La Redazione News presenta: cosa, chi e dove abbiamo letto nel 2013

Narra la leggenda che i redattori News non abbiano un cuore. Che se ne stiano tutto il giorno davanti al pc, concentrati e astiosi, in cerca dello scoop letterario del secolo. Dicono che i libri, i libri veri, per loro siano un miraggio, che leggiucchino le quarte di copertina con fare annoiato (a meno che non ci sia qualche bel refuso da segnalare) e che, di fronte all'offerta di metter giù il computer, inforcare le pantofole e dedicarsi a un buon romanzo, rispondano più o meno tutti strillando come ossessi (di solito cose del tipo: «NON HO ANCORA TROVATO NULLA PER LO SLOT DELLE 12!!! TI PARE CHE POSSA RILASSARMI??? SILVIA FARÀ FETTINE DI ME E MI MANDERÀ A INTERVISTARE UN GRUPPO DI ESCHIMESI CON LA PASSIONE PER FEDERICO MOCCIA!!!»).

Ebbene. Oggi sono qui per dimostrarvi che sono tutte fandonie (anche le minacce… forse) e persino noi, implacabili reporter, amiamo i libri e abbiamo gusti letterari degni di nota. Non solo: ci piace anche andare controcorrente, alla faccia di chi ci vuole imporre un romanzo o un genere letterario.
Ecco, dunque, i libri che abbiamo amato nel 2013, quelli che proprio non ci sono piaciuti e i luoghi segreti in cui, da bravi feticisti della pagina scritta, ci siamo rintanati per leggere.
Nome per nome, giusto per darci un po' di importanza.

Iniziamo dalle fanciulle tecnologiche.

Per Sara D'Agostino, il libro più bello letto nel 2013 è Sorry, di Zoran Dvernkar. A onor del vero l'ha iniziato nel 2012, ma le è comunque rimasto dentro. Poi, siccome è una ragazza coraggiosa e non teme nulla, ha ammesso di non aver sopportato Infinite Jest. È probabile che David Foster Wallace non la perdonerebbe, ma sono sicura che voi saprete chiudere un occhio.
Quanto al luogo più bello in cui ha letto, per Sara è il divano della sua casa nuova. Soprattutto perché, avendo finalmente una casa tutta sua, non deve più leggere su divani altrui.

Elena Chiara Mitrani, invece, ha letto e amato per la seconda volta Middlesex di Eugenides nonché Ti prendo e ti porto via, di Ammaniti. Non è stato, invece, di suo gradimento Il corpo umano di Paolo Giordano, mentre il luogo più bello in cui ha letto è stato il Parc Monceau, a Parigi. E dici poco!

Via le E-news, dedichiamo la nostra attenzione ai ragazzi delle News sui libri di carta e copertina.

David Foresi, buongustaio, ha scelto come libro più bello del 2013 Le intermittenze della morte, di Saramago. Con grande dispiacere, per il libro più brutto ha scomodato un altro nome importante della Letteratura: Pavese. Finire La bella estate è stata proprio un'impresa ardua.
Infine, il luogo più bello è il divano di casa, quelle poche volte che riesce a leggere di mattina.

Alessandra Ribolini dà il suo voto positivissimo a The Brief Wondrous Life of Oscar Wao, di Junot Diaz. Non le è piaciuto La voce invisibile del vento, della Sanchez. Il luogo più bello in cui ha letto, invece, da brava romanticona è davanti all'oceano.

Viviana Lisanti si è data ai classici: il suo libro preferito è stato, infatti, Don Chisciotte della Mancia, di Cervantes. Di libri brutti non ne ha letti, visto che il 2013 è stato per lei un anno fortunato in campo letterario. Se proprio deve scegliere, sacrifica Il senso di una fine, di J. Barnes. Luogo più bello? La vasca da bagno!

Nemmeno Francesca Modena si è imbattuta in romanzi poco piacevoli. Il libro più bello è, invece, Stoner di John Williams, bello e profondamente triste: la storia di una vita povera di eventi e avara di grandi emozioni come la maggior parte delle vite, ma raccontata in modo magistrale. E anche per lei, il luogo più bello ha a che fare con l'acqua: niente vasca da bagno, ma Favignana. Col sedere, appunto, a mollo nel mare blu.

Stoner ha un'altra fan: anche per Oriana Mascali è il romanzo più bello letto nel 2013, anche se se la batte con Dieci dicembre, di Saunders George. Il libro più brutto? Coraggiosamente, Oriana ammette che Chiedi alla polvere, di Fante, non fa proprio per lei. Il posto più bello in cui ha letto, infine, è la fermata del tram Gallia, a Strasburgo.

Luigi Mauriello fa contento David Foster Wallace: il libro più bello, per lui, è Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso. Il libro più brutto, invece, è Il tempo che vorrei, di Fabio Volo.
Quanto al luogo più bello, siamo ancora all'aria aperta: Hyde Park, spalle sull'erba, occhi al cielo.

Lorenzo Andolfatto ha scelto, come miglior romanzo, Four New Messages, di J. Cohen. Niente libri brutti, per lui. Il luogo più bello è Parigi, vista per la prima volta.

E, infine, il Grande Capo: Silvia Dell'Amore.
Anche per Silvia, DFW non ha eguali e, come romanzo più bello del 2013, sceglie La scopa del sistema. In punta di piedi e solo perché sotto pressione e minaccia di sciopero, ci rivela che il libro «meno bello» che ha letto è Il negro del Narciso, di Conrad.
Il luogo più bello? Il suo bar preferito, il sabato e la domenica mattina presto quando tutti ancora dormono. E non si fa mancare niente: insieme al libro ci sono sempre caffè col cioccolato e una brioche.

Più o meno ci siamo tutti. Qualcuno è fuggito verso il Veglione senza rilasciare dichiarazioni, ma rimedieremo nel 2014. Tanto più che tutti abbiamo dei buoni propositi e chissà se riusciremo a mantenerli.
Cosa ne dite, finora? Avete avuto anche voi un libro amato e uno odiato nel 2013? Pensateci, tra una portata e l'altra del primo pranzo dell'anno!

Valentina Simoni

Una laurea in giurisprudenza, ma da grande voglio fare la coccolatrice di akita. Dico cose che non dovrei dire. Scrivo cose che non dovrei scrivere. Leggo cose che non dovrei leggere. Feticista della grammatica italiana e lettrice compulsiva, bookaholic senza speranze, divoratrice di serie tv. Nel tempo libero ascolto musica classica, imparo a suonare chitarra e pianoforte e gioco a riordinare la mia libreria.

1 Commento