L’irresistibile ascesa dei self-help books

Photo credit: Graeme Robertson/Guardian

Il fenomeno dei self-help books, manuali o saggi che danno consigli o indicazioni su come migliorarsi in un qualsiasi campo della vita, ha assunto una tale importanza da essersi meritato la copertina del numero del New York Magazine uscito il 14 gennaio, dal titolo The self-help issue

Non che il successo di questi manuali sia un fenomeno nuovo, ma recentemente, complice forse la crisi globale, è senza dubbio cresciuto e soprattutto ha assunto nuovi tratti, come evidenzia questo approfondimento del New York. Noi tendiamo a percepirlo come tipicamente americano, ma questo filone ha contagiato già da tempo la scena editoriale italiana. Ne è la prova il fatto che su Amazon.it, nella categoria self-help, trovate più di ottantamila risultati, alcuni dei quali indicati come best-seller. Lo stesso vale per le classifiche di vendita; date un’occhiata a quella pubblicata domenica sulla Lettura del Corriere della Sera, nella quale alla categoria Saggistica Varia troviamo al nono e decimo posto dei libri più venduti, subito dopo due diverse edizioni della dieta Dukan, Guarire senza medicine di Raffaele Morelli e I segreti della mente di Vittorio Andreoli. 

Come avere successo nel business, come trovare un lavoro che ci soddisfi, come dimagrire, come migliorare la nostra vita sessuale? Sono tutte domande che ci assillano da sempre e da sempre le risposte durano un anno o due, per poi essere sorpassate da risposte più nuove e efficaci, e ripresentarsi uguali a se stesse dopo un paio di lustri. Pensate che se nel 1945 si contavano circa 3.500 di questi vademecum, oggi questo numero è salito a centinaia di migliaia, ma solo una piccola parte di essi assomiglia al classico manuale "come-fare-a".

Quello che è cambiato è innanzitutto la percezione di questi libri, da prodotti editoriali di seconda categoria a una delle voci principali della saggistica contemporanea. Non parliamo più di manuali, ma di saggi, biografie e autobiografie spesso firmate da nomi di spicco del giornalismo o uomini di scienza, che vengono fatti rientrare in questa categoria perché contengono, anche implicitamente, alcuni degli elementi fondamentali di questi filone. Business, psicologia, religione, neuroscienza, spiritualismo, pensiero positivo o semplice buon senso? Il self-help ha contagiato come un virus tutti i rami, creando, come sostiene l’articolo sopra citato, una vera e propria piaga dell’utilità che si è imposta come un imperativo nel panorama della saggistica. La promessa al lettore è diventata una strategia di marketing trasversale e irrinunciabile.

Non solo la percezione ma anche lo stile di narrazione si sono evoluti; il lettore non vuole un’arida lista di istruzioni, ma  un libro che sappia coniugare la scientificità dei dati e lo stile accattivante del memoir.

Non a caso Flavorwire ha da poco pubblicato una lista dei 10 romanzi che possono risolvere tutti i nostri problemi, partendo proprio dalla constatazione che in un panorama allargato anche i grandi classici trovano posto in questo scaffale. Qualche esempio? Oblomov può diventare un modello negativo per tutti coloro che rischiano di buttare all’aria la propria vita per pigrizia o incapacità di agire. Il ritratto di Dorian Gray è un efficace monito per le persone ossessionate dalla propria immagine. E ancora, Infinite Jest è un ottimo rimedio per curare la vostra dipendenza dalla TV; non solo perché non avrete tempo di guardarla, ma anche per la critica verso l’influenza pervasiva della televisione nella nostra società.

Una menzione speciale merita ovviamente l’eterna ricerca della felicità, fine ultimo di tutte queste pubblicazioni. Avete fatto caso che ultimamente non si parla d’altro? Sarà che oggi il fattore F è quantificabile e nessuno vuole ottenere un punteggio basso, ma i consigli su come essere più felice fioccano da tutte le parti e recentemente anche Zadie Smith non ha potuto resistere dallo stilare un suo personale inno alla gioia e a infiliarci in mezzo un paio di perle di saggezza.

Dalle esigenze più spirituali a quelle più terra terra, il successo di questi libri ha una sola spiegazione: molti si fidano di questa formula o almeno ne sono incuriositi. Voi  siete tra i cultori del genere o tra gli scettici? C’è qualche "manuale" che vi ha cambiato la vita (o almeno ve l’ha migliorata) o preferite cercare le risposte e gli stimoli nei grandi romanzi?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

10 Commenti
  1. argomento interessante: un popolo di non lettori cerca consolazione e risposte ai problemi proprio nel posto dove di solito non cerca, nei libri!
    l’oggetto libro continua ad essere un totem, non c’è niente da fare!

    personalmente ne vado pazza, sono il mio guilty pleasure
    un reparto della libreria è dedicato a loro, ben nascosto – ovviamente

  2. Credo sia un guilty pleasure per molti, visto che sembra che nessuno li legga, ma le vendite dicono il contrario 😉
    Non ti chiedo di confessare i titoli, anche se sarei curiosa…

  3. giammai 🙂

    posso solo dire che il massimo del godimento risiede nella fascia “how to”
    (di cui, se vogliamo, fanno parte anche i libri di ricette)

    è rasserenante sapere che, qualsiasi attività ti troverai ad affrontare – dal disossare un tacchino a rifare il pavimento di casa – non solo non sarai giudicato pazzo, ma qualcuno lo ha già fatto prima di te, ed è disposto ad aiutarti!

  4. Libri utilissimi, sopratutto per chi cerca una guida al proprio obbiettivo. Resta comunque il fatto che la differenza la fa la persona, nel trasformare la teoria in pratica!

  5. mattia non usare frasi fatte e teorie filosofiche che non ti appartngono solo per portarti a letto l’autrice dell’articolo!

  6. E’ scritto nel libro che sto leggendo, TItolo: Come portarsi a letto le autrici di un articolo. Comunque secondo me la spiegazione sta nel mettere la parola “COME” prima del titolo di un libro, si vende di più, immagina: Come vivere tra orgoglio e pregiudizio. Avrebbe venduto sicuramente di più!

  7. @mattia mi dissocio da così tanta bassezza, povertà d’animo, e volgarità. Voi ditemi se è possibile che il lavoro di una rgazza così intraprendente debba essere rovinato da un maniaco pervertito che si aggira nei meandri della rete alla ricerca di avventure sessuali con ragazze che sono sicuro abbiano ben altro a cui pensare che rispondere a certi soggetti. @francescamodena se non la pensi così invece puoi scrivermi in privato.

  8. Voi non avete capito che non si scherza così della Modena. Questo è un avviso, la prossiva volta venite bannati.

    Ah, e Mattia, se citi Daniele Luttazzi, almeno scrivilo.

  9. scherzare…?! rispondevo solamente alle domande poste dall’autrice. Non era mia intenzione catturare la vostra attenzione con i miei commenti.

    Ah, per il censuratore… senso dell’umorismo vuol dire senso della proporzione.

  10. Uh, son colpevolissimo di averne letto decine. Il primo motivo di questa colpa fu ed è la mia passione per la psicologia, e quel che riguarda la coscienza e il funzionamento della mente, funzionamento pratico, cioè non la chimica non mi interessa. Il secondo fu il mio su e giù sul filo della depressione, del bipolarismo non classico, e della mania schizoide (ok, l’ultima non l’ho avuta, ma penso debba esser interessante). Il terzo la mia fede nel potenziale dell’uomo, nella bellezza delle anime (o almeno della mia), e nel fatto che la lettura di un libro potesse porre rimedio a tutto ciò che non mi piaceva in me. Che dire, in quella che era la mia situazione non mi hanno mai aiutato, non hanno mai tenuto fede alle promesse di vite magnifiche che svendevano per 8,90€ in edizione economica. Può essere una mia colpa? Può essere. Magari su altri funzionano. Quello che credo io è che quando una situazione psicologica – per quanto riguarda i libri di auto-aiuto psicologico ovviamente – è tragica nella mente di un individuo, nessun libro possa aiutare. Diciamo però che mi hanno fatto passare del tempo, dato qualche consiglio utile (che in una situazione più equilibrata ho potuto sfruttare) e fatto conoscere lo psicoterapeuta con cui sono uscito da una lunga, angosciata e monotona depressione. L’ultima cosa che farei ora, se l’anima riniziasse a tormentarsi, sarebbe ributtarmi su quei libri in cerca della ricetta segreta della felicità. Pensando che un libro, e non io, possano aiutarmi. Però insomma, se non li leggete per bisogno, alcuni sono utili, alcuni divertenti, altri orribili (da evitare tutti quelli che pretendono di svelare segreti antichi o moderni che siano, e quelli che si rifanno alla scienza, l’ultima moda è la fisica quantistica). I più interessanti, maliziosi, e ironici che ho trovato riguardavano il sesso, anche se nei migliori il Come se rimaneva una sezione e non era il tema principale del libro. Primo tra tutti consiglio Generazione Sex, della Goofy Foot Press, davvero delizioso.