Palombaro’s Inception – Rayuelando #57

Il dialogo è tra Horacio e Ossip e la faccenda curiosa è che il nome di Horacio Oliveira non salta mai fuori e resta come una specie di ombra per tutto il capitolo; eppure le parole sono inequivocabili e Horacio Oliveira modula la marcia verso il proprio personale oblio, introduce il concetto di preubiquità zen e accenna a follia e morte, catastrofico e disincantato come mai, e omaggia Traveler, l'amico di Buenos Aires, non in grado di capire alcuni suoi versi: Io, tra sonno e veglia, di lavandino palombaro.

E poi di quando si sveglia, con i resti di un paradiso intravisto nel sonno, e di quando tutto si affloscia, come i capelli di un affogato, e di quando si lava i denti e di quando il lavandino inghiotte resti di Horacio con la speranza di ricongiungerli con l'altro Horacio, con quello che era prima di svegliarsi, con quello che le difese della veglia proteggono, difendono:

io, tra sonno e veglia, di lavandino palombaro

Il palombaro è quell'astronauta di mare che cammina sui fondali, zavorrato come un occultamento di cadavere nel Baltico, la cui mise dobbiamo a Halley, l'inglese della cometa. Tra i problemi dei palombari, e in generale di chi s'immerge: embolie e malattie da decompressione; e allora delle tabelle, una curva di sicurezza, risalita a tappe, patologia dei cassoni, attenersi alle istruzioni, grazie.

Fossimo palombari del nostro lavandino, tutte le mattine, lavare la faccia e lavare i denti, lavare le mani e lavare le ascelle, cinque minuti di immersione, risucchiati dal gorgo cisposo, gincana d'imbuto verso il fondo, verso il fondo che giornalmente s'impossessa della persona che non conosciamo, dopotutto noi, noi che rincorriamo noi, noi che non conosciamo noi: svegli quando dormiamo, viviamo sogni che confonderemo con ricordi: un sogno che diventa ricordo, un ricordo che diventa sogno.

Rayuela è questo libro di Julio Cortázar pubblicato nel 1963, poi uno dice hai visto che roba Inception.

Andrea Meregalli

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

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