The Heroes: Tre uomini. Una battaglia. Nessun eroe.

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The Heroes è il primo romanzo pubblicato in Italia dell'autore inglese Joe Abercrombie. La caratteristica principale dell'autore è indubbiamente il tono cinico. Se autori come Martin hanno già attaccato gli ideali medievali cari a Tolkien e portati avanti da buona parte del genere (da sessantanni a questa parte), Abercrombie porta il rifiuto di ogni idealismo alle estreme conseguenze, colorando di toni quasi umoristici un racconto che in altre mani potrebbe risultare epico. C'è ben poco dell'epica nella scrittura e nelle prospettive scelte dall'autore, eccetto forse la lunghezza del romanzo, circa 728 pagine colme di violenza nuda e cruda (l'ultima mezzora di Django Unchained può dare una buona idea di quale sia l'andazzo seguito dall'autore).

Eccone la trama:

Bremer dan Gorst, maestro di spade caduto in disgrazia, ha giurato di reclamare sul campo di battaglia l’onore perduto. È ossessionato dalla redenzione e assetato di violenza, dunque non gli importa molto di quanto sangue scorrerà, anche se si trattasse del proprio.

Il Principe Calder non ha alcun interesse per l’onore e di certo non ha intenzione di finire ammazzato. Tutto quello che vuole è il potere, e si servirà di qualsiasi bugia ed espediente, tradirà tutti gli amici per raggiungerlo. Almeno sino a quando non sarà lui a dover combattere.

Curden lo Strozzato, l’ultimo uomo onesto rimasto al Nord, ha dedicato la sua vita all’arte della guerra, ricavandone solo ginocchia gonfie e nervi logori. Non gli importa nemmeno più chi sia a vincere, vuole soltanto fare la cosa giusta. Ma è possibile individuarla nel mondo che gli sta crollando intorno?

Il destino del Nord sarà deciso da tre sanguinosi giorni di battaglia. Ma con entrambi gli schieramenti corrotti da intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie, è improbabile che siano i cuori più nobili o anche le armi più potenti a prevalere.

Abercrombie pare essere l'ennesimo passo verso una visione del (sotto)genere finalmente matura e libera dagli stereotipi. Spesso, soprattutto in Italia, il genere è stato relegato tra gli scaffali di letteratura Young Adult. Cosa ben strana, visto che quando si parla di altri generi non c'è certo bisogno di specificare il grado di maturità, ma si da per scontato e semmai si segnala l'eccezione di un romanzo non proprio riuscito o scritto apposta per i fanciulli (che è meglio stiano lontano da questo The Heroes).

Sempre a proposito di stereotipi da sfatare, che ci crediate o no, all'estero la fantasy non viene considerata letteratura di serie B. Vediamo allora cosa ne pensano, in giro per il mondo, le principali testate.

Joe Abercrombie è probabilmente la stella più brillante della nuova generazione di scrittori fantasy inglesi. […] Non ha mai sottovalutato le atrocità che le persone possono infliggere l’uno all’altro, né le indelebili, e spesso inaspettate, conseguenze. Scrive romanzi brillanti, ben ritmati, che non perdono mai la presa. Le scene di azione sembrano cinematografiche nel senso migliore del termine. I multisfaccettati personaggi fanno il resto.

The Times

The Guardian:

“Sanguinario e cruento, ma mai gratuito, intriso di un umorismo tagliente. Stile brillante e di riflessioni pungenti sulla debolezza dell’umanità. Splendido. Deliziosamente tortuoso e diabolico”.

Attraverso una narrazione corale, di certo meno psicologicamente profonda di Martin, Abercrombie riesce a rendere in maniera eccezionale gli effetti della guerra sugli uomini. I dialoghi, intrisi di black humour quasi tarantiniano, suonano realistici e, anche se né l'autore né il lettore hanno mai avuto (ringraziando gli Dei) esperienze militari, ci si trova proprio lì, interdetti dalle atrocità e dall'insensatezza del conflitto.

Fa ben sperare anche la notizia che presto la Gargoyle, editrice di questo The Heroes, pubblicherà la trilogia che ha reso famoso l'autore, a cominciare con il primo The Blade Itself, con il titolo Il richiamo delle spade.

L'autore

Joe Abercrombie (1974) dopo aver lavorato come montatore freelance e produttore televisivo, comincia la stesura del romanzo The Blade Itself, primo della popolarissima trilogia fantasy epica The First Law(pubblicata fra il 2006 e il 2008), insieme a Before They Are Hanged e Last Argument of Kings. The Blade Itself gli è valsa la candidatura al prestigioso John Campbell Award per il miglior nuovo scrittore fantasy. Joe Abercrombie è fra gli autori della serie della BBC The Worlds of Fantasy, insieme a Michael Moorcock, Terry Pratchett e China Miéville. Nel 2009 ha pubblicato il thriller Best Served Cold. Abercrombie vive a Bath con la moglie e due figli.

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

2 Commenti
  1. Molto interessante, questo Abercrombie. Ho da poco iniziato “The Blade Itself”, poiché non mi andava di cominciare da uno spin-off che minaccia spoiler, e mi sta prendendo. Il punto è che questo tipo di fantasy è sempre esistito, è solo in Italia che si fa di tutto per renderla letteratura per ragazzi!

  2. Già, come dicevo, è odioso dover sempre specificare quando si parla di fantasy “maturo”. Non ho mai visto fare simili distinzioni per fantascienza o altri generi. Soprattutto in Italia dovremmo essere più aperti verso simili letture, anche perché abbiamo una bella tradizione di realismo e romanzo storico, a cui gli autori di fantasy si ispirano necessariamente; per non parlare del rinascimento (cui Abercrombie, per esempio, attinge a piene mani per la struttura degli eserciti). Del resto secondo me la mancata valorizzazione del patrimonio culturale, anche quello astratto, va di pari passo con il provincialismo e la chiusura mentale.