BooksinItaly: come esportare la qualità (letteraria) italiana

Photo Credit: McCulloch 2000

Si chiama BooksinItaly ed è il primo sito che ha lo scopo di promuovere l’editoria, la letteratura e la lingua italiana al di fuori dei nostri confini. È stato presentato ieri ufficialmente dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con l’AIE e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

Se la situazione anche in patria non è rosea e non è detto che tutti sappiano chi sono, diciamo due nomi a caso della letteratura contemporanea, Antonio Tabucchi e Giuseppe Pontiggia, all’estero il livello è ancora peggiore. Dopo Collodi, quel che si sa della produzione letteraria italiana si può riassumere in una manciata di casi celebri (Eco e Camilleri per dirne due). E tutto il resto è buio (ma non noia).

Per tentare di illuminare questo buio, ecco BooksinItaly, un sito che si propone non solo come vetrina di informazione su ciò che di significativo viene prodotto nella filiera del libro nostrana, ma anche come spazio di scambio e confronto tra professionisti del settore editoriale, italiani e stranieri. Il pubblico a cui ci si rivolge è variegato: editori, agenti letterari, scout, traduttori, librai, studiosi di italianistica. Come partner imprescindibili di questo progetto per promuovere le opere italiane all’estero sono stati individuati gli Istituti italiani di cultura, alcuni dei quali già in passato avevano mosso qualche passo in questa direzione.

Come si struttura il sito?

Innanzitutto c’è una bella sezione di Pareri di lettura forniti dalla redazione, di cui fanno parte Mariarosa Bricchi (storica della lingua italiana e direttore editoriale di Bruno Mondadori), Paolo Grossi (ex direttore dell’Istituto italiano di cultura a Stoccolma), lo scrittore Andrea Tarabbia, e da altri collaboratori. Si tratta di libri usciti da poco o di prossima pubblicazione, scelti non solo perché meritevoli, ma anche perché, ed è un criterio fondamentale, considerati adatti anche per un pubblico non italiano. L’idea interessante è che questi, grazie all’assaggio di traduzione che li accompagna, possano essere notati da un editore, un agente o uno scout straniero, e che di lì si metta in moto un dialogo con l’editore italiano per esportarli oltre i nostri confini. Non ci sono limiti di genere: BooksinItaly accoglierà romanzi, saggi, fumetti, libri per bambini, libri fotografici, teatro e poesia.

In una seconda sezione, Ingrandimenti, sono raccolte le notizie e gli approfondimenti legati al rapporto tra editoria italiana e mercato estero, agli episodi e agli incontri già avvenuti che possono essere utili punti di partenza per proseguire nella diffusione della nostra letteratura. Sono trattati temi come i premi letterari e le fiere internazionali, ma anche l’andamento dell’editoria in Italia e le tendenze degli ultimi tempi.

Interviste, invece, lascia finalmente la parola a tutti quei professionisti del mondo del libro che per lo più rimangono ignoti al lettore: editor, agenti, traduttori, studiosi della lingua.

La sezione Voce agli Editori è infine lo spazio di espressione in cui gli editori italiani propongono e presentano libri del loro catalogo che ritengono interessanti per un pubblico straniero. Anche in questo caso, i testi sono accompagnati da una piccola anteprima tradotta, in modo da poter essere affrontati da editori e lettori stranieri, curiosi delle novità italiane.

Insomma, anche se la crisi nel settore editoriale non accenna ad arrestarsi, qualcosa si muove in direzione contraria. «Credo fermamente nell’impegno comune, e nel lavoro condiviso di attori pubblici e privati per far conoscere e valorizzare la nostra produzione letteraria», ha affermato il Presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni, a cui ci affianchiamo nell’augurio che BooksinItaly sia destinato a «fortuna e successo».

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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