionerete ad una cosa a cui forse non avevate mai fatto caso: i rumori. Il rumore dei sentieri sassosi, quello della pioggia che vi inzuppa e quello del vento. Resterete in ascolto di queste cose come di una canzone e vi sembrerà che Bob Dylan ce l'avesse con voi quando cantava «the answer, my friend, is blowing in the wind». Larsson ha sicuramente saputo mettersi in ascolto delle risposte portate da quel vento che spingeva la sua barca, tirandone fuori storie che lasciano il segno. 

La saggezza del mare è un libro che solletica la voglia di libertà e di nomadismo e che porta ad esagerare con mille fantasticherie al riguardo, ma come direbbe Larsson, che senso avrebbe un sogno se fosse solo realtà?

Marco Combi

Sostenitore del pensiero viandante e discepolo del nomadismo, interiore e non. Quando viaggia, legge. Quando legge, viaggia. In perenne ricerca della domanda giusta che gli faccia capire quali sono le risposte che sta cercando.

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