Il campo di battaglia di Winston Churchill? La sala da pranzo!

Abbiamo tutti presente Sir Churchill: paffutello, col panciotto a rischio di veder volar via i bottoni e l'immancabile sigaro in bocca. Insomma, un tipo dall'aria godereccia. Statista illuminato, per certi versi controverso, Churchill non finisce mai di far parlare di sè, anche negli aspetti più privati. Nell'ultima biografia a lui dedicata ad opera della giornalista Cita Stelzer dal titolo Dinner with Churchill: Policy-Making at the dinner table, si pone l'accento sul fatto che il primo ministro britannico, spesso e volentieri, preferisse discutere di politica a cena, tanto che sono famose le sue cene con i rappresentanti diplomatici di tutto il mondo in cui, tra una portata ed un'altra, venivano discussi i temi più importanti dell'epoca.

Una volta dichiarò:

«Se solo potessi cenare con Stalin una volta alla settimana, non ci sarebbe alcun problema».

Come dire che a tavola, deposte le armi, si può discutere pacificamente di tutto.

Secondo la Stelzer, oltre al reale piacere culinario, Churchill era solito organizzare sontuose cene con ospiti illustri, soprattutto per carpire a tavola segreti che in nessun altra occasione gli sarebbero stati svelati. Mettendo a proprio agio i suoi ospiti, tra un bicchiere di vino, uno scotch e qualche boccata ad un buon sigaro cubano, Churchill aveva l'occasione di raccogliere informazioni su ogni tipo di argomenti, dal segreto politico al mero pettegolezzo.

Grazie alle ricerche della Stelzer su i gusti culinari di Churchill si è scoperto che alle sue cene venivano serviti solo piatti della tradizione inglese e che tra i vini preferiva lo champagne, per l'esattezza il Pol Roger:

«Un solo bicchiere di champagne, trasmette un senso di euforia», scrisse nel 1898,  «I nervi sono rinforzati: l'immaginazione è piacevolmente allertata; l'ingegno si fa più vivace»

Poi, per non smentirsi aggiunse: «Una bottiglia produce l'effetto contrario!»

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

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