Il Vino di Siduri

Il fantastico è un universo sconfinato di storie troppo spesso sottovalutate. Questa rubrica vuole mostrarvi alcune tra le opere più importanti del genere toccando autori e temi fondamentali. Qui comincia il lungo viaggio "A dorso di drago".

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Egli divide il letto con le donne sposate—
Lui prima,
Solo dopo i mariti.

 

L’Epopea di Gilgamesh è una delle opere più affascinanti dell’antichità. Le gesta del Re di Uruk hanno influenzato quasi tutti i testi successivi, dalla Bibbia all’Iliade, mentre il testo in sé è quasi sconosciuto ai “non addetti ai lavori”.

Prima dell’eroe fu l’antieroe. Gli dei crearono Gilgamesh e per un terzo lo fecero umano. Non è dato sapere se furono quei due terzi a renderlo prepotente ed ingiusto, ma sappiamo che gli dei vollero punirlo per avere molestato le figlie degli uomini e avere applicato quel tanto spiacevole droit de seigneur. Mandano così tale Enkidu, un essere selvaggio, in grado di gareggiare con Gilgamesh in quanto a forza e brutalità, a rendergli pan per focaccia. I due lottano e si scoprono alla pari, tant’è che alla fine diventano amici. Sarà poi la dea Ishtar, adirata per il rifiuto di Gilgamesh, a fare morire l’amico dopo epiche avventure. È solo allora che Gilgamesh, scoperto il dolore («Come posso tacere, come posso riposare? Egli è polvere e anch'io morrò e sarò disteso nella terra per sempre»), parte alla ricerca del frutto dell’immortalità. Nella versione Babilonese del mito, leggiamo Siduri, “la Dea del vino”, dare questa risposta all’eroe:

Gilgamesh, dove ti affretti? Non troverai mai la vita eterna che vai cercando. Giacché quando gli dei crearono l’uomo, gli diedero in fato la morte e tennero saldamente la vita nelle proprie mani. Gilgamesh, riempi la tua pancia, fai festa giorno e notte, che i tuoi giorni siano pieni di gioia, danza e suona giorno e notte. Indossa vestiti puliti, lava il tuo capo e fai bagni. Guarda il bambino che stringe la tua mano, e lascia che tua moglie goda del tuo abbraccio. Solo questo è dato all’uomo di fare…

Dicevamo influenza sui testi classici? Ed ecco a voi il Carpe diem, con un paio di millenni di anticipo, appunto.

La dea Siduri incarna una figura che tornerà in tutta la letteratura successiva. Si metterà tra l’eroe e la sua missione come Circe con Ulisse, ma alla fine riconoscerà il diritto di Gilgamesh di portare a termine il suo compito, per quanto impossibile esso appaia. Che eroe sarebbe, del resto, se la missione non fosse oltre le sue capacità?

Ed infatti Gilgamesh è deciso a continuare il viaggio. Attraversa le acque della morte ed incontra così l’avo Utnapishtim "il Lontano" che sopravvisse al Grande Diluvio (non ancora biblico, ma lo diventerà presto), e che ricorda sospettosamente Noè e la sua storia, fin nei minimi particolari. Apprenderà da questo che le parole di Siduri non erano lontane dalla verità e che la vita eterna è un dono che solo gli dei possono elargire all’uomo.

Gli verrà però confidata, forse per pietà, l’esistenza di una pianta acquatica in grado di ringiovanire il fisico, che l’eroe conquisterà con duri sforzi da cui si riprenderà, esausto, a riva. Il tempo bastante affinché un serpente, accidenti a lui, possa avvicinarsi e divorare la pianta, cambiando la pelle e ridiventando giovane.

Non svelando il finale, come si farebbe con i migliori best seller, ci sono molte cose nell’Epopea di Gilgamesh che rendono la storia del Re di Uruk una piacevole lettura. C’è un diluvio, un essere mezzo divino e mezzo mortale, divinità invidiose degli uomini, un protagonista antieroico ed arrogante eppure umano, un compagno di viaggio che risalta i lati oscuri del suo carattere, donne tentatrici o buone consigliere…

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

5 Commenti
  1. Questa rubrica si prospetta più che interessante… Grazie per aver rispolverato le mie memorie di un poema davvero “fondativo”: quando si parla di inconscio collettivo: in Gilgamesh guarda caso c’era già tutto 🙂
    Complimenti!

  2. TI ringrazio. Sono molte le storie “dimenticate” eppure fondamentali nella storia della letteratura fantastica e non (e, soprattutto nella letteratura antica, non sembra esserci questa differenza, che invece pare coincidere con la nascita dei generi “editoriali”). Io proverò a pescare nel cesto senza risultare troppo pedante!