Amare chi non legge

(photocredit: guardian)

Mi annoio molto facilmente. Una cosa che mi annoia molto è la fermezza con cui molte persone sostengono le proprie convinzioni e i propri pregiudizi, una decisione che molti apprezzano e che invece a me infastidisce e, appunto, annoia. Molte persone belle stabili sulle proprie gambe non tentennano neanche un po' nell'affermare questo o quello e io puntualmente, anche se sono in sintonia con l'affermazione in questione, tra me e me borbotto che bisogna sempre concedersi un margine di indecisione, di non-fermezza e di non-rigidità. A me chi dice cose tipo non ce la faccio proprio o è più forte di meè un mio limite un po' annoia, un po' infastidisce, un po' fa tenerezza. Non ce la faccio proprio a immaginarmi in un'altra città. Dal cinese non ci mangio, è più forte di me. Io con una persona a cui non piace leggere non posso starci, è un mio limite. 

Ecco, questo è un limite bello grosso. Primo appuntamento con una persona attraente e simpatica ed esce fuori che non legge libri, che non ha tempo o che si stufa o che ne ha letti pochi e tra quei pochi non c'è nemmeno uno dei vostri preferiti. Innamorarsi di una persona così per molti noiosetti bookaholic è pura fantascienza, perché parlare dei libri amati e degli scrittori preferiti è imprescindibile. Poco importa se il non-lettore in questione è una persona meritevole di interesse comunque, perché ascolta bella musica o si interessa di giardinaggio o gioca a pallavolo da professionista. Se non leggi non puoi piacermi, il che quindi equivale in Italia a non farsi piacere oltre metà della popolazione (giusto per complicarsi la vita, in pratica).

Sarah Knight su Bookriot ha raccontato come ha insegnato a suo marito l'amore per la lettura. Lei fa l'editor ma lui non leggeva. «Mentre tu eri nella tua stanza a leggere, io ero fuori a giocare con i miei amici» si giustificava il sacrilego. Poi però ha deciso di mettersi sulla retta via e ha chiesto aiuto alla moglie, che gli ha consigliato alcuni titoli per recuperare il tempo perduto perché, scrive lei, «è un crimine se qualcuno di qualsiasi età non ha mai letto Le avventure di Huckelberry Finn». Punti di vista. Per me è un crimine che un ragazzino legga qualsiasi bel libro mentre i suoi amici sono davanti casa sua a giocare a tedesca (se non sapete cos'è una tedesca ho una brutta notizia per voi: avete letto troppi libri), o forse non lo è, forse l'importante è essere allegri, sereni e curiosi.

È appunto la curiosità a sostenere, nella mia personale visione, la passione per la lettura, e per qualsiasi passione vecchia o nuova. Una persona che non legge non è curiosa? Sciocchezze, può esserlo in tanti altri modi. Se si vuole dire che non ci si può innamorare di una persona che non dimostra alcun tipo di curiosità posso starci, ma dire che non si può amare chi non ama leggere è una cosa specifica, e stupida. Tra l'altro ormai leggere è pop, malgrado le statistiche, ed è facile spacciarsi per lettori meritevoli di interesse. Diciamo che la maggior parte dei lettori italiani, che sono pochissimi, ha gusti di lettura discutibili (ma mai biasimabili) e che anche chi si atteggia a esperto molto spesso si limita a millantare, Eppure molti lettori sono ben disposti verso chi cita David Foster Wallace e dice che Infinite Jest gli ha cambiato la vita, mentre guardano storto chi dimostra altrettanta passione nel descrivere la propria fede calcistica. Perché agli occhi di molti, chi legge è interessante e chi ama il calcio è un coglione, perché le due passioni fanno a cazzotti tra loro. 

Ciò significa che ci si può innamorare solo tra simili? Be', a questo punto mi verrebbe da dire che è quasi meglio perderla che trovarla una persona incapace di guardare oltre, nascosta dietro una trincea compatta di libri di Baricco. Il punto però è un altro. Non si tratta di lettori e non-lettori, persone interessanti e persone non interessanti. Si tratta di disposizione al contatto e al contagio. Se conosco qualcuno che mi fa ridere o che semplicemente cattura la mia attenzione raccontandomi di quel libro, di quel film, della gara in trasferta di nuoto sincronizzato o di quel posto in cui fanno i panini troppo buoni e forse è ancora aperto ti va di andarci?, la differenza credo la faccia la capacità di lasciarsi trascinare.

A sedici anni tu leggevi Baudelaire mentre lei andava al concerto di qualche cantante trucido e imbarazzante, ma ti fa vedere una foto di allora ed è sorridente e felice e non sai se quell'elettricità interna che ti provoca la sua vicinanza possa andar bene con la sua abissale lontananza dai tuoi autori preferiti, come se avessi bisogno del permesso di Salinger per innamorarti o per baciarla. La verità è che leggere è bello, parlare di libri è bello, ma di base ciò che è bello è provare passione per qualcosa e per qualcuno. Perciò se proprio non riesci a innamorarti di chi non ama leggere meglio per gli altri, che rideranno si baceranno e si ameranno mentre tu starai immortalando per Instagram il tuo Adelphi perfettamente allineato alla tazza di caffè d'orzo e al piattino con la cheesecake.   

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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