Da domani all’Eliseo si mangerà solo cous-cous

Imbottiti di dolci, frastornati dal tour de force di visite ad amici e parenti e col morale a terra perché il Natale è passato, l’unica cosa che vorremmo per affrontare in modo soft l’inizio dell’anno nuovo è una lettura invernale e confortante, tipo I racconti di Boscodirovo. E invece no, o almeno non questa volta. Il 2015, infatti, ci riserverà un’accoglienza choc (speriamo solo letterariamente parlando) che rischia di riportarci bruscamente a una realtà senza lucine, animali parlanti e fiocchi di neve. Perché? Perché il 7 gennaio in Francia, e dopo una settimana anche qui oltralpe, è prevista l’uscita dell’ultimo romanzo di Michel Houellebecq, Prix Goncourt quattro anni fa e lo scrittore contemporaneo francese più tradotto al mondo, oltre che, forse, il più controverso.

Nelle righe sopra dicevo “realtà”, ma in effetti non intendevo “la nostra realtà”. Per Soumission, questo il titolo del libro (la traduzione di Bompiani si intitolerà testualmente Sottomissione), l’autore ha infatti scelto un’ambientazione futura, prospettando lo scenario fantapolitico della Francia del 2022. A quell’epoca, François Hollande avrà terminato il suo secondo mandato come Presidente della Repubblica e verrà eliminato dalla corsa al potere da due candidati che più opposti di così si muore: un rappresentante del Front National di Marine Le Pen e Mohammed Ben Abbes, del partito (inventato) dei Fratelli Musulmani. A chi andrà la vittoria? Siccome fin qui sono già comparse le parole “choc” e “fantapolitico”, non dovreste avere grosse difficoltà a immaginare che Houellebecq ci confeziona un bel presidente musulmano, eletto grazie a un’alleanza tra PS (partito socialista), e i partiti liberali UMP (quello di Nicolas Sarkozy) e UDI.

Il clima della campagna elettorale e gli stravolgimenti successivi dell'assetto di un Paese accompagnano la vicenda del narratore, François, un professore universitario senza più entusiasmi, dedito ad avventure con le studentesse dei suoi corsi e grande esperto di Joris-Karl Huysmans, scrittore simbolo del Decadentismo (sarà un caso?). Così come la Francia stessa, François si vedrà coinvolto in un cambiamento radicale e improvviso, un’inesorabile perdita degli equilibri tradizionali che crescerà fino a diventare un incubo di fanatismo e intolleranza. Alla fine del romanzo, il protagonista è ritratto nella sua nuova veste di fedele musulmano convertito, ma sempre dedito agli amorazzi con le studentesse, che questa volta gli si presentano però con il velo.

300 pagine di Sottomissione. Che richiama la traduzione della parola “Islam”, sostantivo che indica l’abbandono totale (a Dio). Ma sembra alludere provocatoriamente anche alla consegna di un Paese alla religione e all’integralismo, per cui Houellebecq non ha mai fatto mistero di provare una profonda antipatia (al 2001 risale una sua affermazione per cui l’Islam sarebbe la religione «più stupida» che esista e le tre religioni monoteistiche sono basate su «testi di odio»).

Il libro uscirà tra poco, e c’è da scommettere che non lascerà indifferenti. Sappiate che anche il ministro della Cultura francese, la stessa Fleur Pellerin che in ottobre aveva rivelato di non aprire libri da due anni (guardate qua), ieri ha dichiarato che conta di leggere il libro su cui già si è infiammato il dibattito per poterne dare un giudizio più consapevole. Tutti diranno la loro, fioccheranno recensioni e l’opinione si dividerà tra i critici e i sostenitori, come sempre. Per il momento io la mia non la dico, ma mi limito a sottolineare alcuni aspetti che mi sono venuti in mente scrivendo questo pezzo. L’autore è un francese-francese (non un francese-algerino o francese-marocchino) e, nell'aprire l'ipotesi di una presidenza musulmana, prospetta uno scenario buio di integralismo religioso nel Paese europeo che ha inventato la libertà e l’illuminismo. Qual è l’operazione di Houellebecq? Un avvertimento? È l’equivalente letterario delle battaglie politiche di Marine Le Pen? O è pura e semplice provocazione? Potrà esserci mai davvero un presidente musulmano e vorrebbe dire veramente far cadere la Francia in uno stato di fanatismo?

Per il momento mi pare sufficiente, vi lascio godervi il panettone e gli acquisti dei regali, in attesa che arrivi il famigerato libro (dopo l’Epifania) a portare via tutte le feste.

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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