Lautréamont & Bix: magari domani

Il surrealismo affascina, suvvia.

Scrivere con l'inconscio, fregandosene di estetica e morale, liberare i sogni, proseguire oltre il "visibile", veglia e sonno sonno e veglia: oh, come ci piace.

Nel capitolo #11 della Rayuela c'è della gran musica: Bix Beiderbecke & Lester Young: morti alcolizzati e vivacemente folli, tutta una vita a spargere sogni manco fosse sperma. E poi c'è il conte di Lautréamont, al secolo Isidore Lucien Ducasse, nato a Montevideo come la Maga, precursore surrealista inconsapevole, a 23 anni stampa i Canti di Maldoror, a 24 anni muore.

Non l'ho mai afferrata del tutto che quando uno muore giovane allora c'è da trovargli un po' di uniformità di giudizio; ho letto il libro di poesie di Luciano Ligabue (sì), mi ricordo di 'c'è lo vedi Mick Jagger morire a 27 anni?' e a me sembra di averla capita quella poesia lì, è bella.

Il conte di Lautréamont, dopo che l'osceno Maldoror fu bellamente rimbalzato dagli editori, scrisse diversamente: volgendosi alla poetica del bene, dice Wikipedia; volgendosi alla poetica della pagnotta, potrei dire io; ma non lo dico, lo potrei dire, ma non lo dico.

Non ho finito i Canti, solo qualche pagina in biblioteca e in rete, ma la sensazione è che il conte fosse piuttosto incazzato (ah, indomiti ventenni) e che il parallelismo rayuelano con Bix e Prez s'abbigli benone.

Sì, c'è poco da stare allegri: leggere Maldoror con la cornetta di Bix in cuffia deve avere un che di incubo sadico, di incubo surreale.

Magari domani, eh.

Andrea Meregalli

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

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