Lo Zibaldone, un caso letterario internazionale

Leggendo le riviste culturali inglesi o americane in questi giorni vi potrà capitare di incappare nella recensione di un’opera di un noto poeta e intellettuale italiano, Giacomo Leopardi. Non preoccupatevi, non avete attraversato per sbaglio una porta temporale: lo Zibaldone del grande poeta di Recanati è diventato un caso letterario internazionale in seguito alla prima traduzione completa in lingua inglese da poco uscita in Inghilterra da Penguin Books e negli Stati Uniti da Farrar, Straus e Giroux. Una traduzione frutto di sette anni di lavoro, impresa epica condotta da un gruppo di studiosi e ricercatori italiani coordinati da Michael Caesar, ordinario di letteratura italiana all’Università di Birmingham, e Franco D’Intino, docente alla Sapienza; un’idea nata nel 1998 quando, in occasione del secondo centenario della nascita del poeta, venne istituita a Birmingham una cattedra di studi leopardiani che lo stesso Caesar affidò allora a D'Intino.

Lo Zibaldone, il cui titolo completo è Zibaldone di pensieri, composto tra luglio/agosto 1817 e dicembre 1832 e pubblicato per la prima volta in sette volumi nel 1898, è un libro monumentale che raccoglie in oltre duemilacinquecento pagine appunti e annotazioni sparse dalle quali emergono gli aspetti giù essenziali dell’opera e del pensiero del grande autore. Non solo un volume fondamentale per comprendere la sua produzione poetica, ma un diario che permette di conoscere il pensiero di Leopardi su una varietà di temi quali la religione e la natura, la società e la cultura a lui contemporanee. L’aspetto filologico, finora il più approfondito, è solo uno dei tanti tasselli che insieme delineano la figura di un intellettuale il cui pensiero in alcuni casi ha anticipato quello dei più importanti intellettuali europei del pensiero moderno. 

L’accoglienza oltreoceano e oltremanica, come dicevamo, è stata così calorosa da superare le più rosee aspettative: riviste come il Sunday Times e la New York Review of Books hanno parlato di un tesoro ritrovato. Il Financial Times ha definito Leopardi uno dei pensatori più radicali del XIX Secolo, mentre John Gray in un lungo articolo uscito sul New Statesman ha parlato dell'edizione integrale dello Zibaldone in lingua inglese come di un «major event» nella storia delle idee. Una "scoperta" che è andata a riempire una lacuna nella conoscenza e considerazione che l’opera, e in generale il Leopardi pensatore, avevano ricevuto finora, come sottolinea New Republic che ha evidenziato come questa traduzione abbia finalmente messo in luce quello che era uno dei capolavori più ignorati della letteratura europea.   

Un’opera fondamentale che probabilmente non aveva ricevuto finora il giusto riconoscimento nemmeno in patria, essendo sempre stato considerata, come sottolinea Caesar in questa intervista al Sole 24Ore, non come un libro autonomo ma come un punto di riferimento per comprende le opere considerate maggiori, secondaria rispetto alla produzione poetica. E forse ora, sulla scia del successo internazionale, verrà riscoperto anche qui. Un’ulteriore occasione di approfondire la figura del grande poeta e pensatore ci verrà offerta da un progetto cinematografico firmato da Mario Martone, che di recente aveva portato in giro per i teatri italiani le Operette morali, e che vedrà Elio Germano vestire i panni de Il giovane favoloso Giacomo Leopardi. 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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