Bram e Walt: un lettore e il suo idolo

A volte ci si dimentica che gli scrittori sono stati innanzitutto dei gran lettori, esattamente come noi. Si fa fatica a credere che uno come Bram Stoker abbia avuto una passione al limite dello stalking per un altro gigante della letteratura come Walt Whitman e quando lo si scopre è un po' come quella cosa che diceva Jacopo qui: «è come guardare i propri genitori che dormono e accorgersi che non sono più un simbolo di autorità, o di integrità. Sono semplicemente persone».

Scoprire che Bram, oggi venerato da schiere di fan e capofila di un genere letterario tra i più prolifici, a sua volta amava con ingenuità e sincerità Walt, al punto da scrivergli lettere chilometriche, è strano ma ce lo fa piacere ancora di più. Ed è una bella storia che merita di essere raccontata.

Siamo nel 1868, Bram Stalker legge per la prima volta Withman e non è colpo di fulmine: si diverte a cercare i passaggi più controversi e scabrosi e riderne con gli amici, nulla più.

Un anno dopo però, tutto cambia. Sentendo due studenti leggere ad alta voce i versi di Whitman e schernirli, Stoker comincia a pensare di aver giudicato il poeta troppo frettolosamente e poco dopo accetta da un amico una copia di Foglie d’Erba.

Portai il libro con me al parco e mi misi a leggerlo all’ombra di un olmo. Rapidamente me ne feci un’opinione, ed era completamente opposta a quelle che avevo sempre sentito in giro. Quel giorno iniziai ad amare Walt Whitman.

La notte del 18 febbraio 1872 si mette a scrivere di getto una lettera lunghissima a Whitman in cui dichiara la sua totale  ammirazione e devozione e esprime la speranza di diventare addirittura suo amico «se ti incontrassi di persona mi farebbe piacere stringerti la mano, perchè sento che mi piaceresti. Vorrei poterti chiamare amico e conversare con te *(…) Mi presenterei a te come un fratello, come un allievo al suo maestro».

Cerca di spiegare quello che Foglie d’Erba ha significato per lui

Ti devo ringraziare per tante ore felici, sono stato alzato fino a notte fonda, chiuso a chiave nella mia camera, per leggere le tue poesie, le ho lette sulla spiaggia dove potevo guardarmi intorno e non vedere anima viva eccetto le navi al largo e proprio qui mi sono sorpreso più volte a sognare ad occhi aperti, con il libro aperto vicino.

È un fiume in piena, non si ferma più, la lettera diventa una confessione a cuore aperto nella quale si espone fino a dire «Stai sicuro di questo, Walt Whitman, che un uomo che ha sempre sentito sminuire il tuo nome dalla grande massa di persone che lo hanno menzionato, qui avverte il suo cuore lanciarsi incontro a te attraverso l’Atlantico e la sua anima gonfiarsi alle tue parole».

Ma come a volte accade, le risoluzioni prese di notte appaiono alla luce del mattino in tutta la loro inconsistenza e anche Stoker deve aver pensato, nonostante le sue buone intenzioni, di aver un attimino esagerato e chiude la lettera in un cassetto.

Passano gli anni e il giovane Bram inizia a muovere i primi passi come scrittore, recensisce spettacoli teatrali per una rivista, scrive  racconti brevi e continua a leggere Whitman. Il giorno di San Valentino del 1876 si trova ancora una volta a difendere il suo mito dai detrattori che questa volta lo accusano di avere poco rispetto delle donne. Quella stessa notte, prima di andare a letto, scrive un’altra accorata lettera al suo vate e si decide a spedirla, includendo nella busta quella scritta quattro anni prima.

La risposta arriva circa un mese dopo «Hai fatto bene a scrivermi in maniera così informale, fresca e affettuosa. Anche se è poco probabile, spero anch’io un giorno di poterti incontrare. Nel frattempo ti esprimo la mia amicizia e ti ringrazio di cuore».

All’epoca Whitman ha sessant’anni, ha avuto un ictus ed è paralizzato, è impossibile che si avventuri in un viaggio fino in Irlanda. Sarà inaspettatamente Stoker ad andare negli Stati Uniti per circostanze di lavoro e conoscere di persona il suo idolo, nel 1884, ben dodici anni dopo quella lettera confessione scritta quand’era poco più che ventenne.

I due si incontreranno a Philadelphia e diverranno ottimi amici continuando a frequentarsi fino alla morte del poeta, avvenuta nel 1892. Dalla pubblicazione di Dracula a oggi, sono stati in molti a riscontrare la profonda influenza che Whitman ebbe sulla scrittura di Stoker, e c'è chi dice che quest'ultimo abbia addirittura modellato il personaggio del Conte Dracula sul proprio eroe.

Quel che è certo è che storie come queste ci fanno sentire Bram e gli altri più vicini, è come spiarli nella loro cameretta mentre si emozionano sulle pagine di un libro proprio come faremmo noi, e pensare che non sono scrittori. Sono semplicemente lettori.

 

 

Tutta la storia la trovate qui

 

* Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.

 

Viviana Lisanti

 

 

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