Céline Fraipont e Pierre Bailly | Il Muretto

– Come ti chiami? 
– Rosie. E tu? 
– Jo… Joiakim. Ma va bene Jo… Rosie… Rosie… È un nome da maiale! 

Dei drammi dell’adolescenza e del rapporto a tratti ossessivo dei fumettisti con questo periodo abbiamo già parlato più volte, ma se riusciamo a non farci ingannare dai poster appesi in camera e dai dischi che ascoltano Rosie e Jo, protagonisti di questo fumetto, scopriremo che Il Muretto è molto di più.

Céline Fraipoint e Pierre Bailly hanno creato una storia che certamente tratta dei problemi di una adolescente – ammesso che una ragazzina di tredici anni si possa considerare tale – ma che indaga profondamente tra le paure e il disagio della solitudine, toccando molte altre tematiche. Quella di Rosie è una vicenda particolare con una situazione più pesante della maggior parte dei suoi coetanei: la madre si innamora di un altro uomo e abbandona la famiglia per spostarsi a Dubai, il padre trascorre la maggior parte del tempo a lavoro e così la protagonista si trova smarrita e sola, obbligata ad affrontare un mondo di responsabilità per cui non è ancora pronta.

 Il-muretto_coverHSi tratta di un graphic novel duro ed emotivamente pesante, che fa vivere (o rivivere) i momenti di solitudine più profonda, quelli in cui pensi che non riuscirai mai a uscirne fuori. E se questo malessere proprio ci deve essere che almeno sia utile: il dolore che la protagonista prova la fortificherà e le insegnerà come affrontare i problemi futuri. Nel frattempo le uniche cose capaci di attenuare il disagio sono gli ascolti musicali suggeriti da Jo e una (non sempre) giusta dose di alcool. 

Per quanto la protagonista possa essere diversa dal lettore –  io a tredici anni mi interessavo principalemente di Cavalieri dello Zodiaco e più che whiskey bevevo latte e menta – molti degli atteggiamenti di Rosie risultano familiari e realistici. Anche la situazione familiare se giustamente contestualizzata riesce nella sua verosimiglianza: durante la lettura pensavo “chiamate i servizi sociali!, chiamateli subito!” ma ricollocando la vicenda in un Belgio liberale e con un concetto di famiglia più “aperto” tutto acquista maggiore senso.

Il disegno è minimale, i vuoti e i pieni, il bianco e il nero si alternano in modo essenziale e significativo: pagine totalmente nere inframezzano la lettura, proprio nei momenti in cui Rosie sembra non riuscire ad uscire dal baratro in cui si trova. Il pieno stile anni ‘80 si sposa perfettamente con la colonna sonora che accompagna la lettura e l’assenza di apparecchi digitali ci fa rimpiangere il mondo analogico. Ed in piena sintonia con la nostalgia per i tempi andati, all'interno del volume si trova in regalo una cartolina da inviare a qualcuno del passato che grazie a questa lettura ci è tornato in mente.

E per restare negli anni '80, un bell' high five per Eris Edizioni. 

2ima

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.