Fantasy da ombrellone: I Mille Nomi e Dragonero

Avete presente quei romanzi in cui si gira attorno a epiche battaglie per decine di capitoli e poi, al momento cruciale, il protagonista cade svenuto prima di entrare nella mischia? Ebbene, I Mille Nomi (pubblicato da Fanucci) è quanto di più distante da questo sfuggente approccio al genere militare. Non solo l’autore è bravissimo a creare un mondo, ma illustra perfettamente meccanismi tattici e strategici. Roba per fissati? Forse un po’ sì, ammettiamolo. Ma per fissati che si documentano bene prima di scrivere. Non è un caso se Django Wexler (non ridete, si chiama così) è considerato uno degli autori fantasy più importanti del momento.

Ma approfondiamo questo suo romanzo. Lo stile, asciutto e a tratti ironico, regge perfettamente la trama. Si tratta di un fantasy con forti basi nella realtà, dove gli elementi magici potrebbero essere eliminati del tutto riducendo il romanzo al genere storico. Nonostante questa cronica mancanza di stregoni e magia, I Mille Nomi non è una brutta copia de Il Trono di Spade, come ormai sempre più spesso accade di trovare in libreria. Tuttavia, come in ogni storia fantasy che si rispetti, i pochi elementi fantastici svolgono il ruolo di anticipazione. Il contesto dove si muovono i due protagonisti principali Marcus d’Ivoire e Winter Ihernglass è quello di un’epoca pseudo napoleonica, con forti riferimenti all’epoca coloniale.
Ecco la quarta di copertina:

La sonnolenta quotidianità in cui il capitano Marcus d’Ivoire e il suo piccolo esercito sono risucchiati, rassegnati a finire i propri giorni in un remoto avamposto, è stravolta dallo scoppio di una ribellione ai margini dell’impero Vordanai, che li costringerà alla dura prova della difesa di una fortezza ai margini del deserto.
Winter Ihernglass si è arruolata nell’esercito fingendosi un uomo, con il solo scopo di sfuggire al suo passato. Coraggio e determinazione non le mancano, e insieme alla sua umanità le faranno ottenere in breve una promozione a luogotenente. 
I destini di questi due soldati e dei loro uomini dipendono dal colonnello Janus bet Vhalnich, il prescelto dal re per riprendere in mano le redini di una guerra che sembra perduta e per ristabilire l’ordine. Il suo genio militare sembra non conoscere limiti, sotto il suo comando si assiste a un rovesciamento delle sorti. Marcus e Winter credono nel loro capo e sono pronti a seguirlo fino alla fine. La loro fedeltà sarà messa alla prova solo quando cominceranno a sospettare che le ambizioni dell’enigmatico colonnello vanno ben al di là del campo di battaglia, fino al regno del sovrannaturale…

I Mille Nomi è il primo episodio di una trilogia, il cui secondo capitolo, The Shadow Throne, è già uscito per il mercato inglese. Non ci resta che aspettare che anche il seguito venga tradotto in italiano.

Quando si parla di fantasy si pensa spesso a trilogie logorroiche. Ma cosa dire delle uscite e fumetti mensili, magari alla Dylan Dog o Topolino, sulla cresta dell’onda da decenni? Dragonero (Sergio Bonelli Editore) sfrutta le potenzialità delle serie a fumetti unendola agli archetipi fantasy più conosciuti. La serie ideata da Stefano Vietti e Luca Enoch e disegnato da Giuseppe Matteoni ha delle premesse parecchio interessanti. Finora sono stati pubblicati 14 volumi e da luglio, in occasione del primo anno di vita, è disponibile il primo speciale, interamente a colori, intitolato La prima missione. Oltre a questo, è in arrivo un romanzo “stand-alone” scritto da Stefano Vietti. Vi terremo aggiornati.

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

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