#tWeBook: Intervista con gli autori

Chi segue Twtitter si sarà reso conto che c'è un particolare fermento quando si parla di libri e letteratura. Case editrici molto attive, scrittori sempre sul pezzo e storie che nascono in 140 caratteri. In principio fu Jennifer Egan che con la sua Scatola Nera –  arrivata anche in Italia grazie a Minimum Fax – ha sperimentato un modo nuovo di narrare tramutando l'unità minima di narrazione in 140 caratteri.

In questi giorni chi ama seguire le vicende del Twitter nostrano, e in particolare di quel Twitter letterario che sempre più sta prendendo forma nelle Timeline italiche, si sarà accorto del bellissimo esperimento narrativo nato sotto l'hashtag #tWeBook. Un racconto a quattro mani, o dovremmo dire a due tastiere, nato per caso e per gioco e i cui protagonisti sono Tito Faraci (@titofaraci) e Claudia Maria Bertola (@Angioletto9). Un racconto che mescola diversi generi e lascia spazio a colpi di scena e sorrisi. 
 
Noi di Finzioni non potevamo farci sfuggire questo racconto letterario via Twitter e abbiamo pensato bene di disturbare i due narratori con alcune domande per capire meglio come sono andate le cose. Lasciamo la parola a loro due.
 
Com'è nata l'idea? 
 
TITO FARACI: @Angioletto9, cioè Claudia, lo può raccontare meglio. Io ho visto due suoi tweet in "continuity", che mi sono piaciuti, e non ho resistito alla tentazione di scriverne uno anch'io, andando avanti con la storia. A quel punto, lei ha scritto il quarto… io il quinto. Poi Claudia mi ha lanciato una sfida: trovare l'hashtag giusto per il nostro gioco. Sfida che ha vinto lei, con tWeBook. Geniale.
 
CLAUDIA MARIA BERTOLA: ll mio primo tweet è nato da una fatto reale: avevo appena traslocato e per tre giorni di seguito sono andata al bar chiedendo un caffè. Il barista mi sorrideva timido. E io sono bionda. Così ho pensato di dedicargli un tweet. Alcuni follower si sono animati e mi hanno chiesto di continuare la storia. Ho scritto il secondo che ha destato l'interesse di Tito. Quando si è "agganciato" lui con il terzo non ci potevo credere. E l'idea di continuare a quattro mani mi ha entusiasmata.
 
Ti ha ispirato in qualche modo il "gioco" surrealista del cadavere squisito?
 
TF: Non c'è stato un vero piano, dietro. È nato tutto in modo spontaneo. Soprattutto, è un progetto frutto di twitter. Il rispetto dei 140 caratteri, per esempio, influisce sul ritmo del racconto e sul linguaggio.
 
CMB: Nessuna ispirazione. E' nato come un divertissmant. All'inizio l'idea di duettare con il grande Tito Faraci mi metteva un po' d'ansia, ma poi è nato un bel feeling a colpi di tweet e tutto è diventato spontaneo e fluido.
 
Avrà una fine?
 
TF: Certo. Ma non so quando.
 
CMB : Sì. A volte penso che dovremmo finire la storia per Natale come regalo per i nostri lettori. A volte penso che dovrebbe durare per sempre come regalo a noi due.
 
Sai già dove portare la storia oppure improvvisi?
 
TF: Improvvisiamo, in base ai reciproci tweet. Ci piace sorprenderci a vicenda.
 
CMB: Non solo improvvisiamo, ci tiriamo anche qualche colpo basso proprio per vedere come l'altro reagirà.
 
C'è qualcosa che t'ispira di più dei tweet dell'altro?
 
TF: Claudia ha un talento naturale per la narrazione. E mi diverte molto, a volte, farmi mettere nell'angolo e poi inventarmi qualcosa per venirne fuori. Ci divertiamo.
 
CMB: Twittare con Tito è come ballare. Ho fatto anche un disegnino in merito. Leggo un suo tweet e so già come muovermi, proprio come in una danza.
 
Cosa ti piace dello sviluppo della storia?
 
TF: È incredibile come il racconto prosegua con una grande coerenza narrativa. A volte, sembra scritto da una sola mano.
 
CMB: Come si sia complicata e arricchita. Il primo era semplicemente un tweet che parlava d''amore. E invece…
 
Quale elemento introdotto dall'altro ti è piaciuto o ti ha spiazzato di più?
 
TF: Il piccolo informatore che aiuta il protagonista maschile è stato un bel colpo (ma non l'unico).
 
CMB: La comparsa dell'uomo del mistero, quello che ha spezzato cuore e ossa a Inga. Quando ho letto quel tweet di Tito mi ha veramente spiazzata. "E ora? Come continuo?". Ma le idee arrivano sempre e le sfide sono fatte per essere colte. E vinte.
 
Ci sono altri casi di narrazione su Twitter che ti sono piaciuti?
 
TF: In questo momento, non ne ho presenti. Andrò a cercarli. Magari non subito, però. Non voglio farmi influenzare.
 
CMB: Ogni tanto leggo qualche tweet che è una storiella fatta e finita. Casi di narrazione vera e propria non ne ho seguiti. A quattro mani come tWeBook non credo ci siano.
 
Un'ultima cosa: raccontami in 140 caratteri cos'è #tWeBook
 
TF: Posso lasciare la parola al sommo Bot di @einaudieditore? Ha scritto un tweet molto bello: "Con #tWeBook @titofaraci e @angioletto9 fanno una cosa nuova: mettono insieme narrazione, improvvisazione e dialogo. I capisaldi di Twitter."
 
CMB: tWeBook è una storia sorprendente, scritta tweet à tweet tra @titofaraci e @angioletto9.
Il nome stesso dice tutto: è su Twitter, è scritta insieme, è un libro.
 
Io vi consiglio di seguire il racconto su #tWeBook e se volevo leggerlo comodamente sul vostro e-reader ecco un link per scaricare il bellissimo pdf
 
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