Il memoir di Karen Green sulla perdita di DFW

Photo credit: Bough Down (Karen Green, Siglio Press)

Karen Green, chi era costei? Probabilmente questo nome non vi dirà nulla. Nulla nemmeno se aggiungo che si tratta di un’artista californiana con una discreta carriera alle spalle. Ma se invece vi dico che è la vedova di David Foster Wallace, ecco che improvvisamente riusciamo a collocarla e a darle un’identità.
Non deve essere facile essere la "vedova di" nessuno, men che meno deve esserlo se il marito in questione è assurto dopo la sua morte a scrittore di culto a livello mondiale, vera e propria icona pop; lei stessa, in un’intervista rilasciata un paio d’anni fa al Guardian aveva sottolineato che le risultava molto difficile vestire i panni di una "professional widow."

La notizia è che, mentre in Italia è da poco uscita per Einaudi la biografia ufficiale di DFW, Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi, negli Stati Uniti sta riscuotendo un grande successo di critica il memoir della Green, da lei stessa definito come un modo di elaborare il lutto dopo la scomparsa di Wallace. Bough Down, questo il titolo del libro pubblicato dalla piccola e prestigiosa casa editrice Siglio Press, è una raccolta di  brevi paragrafi e poesie, inframmezzati da collage di immagini simili a francobolli, risalenti al periodo successivo al suicidio del marito avvenuto ormai cinque anni fa, il 12 settembre 2008. Cinque anni durante i quali la Green ha sempre mantenuto un basso profilo, concedendo poche interviste alla stampa.

Un racconto che viene descritto come molto diretto, brutale, a tratti disperato e a tratti arrabbiato, ma anche capace di strappare un sorriso in certi punti. Un racconto nel quale la Green non nasconde nulla, dalla difficoltà di vivere al fianco di una persona depressa al ritrovamento del marito senza vita, passando per la descrizione di una quotidianità piena delle sue cose, il deodorante e il suo amato cane, fino alla cattiveria della gente nel periodo successivo  alla morte dello scrittore:

Strangers feel free to email: / Nobody knew you before your husband took his life. / Nobody knew me, nobody knew me. I think this may be true.

Come anticipavamo, il libro sta ricevendo critiche molto positive da riviste prestigiose, dal Wall Street Journal, che ha elogiato la profondità di scrittura della Green e la sua abilità nel non semplificare la complessità del lutto, alla Los Angeles Review of Books che ha parlato del libro come di una vera sorpresa: la scrittrice e critica Maggie Nelson è arrivata a definirlo "uno dei più toccanti, originali e riusciti racconti di lutto che io abbia mail letto".
Sembra dunque che al di là della curiosità iniziale, quella che avvolge tutto ciò che riguarda la vita e la morte di Wallace, il libro abbia meriti e qualità tutti suoi.

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

2 Commenti
  1. Cari finzionici – e cara Modena – a giorni il libro in questione sarà tra le mie mani e avremo la nostra brioches. Baci a tutti