Morire per vivere di John Scalzi

A 75 anni John Perry, vedovo da alcuni mesi, si arruola nelle Forze di Difesa Coloniale (FDC). Perry si imbarca, insieme ad altri volontari, sull'astronave Henry Hudson dove, grazie a una tecnologia avanzata, la loro coscienza sarà trasferita in nuovi corpi potenziati in modo tale da disporre di forza prodigiosa e sensi molto sviluppati. Dopo un periodo di addestramento sul pianeta Beta Pyxis III, Perry viene mandato a combattere i Consu, una razza aliena fiera e intelligente. Grazie a una sua intuizione, le FDC vincono la battaglia e il suo gruppo è riassegnato. Ma l'astronave del veterano Perry viene intercettata, attaccata e lui dato per morto. A salvarlo arrivano le misteriose Brigate Fantasma, forze speciali delle FDC, guidate da Jane Sagan, che somiglia in modo impressionante a Kathy, la defunta moglie di John…

(Gargoyle Books su Morire per vivere)

Morire per vivere (Old Man’s War, 2005) è il romanzo d’esordio della nuova collana Gargoyle Extra, primo titolo della omonima serie di John Scalzi. Oltre a Old Man’s War, fanno parte della serie Le Brigate FantasmaThe Last Colony e infine Zoe’s Tale.

200px-LittleFuzzyLa prima parte del romanzo è un'introduzione al mondo fantascientifico di Scalzi, fatto di colonialismo spaziale, viaggi più-veloci-della-luce e anziani soldati dotati di spiazzante senso dell’umorismo. È così che la storia del quasi ottuagenario John Perry – con elementi di mistero introdotti già nei primi capitoli – lentamente si infittisce. Che cosa nascondono le Forze di Difesa Coloniale? Come mai la tecnologia che usano è decenni più evoluta di quella del pianeta Terra? Perché Le Forze di Difesa usano solo soldati di età avanzata? Ovviamente la storia, per ambientazione e spirito di satira sociale, ci ricorda Starship Troopers di Robert Heinlein, ma l’omaggio non stupisce, dato che Scalzi è un amante della fantascienza, e non è certo la prima volta che rende onore ai classici. Con Fuzzy Nation nel 2011 ha aggiornato Little Fuzzy di H. Beam Piper, la cui storia si dipana attorno ad una specie di creaturine pelose, simili ai Ewoks di Star Wars, scoperte sul pianeta Zarathustra e al centro di un dibattito circa il loro stato di esseri senzienti, da cui dipende il possibile sfruttamento delle risorse del pianeta; mentre con Redshirts, omaggio stavolta ironico a Star Trek, Scalzi ha vinto l’Hugo Award 2013 per il miglior romanzo.

E infatti sono molti i momenti alla Star Trek presenti anche in Morire per vivere . Le numerose civiltà aliene con cui il protagonista avrà a che fare sono originali e ben caratterizzate e lo scontro è spesso sul piano etico oltre che fisico. Ma gli esiti dell’incontro con queste razze sono spesso imprevedibili. La trama procede rapida, forse anche troppo, di scena in scena con ottimo senso del ritmo e l’ironia che contraddistingue l’autore tiene attaccati alla storia. Se si volesse dire la tipica banalità, John Scalzi è uno di quegli autori che si amano o si odiano. Di certo per chi ama il genere è un autore contemporaneo imprescindibile.

Non mancano i momenti sinistri, come in ogni buon romanzo di fantascienza. Quando si mettono insieme tecnologia, capitalismo spaziale, bioingegneria e guerra si può star certi che nulla è più al sicuro, nemmeno l’identità delle persone amate.

John Scalzi, Morire per vivere (Old Man’s War, 2005)

Traduzione Concetta D’Addetta, Gargoyle, collana Gargoyle Extra, pagg. 308, euro 18,00

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

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