L’amore, una fatica così

Che il capitolo #48 della Rayuela possa essere letto da adolescenti sfrigolati, non è da escludere. Avere sedici, diciassette anni e Te lo dico perché ho vissuto molto io. Io che ho viaggiato. Quando ero ragazzo. Sono tutte uguali, te lo dico io. Ti parlo per esperienza, figlio mio. Tu non sai ancora cosa sia la vita; e Sarebbe stato facile organizzare uno schema coerente, un ordine di pensiero e di vita, un'armonia. Era sufficiente l'ipocrisia di sempre, elevare il passato a valore di esperienza, trarre vantaggio dalle rughe in faccia, dell'aria vissuta presente nei sorrisi o nei silenzi con più di quarant'anni. Poi, indossi l'abito blu, ti pettini le tempie argentate e vai elle esposizioni…

 

Un po' Picasso: a quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino. Un pensiero di secondo o di terzo livello non è da confondere con il gel nei capelli o con il cotone nelle mutande; Oliveira ha perso la Maga e ne ha delle gran visioni, s'imbarca, un quartiere dalla parti del Cerro, libertà parziale, amore, birrini, una fatica così.

 

'sto Oliveira, diciamolo, è indegnamente egoista: Nella più completa libertà apparente, senza dover rendere conto a nessuno, abbandonare il tavolo da gioco, uscire dall'impasse e prendere una qualunque via della circostanza, proclamandola unica e necessaria. La Maga era una di quelle vie, la letteratura era un'altra, la fiacca un'altra e la meditazione sul niente di niente un'altra ancora.

 

Vivere diversamente, forse, l'unico modo che conosciamo; innamorarsi come via necessaria, tutto può essere significante, lavorare, una macchina in-perfette-condizioni e chiavi-in-mano, parlare con la gente, i gatti, scrivere, la domenica a pranzo, copulare con regolarità ammissibile, perlomeno.

 

Poche pagine sudate di settimane, e le virgole e tutta questa concentrazione di concetti e di tempo, specialmente; per poi arrivare, anche se la frase è a metà del capitolo ma-credo-non-conti-davvero-niente-niente-niente, a *Tal vez el amor fuera el enriquecimiento más alto, un dador de ser; pero sólo malográndolo se podía evitar su efecto bumerang, dejarlo correr al olvido y sostenerse, otra vez solo, en ese nuevo peldaño de realidad abierta y porosa.

 

* Forse l'amore sarebbe stato l'arricchimento più alto, un dispensatore di essere; eppure soltanto sciupandolo si poteva evitarne l'effetto boomerang, lasciarlo correre all'oblio e quindi sostenersi, ancora solo, con quel nuovo gradino di realtà aperta e porosa.

 

Mi ci vuole un Grisham!

Andrea Meregalli

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

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