Sandro Bonvissuto – Dentro

Ci sono due cose che mi piacciono nella vita: i racconti sulle prigioni e sottolineare i libri.

I racconti sulle prigioni, che siano serie tv, film o libri, mi affascinano così tanto perché raccontano un universo con una mirabile struttura interna: divieti e permessi, regole e infrazioni, rapporti e gerarchie, tutti aspetti di una società parallela in cui la violenza e l'inciviltà, insite nella dinamica dell'incarceramento, si stemperano in un reticolato, spesso auto costruito e autoreferenziale, che apre un mondo. E quando qualcuno ti apre un mondo nuovo, un luogo che, come nei romanzi di Salgari o di Kipling sai che non esperirai mai, se non con la fantasia, ti ci butti dentro a capofitto, apprezzando senza timore alcuno una cosa divertente che non farò mai più (semicit.).

Le sottolineature invece sono una cosa a cui non riesco a rinunciare, per qualsiasi libro e in qualsiasi situazione (linee belle diritte quando leggo in casa, encefalogrammi attivissimi mentre leggo in metro o, dio ce ne scampi, in autobus). E il bello è che non ci sono regole di sottolineatura: si verga qualsiasi cosa – frase, parola, paragrafo, pagina – per la quale si sente un’esigenza deittica di risalto, di uscita dalla pagina e impressione nella memoria. Anche solo per le future veloci riletture.

Orbene: il libro di Sandro Bonvissuto combina le mie due passioni in maniera ammirevole. Intanto è, almeno in parte, un libro sul carcere. Inoltre non è un semplice libro ma la sottolineatura di un volume molto più lungo e annacquato che l'autore ha poi pensato bene di far scomparire. E' come se Bonvissuto avesse letto un bel librone sulle carceri romane, avesse sottolineato le parti più belle/interessanti/rappresentative/profonde/scritte meglio e le avesse candidamente riportate pari pari in un libriccino un bel po' più sottile.

Provare a sottolineare Dentro è un esercizio di metasottolineatura molto difficile, una selezione che non può essere equanime per definizione. E allora armiamoci di lapis e temperino (sì, lapis è una parola bellissima) e proviamo a divertirci con la quantità sterminata di parole e frasi che, senza dubbio alcuno, meritano un bel tappeto di grafite srotolato ai loro piedi.

Sandro Bonvissuto – Dentro – Einaudi 2012 – 184 pagine – diciassette euro e cinquanta

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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