L’horror di formazione: L’estate della paura di Dan Simmons

Elm Haven, Illinois, 1960. È estate, la scuola è appena finita e cinque L'estate della pauraragazzi di 12 anni, Mike, Jim, Kevin, Duane e Dale, stanno cementando un'amicizia che durerà tutta la vita e assaporando i primi, timidi corteggiamenti alle loro coetanee. Ma, fra i giochi in mezzo ai campi di grano assolati e le spensierate corse in bicicletta, qualcosa si nasconde in agguato. Una mostruosa entità senza tempo sta mietendo vittime fra i ragazzi della Old Central School, e gli adulti o rifiutano di capire quel che sta succedendo o sono essi stessi emissari di quel Male. Toccherà proprio a quei cinque amici indagare sulla natura di quell'incubo tremendo e affrontare il mostro, prima di finire anche loro preda della sua rapace avidità. E così Mike, Duane, Dale, Harlen e Kevin vivranno il loro passaggio all'età adulta lottando contro un arcano abominio che infesta le ore del buio…

Il fantastico è un genere che si presta particolarmente a raccontare i cambiamenti del mondo dell’adolescenza. Gli esempi, anche solo limitandoci ai romanzi di successo degli ultimi anni – vedi Hunger GamesIl Gioco di Ender e Harry Potter – sono tanti. 

Accanto all'autore del giorno, segnatevi il nome di King, perché tornerà più volte durante la nostra discussione. Dan Simmons è infatti uno scrittore prolifico e poliedrico quasi quanto il Re dell’Horror, ma non sono solo queste le caratteristiche che accomunano i due. Per cominciare, il tema e l’ambientazione de l'Estate della Paura potrebbero far pensare al più noto It. Ma aggiungiamo parallelismi e riferimenti; circa il romanzo lo stesso King ha dichiarato:

“Simmons writes like a hot-rodding angel, loading his American nightmare with scares, suspense, and a sweet, surprising nostalgia. One of those rare must-read books, I am in awe of Dan Simmons.”

“Simmons scrive come un angelo che tiene il piede sull'acceleratore, caricando l’incubo Americano con paure, suspense, e una delicata e sorprendete nostalgia. Uno di quei libri che è necessario leggere, per me Dan Simmons è fonte di meraviglia.”

Non è certo un caso se pesa positivamente su L’estate della paura anche l' influenza di un racconto kinghiano tra i più riusciti (altro che Notte buia, niente stelle!) come the The Body, contenuto nella raccolta Stagioni Diverse,  ispiratore del classico Stand by me. Anche qui, un gruppo di ragazzini viene “iniziato” all’età adulta in un viaggio alla ricerca di un cadavere, di certo simbolico della loro innocenza presto perduta, ma anche crudelmente materiale. Della già citata raccolta kinghiana fa parte poi un altro classico horror di formazione, il racconto L’estate della corruzione (sempre estate, sempre innocenza perduta), da cui è stato tratto il film l’Allievo. Un ufficiale nazista in pensione, interpretato da Ian “Gandalf” Mckellen, sottile e mefistofelico, sarà vittima e carnefice di un ragazzino troppo morbosamente interessato ai risvolti più oscuri dell’olocausto.

Ma torniamo ai rapporti di buon vicinato tra L'Estate della Paura e il romanzo del celebre pagliaccio assassino. Al di là delle somiglianze più apparenti, non si tratta di un’imitazione, ma di un romanzo corale con personaggi semplicemente originali e modi molto diversi di giocare sul tema "Piccole Canaglie: horror edition". Mike, il ragazzino carismatico che più si avvicina al ruolo del protagonista, non sa di esserlo fino in fondo; Duane, il nerd ante-litteram (dato che siamo nel 1960) che sembra uscito da una pagina di Furore di Steinbeck, è rispettato dagli amici per le sua conoscenza. In generale, niente della trama e nella caratterizzazione dei personaggi sa di già sentito dire, anche dopo aver letto ed amato It.

Abbandoniamo l’Estate della Paura per scoprire che Dan Simmons è autore anche di celebrati romanzi di fantascienza. I suoi Canti di Hyperion, amati dagli appassionati del genere, raccolgono ammiratori per lo stile literary e insolitamente poetico per una produzione di fantascienza; non è un caso se la struttura è mutuata dai Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer, con la piccola differenza che i viaggiatori, invece di dirigersi verso Canterbury, raccontato a turno le proprie storie durante il viaggio verso il pianeta Hyperion (così chiamato in onore del poeta John Keats). Ogni storia inserita nella cornice narrativa ha uno stile particolare, influenzato dalla voce narrante in prima persona. Tra questi, un poeta-satiro sboccato e vecchio di secoli e un colonnello guerrafondaio innamorato di un’intelligenza artificiale sono i più memorabili. Sul pianeta di destinazione, una misteriosa creatura onnipotente, lo Shrike, in grado di deformare spazio e tempo, semina paura e morte e, forse proprio per questo, è in qualche modo venerato dagli indigeni del pianeta.

Dan Simmons, autore finora poco sconosciuto in Italia quanto amato all’estero, è l’autore di uno dei romanzi di formazione più riusciti di tutti i tempi. L’abilità dell’autore è tale da riuscire a raccontare una storia incredibile senza uscire dai binari della realtà – come solo Stephen King ha saputo fare in passato – in un perfetto mix tra horror, azione e letteratura di formazione.

 

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

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