Arriva il libro scritto interamente su Facebook

Se il romanzo di Jennifer Egan pubblicato a cinguettii sul Twitter vi è sembrato un po’ troppo irriverente— e speravate che questa forma narrativo-masturbatoria non avesse successo  — adesso arriva il primo libro scritto su Facebook a provocare i post-fascisti de “la-letteratura-si-fa-solo-sulla-carta”.

Questa nuova forma quantomeno sperimentale di narrazione nasce dalla tastiera di Matias Viegener, è edita dalla Les Figues e raccoglie 100 liste, composte di 25 elementi ciascuna, di cose su di lui (Matias Viegener). Quindi: 25 x 100 = 2500 cose su Matian Viegener. L’autore ha assicurato ai più scettici che non ci sono ripetizioni nella lista e che ognuna raccoglie solo cose compilate nello stesso giorno.

Things è il termine tecnico che l’autore usa per descrivere gli items della lista. Il collante tra gli items e tra le lists è la totale casualità. Il titolo del libro è, prevedibilmente, 2500 random things about me too. Sul sito dell’Huffington Post* è possibile leggerne una estratta dall'edizione cartacea.

Come si evince dal testo l’idea rimanda a una delle abitudini più diffuse nel Facebook di qualche anno fa (2009?), quando una delle funzioni, ormai caduta in disgrazia, riscuoteva un certo successo: scrivere note. Matias Viegener decise di partecipare al gioco, ancora ignaro degli esiti di questa sua scelta, e pubblicò la sua prima lista in seguito alla ricezione di un’altra che lo invitava a partecipare (scrivere-taggare-condividere). A quei tempi erano virali e ne giravano parecchie. 

Ne scrisse una. Poi un’altra. Poi ancora un’altra (e stiamo a tre). Basta? No, quattro. Cinque sei sette fino ad arrivare a cento. Ora che ne ha scritte cento, tre anni dopo circa, arriva un libro che nasce già vecchio.
Se l’intenzione dell’editore è quella di offrire ai lettori letteratura d’avanguardia, in realtà il prodotto è già scaduto per almeno quattro motivi:

  • una forma digitale nativa che si trasforma in cartacea: quali sarebbero i vantaggi?
  • le liste sul Facebook sono un fenomeno di tre anni fa (come gli hipster)
  • Fabio Fazio e Roberto Saviano
  • Jennifer Egan

Sono curioso di conoscere i voyeur disposti a spendere quindici sonanti dollaroni per leggere tutte le idiosincrasie di questo scrittore e di sapere quale sarà la nuova frontiera dello sperimentalismo. Credo che il romanzo fotografico sull'Instagram di post-it incollati ai frigoriferi potrebbe trovare facilmente un editore.

 

*sto combattendo una battaglia contro il cancro che si sta diffondendo in questi giorni: l’articolo determinativo lo (non apocopato) come modificatore di Huffington Post. Ditemi, vi piace lo hamburger?

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

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