Alberto Prunetti | amianto, una storia operaia

amianto: s.m. [dal lat. amiantus, incorruttibile]. Minerale, varietà di serpentino o di anfibolo, costituito di fibre sottilissime; si distinguono: l'a. di serpentino (o asbesto), il più pregiato perché si presenta in fibre morbide e flessibili; l'a. d'anfibolo, varietà fibrosa di actinolite; l'a. azzurro, o del Capo, varietà filamentosa di crocidolite; l'amosite, varietà a fibra molto lunga di antofillite. Per la sua alta resistenza alla fusione e alla combustione l'amianto è servito a fabbricare tessuti incombustibili (adoperati tra l'altro per speciali tute) ed è stato inoltre usato per guarnizioni a tenuta di vapore o d'acqua calda, per resistenze, filtri, diaframmi, ecc.; impastato con cemento dà prodotti del tipo eternit. Questi impieghi sono stati banditi dopo la constatazione che le fibre di amianto, inalate, sono cancerogene.

È più di un mese che ho finito di leggere amianto di Alberto Prunetti. È più di un mese che questa, che dovrebbe essere una recensione, aspetta di essere scritta. Il fatto è che forse per questa, che dovrebbe essere una recensione di un libro straordinario, basterebbe la definizione dal dizionario riportata sopra; magari – unica doverosa accortezza – bisognerebbe spostare l'ultima frase all'inizio, subito dopo la derivazione latina: L'incorruttibile amianto cancerogeno punto nient'altro.

Solo che poi questa, che dovrebbe essere la recensione di un libro che parla anche delle avventure di un babbo toscano che fa il trasfertista per l'Italia e del suo figliolo che, diventando grande, lo vede invecchiare più veloce degli altri, quella frase lì, quella definizione lì, non basta.

amianto0001Allora ho pensato di capire che cos'era questo libro, che cos'erano le cose che ci sono raccontate dentro, ma ne sono venuti fuori talmente tanti generi letterari e non, che questa, che dovrebbe essere la recensione di un romanzo, la recensione di un'inchiesta, di una biografia, di un saggio sulla società contemporanea, poi come si fa a fare una recensione di questa cosa?

Poi mi son detto che per questa, che dovrebbe essere la recensione di una storia italiana dei nostri padri e di noi figli, potevo usare le emozioni che ho provato mentre leggevo amianto di Alberto Prunetti. Solo che mi sono ricordato che io, mentre leggevo amianto di Alberto Prunetti, è stato come finire in mezzo ad un pestaggio selvaggio, un pestaggio dove i manganelli erano le ore di lavoro e i lividi lasciati erano i segni tangibili delle gesta eroiche dei nostri padri per provare a garantirci un futuro migliore.

Forse dovevo iniziare subito da qui per questa che dovrebbe essere una recensione di amianto di Alberto Prunetti. Forse dovevo dire subito che questa è la storia della lotta di un giovane operaio, di un giovane padre costretto ad invecchiare dal lavoro; questa è la storia di una strage, una strage che non si è fermata perché il suo seme sta germogliando soprattutto ora; questa è una storia che i figli devono leggere perché riguarda soprattutto loro, perchè sono loro che, dopo aver preso le botte, possono voltarsi e reagire.

 

Alberto Prunetti, amianto, una storia operaia, Agenzia X, 2012

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

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