Federico Baccomo – Woody

In una boy band che si rispetti servono sempre: quello bellissimo con i lineamenti delicati, quello rude con le mandibole squadrate e i tricipiti giganteschi, un buon ballerino, un ragazzetto con scarsa presenza a se stesso che in futuro diventerà l'unica vera star solista e, infine, il ciccione con gli occhi azzurri che canta bene. Il ciccione con gli occhi azzurri che canta bene (penso a Ciro dei Neri Per Caso, a quello dei Take That o dei Backstreet Boys e al tipo dei Gemelli Diversi che non sapeva fare il rap ma gorgheggiava come un putto in Mary) è fondamentale per il gruppo perché, oltre a una bella voce, conferisce quello spessore ambiguo e diversamente maschio della sensibilità. Ecco: il ragazzo sensibile, che magari si mette a piangere se vede un cane preso a calci, che è un amico vero, anche per le ragazze, e non ha paura di mostrare il suo lato delicato. Fino ai diciannove anni, essere sensibili equivale a essere degli sfigati atomici, presi in giro dai compagni neo-machi e dalle ragazze che vogliono il bello e dannato come Dylan McKay (leva '80-84) o, sic, Pacey di Dawson's Creek e Ryan di The OC. Poi però succede qualcosa durante la crescita, e la sensibilità diventa una virtù, una di quelle virtù che, guarda un po', ti fanno superare da destra gli ex rudi boscaioli o pompieri e, con un libro in mano e il cuore in tasca, raggiungere le più belle della facoltà. 

woody

Insomma, la sensibilità è un attributo che migliora invecchiando, come il vino o Ibrahimovic. E Woody, il nuovo romanzo di Federico Baccomo, funziona esattamente come il ciccione con gli occhi azzurri che canta bene, e funziona benissimo. Vediamo perché. Woody è un libro che racconta la storia di un cane, Woody, ed è scritto in prima persona proprio da un cane che vive con la sua padrona, poi la padrona si trova un fidanzato, poi succedono delle cose che agiteranno gli animi delle persone sensibili e dei cantanti sovrappeso e il resto lo scoprirete voi leggendolo. La prima cosa che viene in mente allora è: come parla un cane? O, meglio, come scrive? Così:

Woody: gira muso da altra parte. Geloso? Ah ah ah. Woody: mica geloso, per niente geloso, figurare se geloso. No, no, no. Poi va in cuccia con testa alta. E allora Padrona: ride. Ride dice: Gelosone, e corre a prendere Woody per zampe davanti, come per fare ballo insieme. E mentre Padrona: balla con Woody in mezzo a salotto, Woody: osserva bene. E vede che Padrona: è felice. Felice tantissimo. E allora Woody pensa: Forse. Se Padrona: è felice, forse Woody: deve accettare cambiamento. Forse, piano piano, con pazienza, con impegno, anche Woody: diventa felice, anche solo abbastanza felice, anche solo un pochino felice. E allora Woody: abbaia. Abbaia e pensa: va bene, va bene, Woody: ci prova. Accetta nuova persona, accetta nuove giornate, nuova vita. Per te, Padrona, Woody: accetta. 

Mentre bagnate i vostri fazzoletti con le calde lacrime della sensibilità, noi possiamo già dire alcune cose. Intanto che Woody non parla come Zanna Bianca; nel libro di Jack London, i lupi categorizzano il mondo attraverso la loro coscienza e il loro punto di vista ma, più che parlare o pensare, vengono parlati e pensati dal narratore. Zanna Bianca è un libro scritto: bene. Woody è un libro scritto: male. Ma non male nel senso che Federico Baccomo non sa scrivere, piuttosto che ha deciso di scrivere così, un po' come i fumetti disegnati male. E male non significa scadente, piuttosto fuori dai canoni e, solo apparentemente, più semplice da mettere in discorso. Prendiamo, per esempio, il Dottor Pira, fumettista italiano membro dei Fratelli del cielo (ex Superamici) e autore, tra le altre cose, dell'indimenticabile gatto Mondadory. In un bell'articolo su Fumettologica, Evil Monkey dice che: 

Anche quando il gioco si fa complicato e la narrazione comincia a richiedere pagine più strutturate o complesse, l’autore di Gatto Mondadory non rinuncia alla sua poetica. Riuscendo a realizzare tavole barocche e ben progettate, spesso davvero notevoli dal punto di vista grafico, pur continuando a disegnare male.

Per esempio in questa notevolissima vignetta che provate a disegnarla voi. 

Gatto2

E' un po' come certa arte astratta, quando il fenomeno di turno va al museo e dice alla ragazza più vicina: questo lo saprei fare anch'io. Ma quando un artista o un fumettista disegna male non è perché non sa disegnare, al contrario bisogna saper disegnare molto bene per poter permettersi di farlo male. E molto più spesso, il tratto sghembo e bambinesco serve per dire qualcosa di più, o qualcosa di meglio. Giusto per dissipare ogni dubbio, guardatevi il corso di comunicazione visiva che il Dottor Pira ha tenuto a Roma qualche tempo fa. Ecco, ci siamo capiti. Federico Baccomo fa la stessa cosa, per Woody: sceglie un tipo di scrittura o, meglio, un tipo di lingua propedeutica alla narrazione e perfettamente integrata nel sistema di valori del libro. L'umorismo, l'amore, il dramma e la quotidianità del cane di razza Basenji (tra l'altro Basenji in lingua bantu significa indigeno, e anche questo è molto interessante, leggendo come scrive) funzionano infinitamente meglio con un linguaggio del genere.

Woody mi pare un libro pervaso di assolutismo, ma assolutismo buono. Ci sono alcune parti che fanno ridere, e fanno ridere davvero, in maniera totale. La stessa cosa per le scene più toccanti, o tenere: c'è tutto, e tutto è svolto in maniera profonda, rispettosa. Ed è proprio qui che sta la sensibilità di cui si parlava prima: riuscire a toccare corde profonde del nostro animo scrivendo in funzione del personaggio e della storia che deve essere raccontata, e non viceversa.

Io non so come parla un cane, né come scrive. A dirla tutta, tra i due ho sempre preferito i gatti. E proprio nel marasma di opinabilità di un'operazione del genere, la sensibilità è il sentimento che permette a Federico Baccomo di scrivere come un cane (no pun intended) e a noi di commuoverci non come bambini ma, al contrario, come adulti con una sensibilità che, qualunque essa sia, viene perfettamente evocata ed integrata in poco meno di cento, tenerissime pagine. Porca puttana, questo è un libro che parla al tuo cuore, e se non pronunceresti mai questa frase durante un primo appuntamento, allora sei una brutta persona. E, probabilmente, andrai pure in bianco.

Federico Baccomo, illustrato da Alessandro Sanna – Woody – Giunti 2015 – 96 pagine – quattordici euro e cinquanta

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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