Essere un perfetto booktuber

C'è un piacere malsano nel ripetere le cose brutte. Come quando da piccolo imparavi una parolaccia ed eri troppo eccitato per smettere di pronunciarla. Una delle tante cose brutte che si ripetono spesso, ormai non so più se nella speranza di indignare e tentare di cambiare le cose o solo per lagnarsi, è che in Italia non si leggono né si comprano libri. I lettori tricolori sono quattro gatti. Triste? Struggente? I lettori tricolori, come del resto i lettori di tutto il mondo, hanno scoperto una cosa che allevia un po' la sofferenza (che poi i lettori in genere non soffrono a essere in pochi, gli piace essere in pochi), cioè che nell'era di internet la lettura è un'attività condivisibile, che deve essere condivisa. Uno dei tanti mezzi di condivisione è YouTube, prateria per booktuber a piede libero.

Credo abbiate su per giù un'idea di cosa sia o possa essere un booktuber. Forse avete anche il vostro o la vostra booktuber di fiducia, che con i suoi consigli vi aiuta passo passo a fare ordine sui comodini, sugli scaffali e nei carrelli virtuali. Si è parlato a lungo dei book blogger, che per un periodo erano diventati l'argomento caldo, ma è giunta l'ora di parlare anche dei booktuber. Su Book Riot ho letto questo articolo di Rincey Abraham, una lettrice che per amore dei libri non ha resistito ad armarsi di webcam e cercare nella rete altri lettori con cui parlare, discutere, commentare (questo è il suo canale). Rincey dice chiaro e tondo: «Quando amo qualcosa, la amo con tutta me stessa e voglio condividerla con tutti quelli che conosco». 

Ama condividere le cose che ama. Ama i libri. Condivide il suo amore per i libri. Cristallina. Su YouTube c'è spazio per tutti, non solo per ragazzini di sei anni che suonano meglio di Slash, ma non è così semplice fare il booktuber. Cioè, non basta metterci la faccia e dire a tutti quanti che ti è piaciuto quel libro e che quell'altro invece era così e così. Ora che anche in Italia siamo pieni di lettori che convidono le proprie letture su YouTube, cos'è che fa la differenza? Cosa vi spinge a scegliere, se lo scegliete, un booktuber rispetto a un altro? Dà consigli utili? Siete sempre d'accordo con lui o con lei? Vi piace il modo in cui parla? Vi fa divertire? Vi annoia al punto giusto? Siete spinti dalla competizione? Vi siete presi una cotta e non aspettate altro che un suo video per realizzare che è l'uomo o la donna della vostra vita e che vorreste scappare con lui/lei con una macchina piena di libri?

Personalmente non so di preciso cosa debba avere un perfetto booktuber, perché forse ancora non ne ho trovato uno perfetto. Però ho un'idea piuttosto chiara di come non deve essere un booktuber. Non ci sono regole scritte, d'accordo, perciò si va a tentativi, e per fortuna ci sono i numeri che parlano: le visualizzazioni e gli iscritti al canale. Non te la puoi cavare soltanto sbandierando tutti i bei libri che leggi. Okay, hai buon gusto ma non basta, serve sempre quel qualcosa in più per distinguerti dalla massa (Jess Greenberg insegna). Se avessi bisogno di sapientelle o sapientelli che non vedono l'ora di inondarmi di è fantasticodevi leggerlofidati mi basterebbe mettere un'esca in una qualsiasi facoltà di lettere, ovvero sedermi da qualche parte con un libro in bella vista, in attesa dell'attaccabrighe. Se decidi di stare su YouTube devi seguire il ritmo, assecondare la corrente e far vedere se sguazzi bene o no, altrimenti leggi i tuoi libri pallosi e ne parli con i tuoi amici pallosi in posti pallosi. Non c'è una chiave, una formula vincente. L'ironia, la semplicità, la preparazione, l'alcol, i tempi comici, la serietà, il gusto. Qui, ad esempio, trovate l'intervista della nostra Michela Capra ad Arianna Bonardi, per farvi un'idea di uno dei tanti modi possibili per parlare di libri davanti a una webcam. E voi, come credete debba essere il perfetto booktuber? 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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