Insulted by Authors: i vaffautografi di Bill Ryan

Approfondimento / Insulted by Authors: i vaffautografi di Bill Ryan

Tra le ferree regole insegnateci da mamma, abbiamo appreso che mettersi le dita nel naso è sbagliato, che bisogna sempre dire "per favore" e che chiedere è lecito e rispondere è cortesia; a domanda, dunque, si risponde, con educazione e gentilezza. Ma come reagireste se voi foste uno scrittore famoso e, alla presentazione del vostro nuovo romanzo, facesse capolino, tra i tanti fan adoranti in fila per la consueta dedica, un trentenne smaliziato che vi chiedesse di insultarlo?

Bill Ryan, copywriter e aspirante scrittore della Grande Mela, si è oramai specializzato in questa inusuale attività, al punto da dedicarvi un blog, Insulted by Authors, nel quale raccoglie le dediche dei suoi artisti prediletti con tanto di offese di ogni tipo. Che Bill sia un bibliofilo con tendenze masochistiche, vestito in latex e dotato di collare da BDSM? Nulla di tutto questo; il giovane americano ha cominciato a collezionare i vaffautografi in maniera assolutamente casuale. Come racconta al quotidiano L.A.Times, infatti, qualche anno fa Bill conobbe, ad una presentazione, l’autore Charles D’Ambrosio. Davanti ad una tazza di caffè, i due conversarono riguardo le difficoltà del primo di approdare nel mondo editoriale. D’Ambrosio lo rassicurò, spronandolo con una dedica nella quale lo sbeffeggiava ironicamente.

Qualche tempo dopo, Bill si trovava alla famosa libreria newyorkese BookCourt in attesa di ottenere l’autografo della scrittrice Maggie Pouncey. Fu allora che ebbe l’illuminazione; chiedendo, con delicatezza, alla sconcertata autrice una dedica condita di offese, Bill diede inizio alla caccia all’insulto, gioco oramai noto a gran parte dei librai e degli scrittori americani, i quali spesso si informano in precedenza se Bill presenzierà alle loro presentazioni, per non risultare impreparati e, soprattutto, a corto di turpiloqui.

Gli autori vittime – o forse è meglio dire carnefici?– riportati sul blog sono numerosi; tra i più noti in Italia figurano il premio Pulitzer Paul Harding, edito in Italia da Neri Pozza, Rick Moody (Bompiani, minimum fax), Jonathan Safran Foer (Guanda) e Tom McCarthy (ISBN); ma sarebbe un vero peccato non citare Amy Sedaris, sorella del più noto David, la quale ha omaggiato Bill di una dedica decisamente colorita; e meno male che le donne sono il sesso debole! 

Intrufolatevi, dunque, nel blog di Bill Ryan e curiosate nella vasta collezione di vaffautografi. Se non masticate l’inglese, non preoccupatevi; vista l’ora tarda e i bambini presumibilmente a letto, possiamo permetterci di fornirvi un assaggio in italiano. Con un avvertimento; il linguaggio riportato non è di certo dei più educati. Godetevi gli insulti , li mortacci vostra.

Paul Harding conferma la sua maestria con una dedica che riesce ad essere offensiva e distinta al tempo stesso: «con grande piacere, e al tempo stesso totale disgusto, come il tuo aspetto sciatto.»

Tom McCarthy è estremamente conciso: saluta con un bel «A Bill, vaffanculo!» Semplice, ma efficace e di grande effetto;

Rick Moody precisa a Bill che «la sua barba è ridicola», nonché ne rammenta le origini dandogli del «figlio di puttana.»

Jonathan Safran Foer è dell’idea che chi più ne ha, più ne metta, e congeda Bill con un «per il fottuto ritardato, faccia di merda stronzo, omaggi.»

Ma il premio Simpatia e Originalità va senza dubbio ad Amy Sedaris, la quale apostrofa il suo fan dicendogli: «Ti chiamerei puttana, ma manchi della sua calorosa profondità.» (In inglese la comicità è ancora maggiore visto che cunt può significare sia “puttana” che, più propriamente, “figa”)

Silvia Dell'Amore

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

3 Commenti
  1. Autografare insultando qualcuno che ti ha già comprato il libro non è un atto meritorio, meglio sarebbe essere flemmatici nel sopportare insulti da chi il libro lo ha finito di leggere e lo pagherà solo se gli è piaciuto… 😀