I migliori libri che non abbiamo mai letto

Photo credit: The Telegraph

Non sono impazzita, giuro. So bene che è bizzarro affermare quanto è bello un libro che non abbiamo mai letto. Ancor più assurdo è tentare di fare delle classifiche e dei paragoni, cose come: "questo libro che ho acquistato ma non ho mai letto deve essere migliore di quell'altro, quello che avrei tanto voluto leggere ma non l'ho mai fatto". Ma se avete pazienza di seguirmi mi spiego meglio. 

Alcuni giorni fa, alla vigilia degli Oscar, il comico statunitense Jimmy Kimmel ha stilato l’elenco dei dieci migliori film che non ha mai vistoFilm che sono entrati nella storia del cinema e che sono considerati dei capolavori imperdibili… ma che, per un motivo o per l’altro, il comico ha deciso di non vedere. Qualche esempio? Dirty Dancing avrà pure una gran colonna sonora e una meraviglioso Patrick Swayze in versione vintage, ma, senza offesa, Baby non è un nome. E ancora, Arancia Meccanica? Bastava il poster a terrorizzarlo. Fight Club? Non ha dubbi che sia un cult, ma piace a troppa gente che non gli va a genio e tanto basta per starne alla larga.

BookRiot ha ripreso l’idea applicandola al mondo dei libri. Quali sono quei libri, considerati dei classici o dei must-read dai più, che non abbiamo mai letto E perché? 
Ecco alcuni esempi tratti dalla Top 10 di Greg Zimmerman. Alla posizione 10 troviamo l’Ulisse di Joyce; l’autore giura che se mai nella vita sarà tentato di provare l’elettroshock, leggere questo libro potrebbe essere una valida alternativa. E viceversa. All’ottavo posto si piazza la saga Twilight di Stephenie Meyer; Zimmerman è certo che siano libri ben scritti, ma è frenato da una certa allergia verso le persone che hanno amato la saga. Al sesto posto ecco un paio di titoli di Salman Rushdie, I versi satanici e I figli della mezzanotte; qui basta l’espressione realismo magico a far fuggire l’autore del pezzo alla velocità di Usain Bolt (per di più inseguito da un ghepardo). Al primo posto troviamo tutta la saga di Harry Potter; la serie sul maghetto inglese è nella to-read list di Zimmerman da un pezzo, per decidersi sta solo aspettando l’uscita dell’ottavo libro.

Come vedete dalle motivazioni sopra, vale tutto; dalle ragioni più serie a quelle più futili, dalla ritrosia verso un genere al puro pregiudizio fine a se stesso. Alcune spiegazioni sono indifendibili (I miserabili? Non ho idea di cosa parli il libro, ma ho sempre pensato che il titolo si riferisse alle persone che lo leggono); altre fanno sorridere (Cent’anni di solitudine? Lo volevo davvero leggere, ma mi sono rimasti solo 55 anni di solitudine da vivere); rimane il fatto che si tratta nella maggior parte dei casi di sensazioni e gusti personali, che ci spingono a leggere un libro ed escluderne un altro. Non c'è metodo scientifico, non c’è garanzia che il libro che abbiamo scelto sia migliore di quello che abbiamo scartato. 

Capita anche a voi? Ci sono libri che siete certi e stracerti che siano capolavori, i cosiddetti must-read, ma che per un milione di non-motivazioni avete deciso di non-leggere

 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

8 Commenti
  1. “All’ottavo posto si piazza la saga Twilight di Stephenie Meyer; Zimmerman è certo che siano libri ben scritti”

    E sbaglia di grosso.

  2. Va dove ti porta il cuore. E dopo aver visto il film ho scoperto di aver fatto bene. Poi Non ti muovere e Mazzantini in generale. Ma almeno lì i film mi sono piaciuti

  3. decisamente sì! vorrei leggere tutti i classici o quelli che potrebbero essere definiti “must-read”, ma alla fine scelgo sempre d’istinto e rimando rimando rimando certe letture.

    ad esempio, il mio everest è al momento delitto e castigo. l’ho iniziato, ma mi son lasciata sedurre da altre letture e, pur avendo amato tutto il resto di dostoevskij finora letto, non riesco a prenderlo in mano.

  4. Tutti i classici che mi aspettano nello scaffale sono must read che dovrei e vorrei leggere di cui so che rimanderò la lettura a data da destinarsi 😛
    Ma non ce n’è uno che non leggerò mai (non lo avrei comprato, nel caso, ovviamente).

    Questa avversione ce l’ho più per le porcate commerciali stile ‘cinquanta sfumature di grigio’, che però, dato quanto se ne parla nel bene e nel male, ho deciso di leggere solo quando la cosa non mi sarebbe valsa sborsare quattrini che non avrei poi potuto spendere in libri più importanti.
    Un’amica mi ha regalato la saga perché era curiosa di sapere il mio parere, un po’ per ridere e un po’ per gioco…
    Confermo il parere negativo nei confronti di questi libri, però ciò non toglie che sono talmente snob da non volermi nemmeno avvicinare.
    Quando mi farà tanto schifo questo trash inserirò libri simili nella mia lista nera.

    Nemmeno a parlarne dei grandi classici. Quelli, pur pesanti, vanno letti. Nel momento giusto, quello in cui si riesce ad accogliere anche un libro peso nella propria esistenza.
    Forse, quelli di cui rimanderò la lettura per molto tempo saranno cose come il Decameron o La divina commedia, che sono scritti in un Italiano più difficile da comprendere e meritano parecchio tempo per l’analisi e la comprensione.

  5. Un must- read ? Infinite Jest. E’ mella mia libreria, in attesa. In attesa che abbia la voglia di impegnarmi in una lettura del genere. Però sono certa che sia uno di quei libri da leggere.

  6. L’Ulisse. Ora che è uscita la nuova traduzione di Celati, ancora di più.

  7. o non leggerò mai I classici russi, mai. Il motivo: chiunque me ne parla come capolavori immortali che dovrei leggere per forza, altrimenti sarei un ignorante. Bene, per colpa loro non li leggerò mai.

  8. non leggerò mai I classici russi, mai. Il motivo: chiunque me ne parla come capolavori immortali che dovrei leggere per forza, altrimenti sarei un ignorante.

    Leggi i semiclassici allora: Erofeev (Mosca Petuski) Olesha (Invidia) Platonov (Mosca Felice, Il Mondo è Bello e Feroce) Bely (Pietroburgo) Zamjatin (Noi) Sologub (Il Demone Meschino) Charms (Disastri). Sono molto più malvagi e/o divertenti.

    Io aspetto sempre che il libro mi chiami, classico o no. L’anno scorso volevo leggere La Storia, visto che era il centenario della Morante, ma non mi ispirava ed è rimasto per mesi sul comodino, più volte sorpassato all’ultimo momento nella lettura da libri di tutti i tipi. Adesso l’ho rimesso in fondo alla pila da leggere e aspetto che sia lui a chiamarmi. Non bisogna affrettare le cose 😉