Andrea Scarabelli | La velocità di lotta

Devo essere sincero: non avevo molta voglia di leggere un libro sulla crisi. La crisi, francamente, ha rotto il cazzo. Il senso di colpa generato dalla crisi ha strarotto il cazzo. Tutte le crisi.

cop_lotta.inddIl libro di Andrea Scarabelli (al brillante esordio come romanziere per Agenzia X), veloce, ben scritto, tremendamente attuale, le percorre una ad una: quella generica e diffusa, ormai ascrivibile alla normalità economica, quella interiore, quella familiare, quella dei trentenni esauriti.

Cronaca da tg come tante (la storia di Carlotta, personaggio ribelle nell'accezione più classica) che va ad incastrarsi con la confusione generazionale di Diego (ma anche di Marianna e Ilario), immerso nell'inferno di una Milano che, fuori dalla finzione, ha in canna sempre meno cartucce (non serve esporre ulteriormente la trama, il fulcro è altrove).

E il pensiero torna alle più temute: burn out, sindrome da fatica cronica.
Queste, insieme al panico che attanaglia la buona parte dei miei colleghi, sono le Meduse del nostro tempo: basta guardarle in volto per trasformarsi in pietra. L'inerzia è il contrappasso dell'ipercinesi creativa  in cui ci dibattiamo. Del bombardamento di input nervosi. Dell'accorciarsi della distanza che intercorre tra azione e reazione.
E' interessante notare come il gergo medico recuperi la parola fatica in modo creativo: da sempre associata a un eccessivo sforzo fisico, viene trasportata fino alla riva semantica opposta.
Siamo seduti tutto il giorno. Se non troviamo posto sui mezzi pubblici, ci sembra di sostenere uno sforzo immane. Per alcuni resiste il rito della partita di calcetto, ma occasionale e spesso rimandato. Non hai idea di cosa mi è successo. Scusa, sono incasinato. E' un periodo che non ho tempo neanche per respirare. Persone di cui si potrebbe scrivere la biografia in una riga e mezza, che si dicono sempre impegnate.

Ecco, è più o meno tutto qui il peso specifico del libro: trae la sua forza da una calibrata e perfettamente mirata analisi della realtà – in cui ci si ritrova disorientati come il protagonista – ma, allo stesso tempo, scopre i suoi limiti temporali: tra cent'anni, quando qualcuno leggerà questo libro, come potrà credere che un semplice furto da H&M il sabato pomeriggio possa rappresentare una così evidente dichiarazione di libertà?

Forse, La velocità di lotta, non è altro che un libro di storia scritto in anticipo. E questo fa paura.

Andrea Scarabelli, La velocità di lotta, Agenzia X, 2013

Stefano Fanti

Stefano Fanti è fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica e letteratura. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e la psichedelia in ogni sua veste.

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