Russia sotto Zero

Questa tappa è un salto nel buio e forse poco importa il luogo: se sulla pelle ti è rimasta l'afa appiccicosa dell'estate pietroburghese e ripensi a Raskolnikov delirante, resterai disorientato.  
Il viaggio approda in un luogo lindo e silenzioso: strade lastricate di marmo rosa bagnato, sotto un cielo d'inverno e donne-robot inginocchiate a pulire, languide. Poco oltre, due uomini armati e coperti di una maschera di specchio: poliziotti, servitori di un ordine senza vita. Qui potresti essere in Russia, o in America, o sulla Luna o non esserti mai mosso da casa, poco importa.  Hai mai visitato il mondo del futuro? Neppure io, prima. Oggi ci siamo.

zero-starobinecSono arrivata nel mondo in cui vive Zero, sotto la guida di Hanna Starobinec (edizione Atmosphere libri), che ti confonde nel labirinto del suo romanzo e gioca coi nomi, le maschere dei personaggi e il linguaggio dei social network, anche quello non ancora esistente.
Anno Quattrocento e qualcosa dopo la "Grande riduzione” dell'umanità, raggelata nel numero divino di tre miliardi. Un Sistema inventato da Cracker-Hacker controlla le nascite e le morti per assicurarci un'immortalità inchiodata a un destino predeterminato: a ogni vivente entrato “in pausa” (non dire “morte”, eretico!) corrisponde un feto che avrà il suo codice di memoria. Finchè è nato Zero. Un'anomalia del Sistema, una creatura non corrispondente a nessuno.  L'ha fatto nascere sua madre con il coraggio delle madri che sentono nel proprio feto distorto la possibilità di una libertà, quella di amare nonostante. Quella d'insegnare ad amare. Donna, anche nel mondo del futuro  un'eretica: proibito avere legami, proibito mostrare dolore in questo mondo di fantasmi.

Mi muovo con disagio nel tempio del grande freddo: qui si celebra la religione del Vivente, ma invano cerco i segni rasserenanti della natura, del cielo, dell'uomo, degli animali. Nel Festival della Natura, anche i recalcitranti sono accompagnati nella zona della pausa, un confortevole campo di sterminio rallegrato da clown che rassicurano a un poveretto che sì, nella prossima vita ce la farà a diventare un grande sceneggiatore. Mi viene da piangere. Quando entro nelle Case di Correzione, ci trovo anche Zero con l'amico Cracker che, di vita in vita, sogna di distruggere il proprio figlio, Sistema: qui marciscono i nati con l'in-code di criminali che i pedagoghi assicurano correggibile. Alla prossima nascita. Forse.

Continuo a camminare per la strada di marmo, controllata a vista da poliziotti-muso di specchio che parlano tra di loro senza voce. In una casa, accucciata, guaisce una donna con gli occhi chiusi. È in Lussuria, il giardino dell'Eden, ottavo strato del mondo virtuale, l'estasi. Hanna me lo mostra attraverso Chrystal, schermo psicotropo collegato al mondo virtuale in cui solo ormai quest'umanità vive e ama e soffre, collegata Brain to Brain in un'angosciante community di morti viventi: Sotzio è il social network che connette tutto il mondo in simultanea. Io sono sprovvista dell'installazione cerebrale e non posso tuffarmi con gli altri, sola come Zero, ma dev'essere un inabissarsi meraviglioso, dove non c'è mai silenzio, dove ogni variazione d'umore è registrata e corre in tuo soccorso la voce del Virtual Doctor, dove ogni curiosità è risolta da Wikipedia, dove ogni risposta individualizzata è segnalata con un alert di possibile devianza, dove sei controllato. Sempre. Prima di tutto dalla community.

Scegli di fare un salto nel futuro anche tu? Attento, però: ricordati di mettere in pausa Sotzio, ogni tanto e non cliccare a caso “mi piace”, perché potresti non uscirne più.

L'autrice: Hanna Starobinec, moscovita, è nata nel 1978. Capelli rossi e occhi azzurri e taglienti da elfo, esordisce con una raccolta di racconti mistici: del noir è considerata regina. È giornalista. E una grande Scrittrice. 

Cristina Farneti

Abito la Repubblica dei Lettori con un uomo, una gatta e un bambino (citati nell’ordine di apparizione). Preferisco i mattoni, Svevo e Dostoevskij, la letteratura greca e Finzioni. Come i vecchi non saggi sto con i giovani, così annuso che odore ha il futuro. So leggere più che scrivere. Ma più leggo più vorrei scriverne. La letteratura vera è un contagio: sottoscrivo il punto VII del Nonalogo di Finzioni. Ho un sogno: la leggerezza.

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