We Tell Ourselves Stories In Order to Live, un documentario su Joan Didion

Il 5 dicembre Joan Didion compirà 80 anni. Compie ottant’anni la grande scrittrice e giornalista americana, nata a Sacramento e vissuta tra la California e New York, tra le più importanti firme del New Journalism, penna che come pochissime ha saputo essere grande nella fiction e nella non fiction, e che purtroppo in Italia non ha ancora la considerazione che merita, anche se negli ultimi anni si sta tentando di recuperare attraverso  la pubblicazione di alcuni dei suoi romanzi (se non l’avete ancora conosciuta, partite da Democracy, qui recensito dalla nostra Cardinale).

Ma non è questa la sede per dibattere delle lacune italiane sulla Didion. Quello che vi vogliamo raccontare oggi, che siate suoi ammiratori come la sottoscritta o che abbiate voglia di scoprirla, è che è in arrivo un documentario dedicato alla sua vita. È di un paio di giorni fa la notizia che il nipote della scrittrice, Griffin Dunne, non solo regista ma anche attore – è il protagonista di due film cult come Fuori Orario e Un lupo mannaro americano a Londra –  si è rivolto alla piattaforma Kickstarter per poter completare il film al quale sta lavorando, che racconta l’opera e la vita della zia scrittrice. 

Come racconta Dunne nella descrizione del progetto, il documentario, We Tell Ourselves Stories In Order to Live, citazione del titolo di una raccolta di saggi della Didion, a sua volta ripreso dalla prima frase del libro autobiografico The white album, è il primo documentario dedicato alla scrittrice americana e nasce con l’obiettivo di raccontarla attraverso le sue parole e i suoi lavori. Oltre alla lettura di alcuni brani delle sue opere, fatta dalla scrittice stessa, e ad immagini e video d’archivio, il documentario ricostruirà la sua figura con il contributo di coloro che le sono stati vicini, amici, colleghi, familiari, critici. Solo per nominarne alcuni, lo storico editor della New York Review of Books Robert Silvers, che l’ha incitata a scrivere sulle pagine del suo magazine alcuni dei pezzi di non fiction più belli; Michiko Kakutani, la temutissima critica del New York Times che l’ha "scoperta" negli anni ’70 e l’ha definita «la scrittrice in lingua inglese dalla più bella prosa»; e Bret Easton Ellis, che ha confessato in più occasioni che la Didion è stata per lui un’enorme fonte di ispirazione. 

L’idea del documentario è nata un paio di anni fa, quando Dunne e la co-regista del film Susanne Rostock hanno girato un breve video per accompagnare l’uscita del memoir Blue Nights (2012, edito in Italia da Il Saggiatore) nel quale la Didion racconta la perdita della figlia adottiva Quintana Roo, morta a trentanove anni in seguito a un’infezione polmonare nel 2005, dopo un lungo calvario, a soli due anni di distanza dalla morte del marito della Didion, John Gregory Dunne, suo compagno di vita e di lavoro per quarant’anni, perdita raccontata in un precedente libro, L’anno del pensiero magico (vincitore del National Book Award per la nonfiction nel 2005).

Il materiale di partenza è tanto, ben 60 ore di girato sulla Didion, al quale si aggiungeranno le interviste alle persone citate poco fa. Il progetto è stato aperto su Kickstarter mercoledì e rimarrà online fino al 22 Novembre. L’obiettivo iniziale era di raccogliere 80.000 $, ma nel momento in cui sto scrivendo questo articolo sono già stati superati i centomila, donati da più di 1700 sostenitori. Prova, se ci fosse stato bisogno di averla, che c’è una huge, hungry audience for a documentary about Joan. 
Come sempre su Kickstarter in base all’entità della donazione vengono stabilite delle ricompense, che nel caso del documentario in oggetto vanno dal ricevere un PDF con tutta la documentazione che sta dietro alla realizzazione del film, al PDF con il libro di ricette che la Didion e il marito avevano nella loro casa di Malibu, al vostro libro preferito autografato dalla scrittrice, fino alla possibilità di andare sul set del film durante le riprese delle interviste. 
In attesa di vedere il film completo, godiamoci il trailer e la figura di questa minuscola grandissima donna. 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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