Chi ha incastrato Salman Rushdie?

Un tweet, a quanto pare. O meglio, una serie di cinguettii e di messaggi privati su Facebook scambiati con la socialite Devorah Rose.

Il dramma si è consumato nei giorni passati, ed è tuttora in corso (a mezzo stampa, of course, ché i panni sporchi non li si lava più in famiglia da un pezzo). E la storia in questione è vecchia come il mondo, se non fosse per l'eccezionalità dell'interessato: nel maggio scorso, dopo un'intensa corrispondenza di amorosi sensi su internet, il sessantaquattrenne scrittore dei Versetti satanici invita a uscire «in real life» la perennemente «in her twenties» Rose; i due si frequentano fino ad agosto, quando Rushdie decide di interrompere la relazione poiché ancora scosso da una recente rottura. Ma la storia finisce solo a metà: il corteggiamento, infatti, continua sui social network, fino ad arrivare a un nuovo incontro, avvenuto venerdì scorso all'Indocine. Come spesso accade, il giorno seguente la serata è stata commentata dai diretti interessati su Twitter e la cosa ha attirato l'attenzione dei tabloid che hanno iniziato a parlare di una possibile relazione tra i due. Rushdie si è allora affrettato a smentire il tutto, insinuando che Rose avrebbe ingigantito un po' le cose. E la risposta della bionda Devorah non si è fatta attendere: «never let someone paint you in a negative light» ha prontamente cinguettato, allegando anche un link a dimostrazione del corteggiamento da parte dello scrittore. Rushdie non ha più rilasciato dichiarazioni, mentre la portavoce di Rose ha fatto sapere che la sua assistita considera il comportamento dell'autore indiano «davvero poco cavalleresco» e ritiene la sua reazione «imbarazzante ed esagerata». 

Insomma, se per caso pensavate che uno scrittore di fama mondiale, osannato da pubblico e critica e con problemi un tantino più gravi del dover gestire corteggiamenti socialcosisti (si veda alla voce fatwa) fosse immune da simili frivolezze, se vi eravate illusi che concetti come "possiamo restare amici" o pratiche come il benservito via Facebook si esaurissero insieme all'uso della Smemoranda, be', ci dispiace dirvelo ma evidentemente non è così.

Alessandra Ribolini

Alessandra Ribolini

Traduttrice e teacher, ma soprattutto wannabe finta bionda senza averne l'aria

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